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I viaggi dell’accento

Language columnOpinioni
AuthorGiulia Zoli
Date 04 marzo 2014


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Niente e più rilassante che sdraiarsi sul letto, abbassare la luce e ascoltare Internazionale. È fatto e letto molto bene, ma Ucraina con l’accento sulla a proprio non lo sopporto, ci scrive Leonardo Tamborini, un abbonato che ascolta gli articoli di Internazionale in podcast. Ha ragione a innervosirsi?

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Ucràina, la pronuncia alla russa, è largamente e da più tempo diffusa, spiega Silverio Novelli in Si dice? Non si dice? Dipende, appena pubblicato da Laterza. Ma, anche per influsso della pronuncia ufficiale in ucraino, nell’Ucraina divenuta entità nazionale indipendente sta rimontando posizioni la forma Ucràina. Insomma, fate voi: l’accento sulla a non è sbagliato, l’accento sulla i è ufficialmente corretto.

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Nelle prime pagine del suo libro Novelli fa un piccolo giro del mondo. Flòrida o Florìda? Flòrida, anche se nei trecento anni di dominio spagnolo si chiamava Florìda, cioè fiorita. Scandinàvo o scandìnavo? Già in latino l’accento andava sulla a, e noi lasceremo cadere l’accento anche nella nostra lingua, nonostante scandìnavo, forma meno corretta, si sia diffusa a macchia d’olio nell’uso. Istànbul o Ìstanbul? Vittoria inaspettata della prima, che ha l’accentazione originaria. E se viaggiate verso la capitale, ricordate che si chiama Ànkara, non Ankàra.

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