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Lo stretto necessario

Language columnOpinioni
AuthorGiulia Zoli
Date 26 novembre 2013


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A pagina 94 dello scorso numero si parla di un’esplosione pari a circa 500 chilotoni di Tnt.
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Ma il chilotone è un’unità di misura basata su una determinata quantità di Tnt, ci scrive Dario Zannier (per la precisione, indica una quantità di energia pari alla potenza sviluppata dall’esplosione di mille tonnellate di Tnt, cioè di tritolo).
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Quindi non si deve ripetere di Tnt’.
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È vero, il chilotone contiene già il Tnt, non c’era bisogno di dirlo un’altra volta: è un’informazione di troppo.
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Nel caso del chilotone bisognava sapere un po’ di fisica per accorgersene.
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Ma le espressioni ridondanti sono frequenti anche nella lingua di tutti i giorni, soprattutto quando parliamo.
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E spesso entrano nella scrittura, magari senza che ce ne accorgiamo.
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Non è proprio un errore.
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Ma se facciamo lo sforzo di eliminare le ridondanze otteniamo un testo più chiaro e più efficace.
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Alcune espressioni comuni, per esempio, potrebbero essere dimezzate (eliminando le parole tra parentesi): progetto (futuro), (singolo) individuo, principale (priorità), (diversa) varietà, base (fondamentale), storia (passata), momento (attuale).
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Con una sola parola spesso si ottiene, in meno spazio, un miglior risultato (finale).
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