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L’andamento dei titoli

Language columnOpinioni
AuthorGiulia Zoli
Date 26 febbraio 2013
NewspaperInternazionale
Publication placeRoma
Publication countryItalia
Page-
Column-


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Prima Happy gay.
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Poi Papatrac.
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Non staremo esagerando?
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Ogni tanto un titolo che strizza l’occhio al lettore giocando con le parole ci può stare.
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Ma non deve diventare un’abitudine.
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Dev’essere una sorpresa che suscita un sorriso e lusinga l’intelligenza del lettore, spiega il manuale di stile del New York Times.
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Insomma, deve funzionare non solo per come suona, ma anche per quello che dice.
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Fare titoli che giocano con le parole è divertente.
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Eccone alcuni dall’archivio delle nostre copertine: Assoldati (n. 479, le milizie private in Iraq); Napoli e sangue (n. 570, la camorra a Napoli); I predatori dell’arte perduta (n. 643, opere d’arte trafugate); Internet ergo sum (n. 831, come la rete ci cambia la vita).
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A quanto pare i leader religiosi stuzzicano la nostra creatività: in poco più di tre anni abbiamo messo a segno un Papaturk (n. 670, sul viaggio di Joseph Ratzinger a Istanbul), un Bonsai Lama (n. 746, sulla saggezza del dalai lama) e un Dalai Obama (n. 834, dopo l’incontro con il presidente degli Stati Uniti).
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Non siamo gli unici: nel supplemento con le prime pagine dei giornali spicca il Papus interruptus di Libération.
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L’8 aprile 2005, il giorno dei funerali di Giovanni Paolo II, il quotidiano francese aprì con un memorabile Pope star.
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