Sentence view

Il correttore che sbaglia

Language columnOpinioni
AuthorGiulia Zoli
Date 19 settembre 2013


[1]
Tony Abbott ha vinto le elezioni in Australia.
[2]
E nello scorso numero di Internazionale ha vinto una t extra: è diventato Abbottt.
[3]
È la prova che per fare la revisione di un articolo non basta conoscere la grammatica o la grafia dei nomi.
[4]
Bisogna anche sapere come funziona il software che stiamo usando.
[5]
I fatti: nella bozza dell’articolo a pagina 26 il nome del nuovo premier australiano è scritto in due modi diversi, uno giusto, Abbott, uno sbagliato, Abbot.
[6]
Alle sette di mercoledì sera, quando il giornale è pronto per la tipografia e tutti aspettano la pagina su Tony Abbott, che si fa?
[7]
Si corregge rapidamente.
[8]
Come?
[9]
Con il trova/cambia!
[10]
Una prodigiosa invenzione tecnologica che trova in un testo una parola (Abbot) e la sostituisce con un’altra (Abbott).
[11]
Il trova/cambia, però, se ne infischia del premier e dei destini dell’Australia, ha una sola missione: aggiungere una t alla sequenza di lettere Abbot.
[12]
Non gl’importa se quella sequenza si trova anche in Abbott, che di t ne ha già due.
[13]
Ma solo perché non gli abbiamo detto di farci attenzione: bastava selezionare il comando cerca parola intera per evitare quella ridicola tripletta.
[14]
Morale della storia: i programmi di scrittura hanno delle funzioni diaboliche per stanare gli errori.
[15]
Sarebbe stupido non usarle.
[16]
Ma ancora più stupido è farsi usare da loro.
[17]

Text viewParagraph view