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Di parola in parola

Language columnOpinioni
AuthorGiulia Zoli
Date 19 marzo 2013


[1]
Non conosce le regole della punteggiatura.
[2]
Non distingue i maschili dai femminili, i singolari dai plurali.
[3]
Non sa come si va a capo.
[4]
Non gl’interessa se il sommario rimanda a una pagina che non esiste.
[5]
Non capisce la differenza tra i princìpi e i principi.
[6]
Non sa cosa sia il buon senso.
[7]
Il correttore ortografico automatico è uno strumento molto utile per scovare errori e refusi in un testo.
[8]
Ma niente può sostituire l’intelligenza, l’esperienza e la pazienza del correttore di bozze.
[9]
Tutte le settimane Sara e Lulli, le correttrici di bozze di Internazionale, setacciano ogni pagina del giornale, carattere dopo carattere, e scovano incongruenze, refusi, inesattezze, grafie sbagliate e conti che non tornano.
[10]
A volte lavorano in coppia: una legge a voce alta e l’altra controlla che il testo corrisponda.
[11]
Trovano tutto quello che sfugge al redattore, al correttore automatico, e spesso anche al lettore.
[12]
Quando leggiamo, infatti, i nostri occhi procedono a salti: non si soffermano sui singoli caratteri, leggono quel tanto che basta per capire.
[13]
Avanzano di sillaba in sillaba e di parola in parola.
[14]
Quanti di voi, per esempio, si sono accorti che a pagina 22 dello scorso numero, proprio all’inizio dell’articolo, c’era scritto una paragone invece di un paragone?
[15]

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