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Disattivare il cervello

Language columnOpinioni
AuthorGiulia Zoli
Date 15 ottobre 2013


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Sbagliamo perché ci fidiamo ostinatamente della nostra mente.
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Sbagliamo, spiega la giornalista statunitense Kathryn Schulz in Being wrong (Ecco/HarperCollins 2010), perché la mente altera di continuo i messaggi sensoriali che riceve dall’esterno.
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Lo fa per semplificarci la vita.
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Prendete il punto cieco: tutti abbiamo un punto nella retina che non riceve informazioni visive.
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Ma nessuno vede un vuoto nel suo campo visivo, perché il cervello corregge automaticamente il problema.
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Lo stesso succede quando leggiamo: capiamo un testo anche se contiene degli errori, perché il cervello li corregge (così la scorsa settimana nessuno si è accorto, prima che Internazionale andasse in stampa, che proprio nella rubrica Le correzioni c’era un refuso, me invece di ma).
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A rigor di logica, quindi, per trovare gli errori quando facciamo la revisione di un testo dobbiamo contrastare il normale funzionamento del cervello.
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Un trucco è rileggere sulla carta scorrendo il testo con un righello, per non anticipare quello che viene dopo.
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Un altro è leggere ad alta voce cominciando dalla fine.
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Ma così lavoriamo un po’ come dei correttori automatici.
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E come tutti i correttori automatici non siamo infallibili: per distinguere tra me e ma, il cervello resta la cosa più preziosa che abbiamo.

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