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Maarten Janssen, 2014-
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L’italiano basta
Language column
Opinioni
Author
Giulia Zoli
Date
14
maggio
2013
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[1]
Se
è
vero
che
Internazionale
tende
a
limitare
il
più
possibile
l’
uso
di
parole
straniere
,
come
mai
negli
articoli
sull’
Italia
dello
scorso
numero
ce
ne
sono
tre
che
si
potevano
evitare
?
[2]
Evidentemente
non
ci
sforziamo
abbastanza
.
[3]
Come
osserva
Enzo
Vignoli
,
quel
think
tank
a
pagina
14
“
poteva
essere
reso
con
‘
commissione
di
esperti’
”
.
[4]
A
pagina
18
invece
,
si
parla
di
un’
Italia
che
rischia
il
[5]
default
.
[6]
È
una
parola
“
entrata
prepotentemente
nel
linguaggio
economico
”
,
ammette
il
nostro
lettore
.
[7]
Ma
è
ambigua
,
perché
“
è
traducibile
con
‘
inadempienza’
o
simili
,
ma
è
spesso
usata
per
indicare
il
ben
più
drammatico
evento
del
‘
fallimento’
o
della
‘
bancarotta’
”
.
[8]
Meglio
usare
il
termine
italiano
adatto
all’
occasione
.
[9]
In
questo
caso
,
“
insolvenza
”
.
[10]
Non
è
detto
che
il
governo
di
Enrico
Letta
riuscirà
a
evitarla
,
ma
almeno
il
paese
è
“
uscito
da
una
situazione
di
impasse
”
,
scrive
Le
Monde
(
pagina
14
)
.
[11]
“
Però
”
,
insiste
Vignoli
,
“
perché
non
usare
il
nostro
‘
stallo’
o
‘
vicolo
cieco’
?
”
.
[12]
Non
c’
è
motivo
.
[13]
Ogni
tanto
capita
di
ricorrere
a
una
lingua
straniera
per
trovare
quello
che
Gustave
Flaubert
chiamava
le
mot
juste
,
il
termine
giusto
.
[14]
Anche
se
quasi
sempre
esiste
un
corrispettivo
italiano
più
chiaro
e
meno
pretenzioso
.
[15]
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