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Rivelazioni

Language columnOpinioni
AuthorGiulia Zoli
Date 12 marzo 2013


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Il 4 marzo negli Stati Uniti è il National grammar day, la giornata nazionale della grammatica. È stata lanciata da Martha Brockenbrough, scrittrice e fondatrice della Società per la promozione della grammatica, nel 2008. La data non è casuale: March 4 in inglese si pronuncia come march forth, in marcia, avanti.

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È un imperativo: dobbiamo metterci in marcia per parlare bene, scrivere bene e aiutare gli altri a fare la stessa cosa, spiega Mignon Fogarty, detta Grammar Girl, una delle organizzatrici dell’evento.

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Il sito del National grammar day offre materiale di ogni tipo, dagli esercizi sulla punteggiatura alla ricetta del Grammartini, il drink degli appassionati di grammatica. Ma la vera attrazione è la gara di haiku su Twitter.

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La linguista Arika Okrent ha vinto questa edizione twittando un haiku sugli errori: Sono un errore / e mi rivelerò / dopo che avrai premuto invio. Pochi secondi dopo ha twittato una correzione per aggiungere le virgolette: Meglio: invio’. Il suo haiku si era appena realizzato. Ci sono sempre degli errori che vedo solo dopo che un articolo è stato pubblicato, ha spiegato. Li immagino come delle piccole creature senzienti che si nascondono ridacchiando dietro un velo di pixel e aspettano la pubblicazione per squarciare il velo.

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