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La caduta di Hitler

Language columnOpinioni
AuthorGiulia Zoli
Date 07 maggio 2013


[1]
Nello scorso numero (pagina 80) abbiamo scritto fürher invece di führer.
[2]
Nel titolo, e altre due volte nel testo dell’articolo (rispettando così almeno il principio della coerenza caro ai copy editor).
[3]
Capita di fare già tanti errori scrivendo nella propria lingua, che controllare la grafia di una parola straniera dovrebbe essere un gesto quasi automatico.
[4]
Spesso invece ci fidiamo di quello che pensiamo di sapere.
[5]
Anche quando non si tratta della nostra lingua.
[6]
Internazionale tende a limitare il più possibile l’uso di parole straniere.
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Fanno eccezione le parole entrate nell’uso, come per esempio best seller, babysitter o shock.
[8]
O le parole che non hanno un equivalente in italiano.
[9]
Sarebbe stato assurdo chiamare Hitler duce, o capo, invece di
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führer.
[11]
E poi lo sanno tutti chi era il führer.
[12]
Nello scorso numero c’erano anche koninginnedag (il giorno della regina nei Paesi Bassi), sharia (la legge sacra dell’islamismo) e cockney (la parlata dei quartieri popolari di Londra).
[13]
Tutte parole che sarebbe troppo complicato sostituire ogni volta con la spiegazione in italiano.
[14]
A pagina 14, invece, si parla di time out per la democrazia, che nel testo originale, in spagnolo, era tiempo muerto.
[15]
Per rendere al meglio lo spagnolo siamo dovuti ricorrere all’inglese.
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