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Maarten Janssen, 2014-
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Una volta di più
Language column
Opinioni
Author
Giulia Zoli
Date
03
dicembre
2013
more header data
[1]
“
La
nostra
lingua
è
complessa
,
profonda
,
affascinante
.
E
recalcitrante
a
regole
troppo
strette
”
,
osserva
Vittorio
Oliva
.
[2]
Il
riferimento
è
alla
rubrica
Le
correzioni
della
scorsa
settimana
,
in
cui
sottolineavo
l’
importanza
di
essere
concisi
.
[3]
Il
nostro
lettore
dice
una
cosa
sacrosanta
:
infatti
se
è
vero
che
,
sfrondato
dalle
ripetizioni
e
dalle
parole
superflue
,
un
testo
diventa
più
efficace
e
diretto
,
è
anche
vero
che
le
ripetizioni
non
sono
da
evitare
a
tutti
i
costi
.
[4]
Anzi
!
[5]
Però
bisogna
distinguere
tra
quelle
inutili
,
che
diluiscono
il
messaggio
indebolendolo
,
e
quelle
che
rispondono
a
una
strategia
.
[6]
Prendete
lo
scorso
numero
di
Internazionale
:
si
può
ripetere
un
sostantivo
per
chiarire
di
cosa
si
sta
parlando
e
dare
coesione
al
testo
(
Giovanni
De
Mauro
usa
sei
volte
la
parola
“
intercettazioni
”
-
anche
al
singolare
-
nel
suo
editoriale
)
;
si
può
ripetere
l’
inizio
di
una
frase
per
essere
perentori
(
“
La
distinzione
da
fare
non
è
.
.
.
La
distinzione
da
fare
è
.
.
.
”
,
Bill
Keller
a
pagina
95
)
;
si
può
ripetere
un
avverbio
per
aggiungere
enfasi
a
un
pensiero
(
“
Così
lontani
,
così
vicini
”
,
Amira
Hass
a
pagina
17
)
;
e
poi
,
se
non
l’
avete
ancora
capito
,
si
può
ripetere
la
struttura
di
una
frase
per
dare
ritmo
al
discorso
e
rafforzare
un
concetto
(
come
nella
rubrica
che
avete
appena
letto
)
.
[7]
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