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Un nome per un altro

Language columnOpinioni
AuthorGiulia Zoli
Date 31 luglio 2012


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Se qualcuno che abbiamo appena conosciuto storpia il nostro cognome, la cosa può anche essere divertente. Ma se lo fa un giornalista, è mortificante sia per noi, che ci sentiamo poco considerati, sia per lui, che perde credibilità agli occhi dei suoi lettori: se sbaglia i nomi, quante altre cose sbaglierà?

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Nel numero del 20 luglio il direttore dell’Accademia internazionale per maggiordomi, che ci viene presentato a pagina 62 come Robert Wennekes, a pagina 63 diventa improvvisamente Wannekes. Nello stesso numero, a pagina 82, l’autrice dell’

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Orologiaio miope, Laura Signorile, a un certo punto diventa Lisa.

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La storpiatura dei nomi è uno degli errori più frequenti nei giornali. Anche i personaggi famosi ne sono vittime. A maggio il Los Angeles Times ha pubblicato una correzione dopo aver chiamato Elliot l’attore statunitense Elliott Gould. Era la quarantasettesima volta dal 1985.

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L’attore romano Valerio Mastandrea viene spesso chiamato Mastrandrea e il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini si trasforma in Pierferdinando. I giornalisti si fanno ingannare dalla memoria, da fonti poco attendibili o dall’orecchio. Come il notiziario della Fox che il 2 maggio 2011 ha titolato: Obama bin Laden è morto.


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