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Chiamatemi Batman

Language columnOpinioni
AuthorGiulia Zoli
Date 27 agosto 2012
NewspaperInternazionale
Publication placeRoma
Publication countryItalia
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Column-


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Se durante la revisione di un testo un redattore si accorge che nell’originale c’è un errore, come deve comportarsi?
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È sempre giusto intervenire?
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Quand’è che una correzione diventa una violazione della volontà dell’autore?
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E come si fa a stabilire se un errore è davvero un errore?
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Nel suo articolo su Dante Alighieri (Internazionale del 3 agosto), Elif Batuman descrive così il pubblico fiorentino mentre ascolta Arnoldo Foà che legge
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l’Inferno: Mormorii di approvazione percorrono la folla: Foà, Foà, e anche qualche foie gras (deduco sia un soprannome dell’attore novantacinquenne).
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Pierangela Diadori, una lettrice che insegna teoria e tecnica della traduzione all’Università per stranieri di Siena, osserva: Il grande attore Foà chiamato scherzosamente foie gras? Ma scherziamo?.
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Ha ragione.
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Ma un soprannome mormorato da uno sconosciuto non è un dato oggettivo e verificabile come una statistica.
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E se una scrittrice decide di citarlo c’è un motivo.
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Un amico della mia amica Marilena mi disse che era il soprannome di Foà. In seguito io i fact checker abbiamo trovato riscontri, così l’abbiamo lasciato sul vago, spiega Batuman.
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Che confessa di avere un debole per le storpiature: Adoro quando le persone per sbaglio mi chiamano Batman.
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