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I caratteri degli altri

Language columnOpinioni
AuthorGiulia Zoli
Date 24 settembre 2012
NewspaperInternazionale
Publication placeRoma
Publication countryItalia
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Column-


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Come si legge Ragıp?
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Nel nome dell’editore turco ritratto nello scorso numero compare una lettera dell’alfabeto turco sconosciuta all’italiano.
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È una scelta che Internazionale ha fatto da circa un anno: le parole delle lingue che si basano sull’alfabeto latino le scriviamo come sono, senza adattamenti.
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Un tempo non era così.
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Scrivevamo Lodz e non Łódz, Utoya e non Utøya, Zizek e non Žižek.
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Per un motivo semplice: nella font di Internazionale mancavano questi caratteri.
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Poi è arrivata la font nuova, e a un certo punto ci siamo chiesti: ora che si può, perché no?
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Anche per coerenza: abbiamo sempre scritto Süddeutsche Zeitung con la ü e François Hollande con la ç, non c’è motivo di scrivere Utøya senza la sua ø.
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Alcuni però faticano ad abituarsi: Per me nel nome dell’editore turco c’è il numero 1, confessa un redattore.
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E poi c’è il problema della pronuncia.
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Potremmo fare come l’edizione italiana della rivista Wired, che in copertina riporta la trascrizione fonetica del suo nome: /uaɪrd/.
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Oppure seguire l’esempio di molti ispanofoni, che scrivono
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fútbol (football), biquini (bikini) e Misuri (Missouri).
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Ma i nostri lettori sono curiosi e spesso molto più pignoli di noi.
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A proposito, Ragɪp si pronuncia /ɾagɯp/.
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