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Il sesso di internet

Language columnOpinioni
AuthorGiulia Zoli
Date 22 marzo 2012
NewspaperInternazionale
Publication placeRoma
Publication countryItalia
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Se Tav è l’acronimo di treno ad alta velocità, perché scriviamo la Tav e non il Tav?
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La risposta è semplice e anche un po’ scandalosa: perché lo fanno tutti.
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Non proprio in realtà.
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Gli attivisti della Val di Susa usano il maschile.
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Alcuni giornali e alcuni giornalisti a volte li assecondano.
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Ma da quando la protesta dei No Tav ha oltrepassato i confini di Susa e Bussoleno e si è trasformata in un movimento nazionale, sui mezzi d’informazione e nel parlare comune il Tav è diventato la Tav: la linea ferroviaria, la ferrovia, l’alta velocità, la tratta Torino-Lione o semplicemente l’opera, come la chiamano il premier Mario Monti e la ministra Annamaria Cancellieri.
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Il femminile ha prevalso, e ostinarsi a usare una forma meno diffusa sarebbe una battaglia persa.
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Quanto al genere di certe parole, la scorsa settimana abbiamo dovuto affrontare un dilemma ben più arduo: internet è maschile o femminile?
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Come altri nomi stranieri entrati senza adattamento nella nostra lingua, internet ha preso il genere della parola corrispondente in italiano, in questo caso rete.
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Viviamo su internet e ci muoviamo con lei, scrive Piotr Czerski a pagina 96 del numero scorso.
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Abbiamo imparato ad accettare che troveremo molte risposte anziché una sola.
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