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Campi di battaglia

Language columnOpinioni
AuthorGiulia Zoli
Date 07 novembre 2012
NewspaperInternazionale
Publication placeRoma
Publication countryItalia
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Column-


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Alcuni lettori di Internazionale su iPad, iPhone e Android hanno fatto in tempo a notare un refuso, poi corretto, nel menù: la sezione immaggini, con due g.
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Non è stata colpa dell’influsso romanesco, anche se la redazione di Internazionale è a Roma e romani sono molti redattori.
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La maggioranza invece proviene da altre parti d’Italia.
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Così quando bisogna scegliere certe parole, scoppia la guerra interregionale.
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La più recente si è svolta intorno alla pizza: la parte più esterna, che alcuni lasciano nel piatto, come si chiama?
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Crosta, hanno risposto i romani e i nordici.
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Cornicione, ha rivendicato il copy editor napoletano.
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Alla fine ha vinto bordo: generico, ma lo capiscono tutti.
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Per anni si sono scontrati i sostenitori dell’aggettivo fico e i difensori della variante settentrionale figo, che oggi, grazie a un irriducibile vicedirettore milanese, è la forma prevalente su Internazionale.
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Infine, discutiamo ogni volta che dobbiamo dare un nome a una cosa che fanno tutti gli studenti: saltare le lezioni.
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Bruciare, bigiare, fare sega, nnargiare, fare gavetta, fare fuoco, fare filone, fare salasso, andare in marina e forcare sono le espressioni che i redattori di Internazionale usavano al liceo.
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La diplomazia è al lavoro.
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Finora una cosa è certa: l’italiano marinare è il meno usato di tutti.
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