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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Il terrore semantico
Language column
Opinioni
Author
Giulia Zoli
Date
05
luglio
2012
more header data
[1]
“
Ogni
giorno
,
soprattutto
da
cent’
anni
a
questa
parte
,
per
un
processo
ormai
automatico
,
centinaia
di
migliaia
di
nostri
concittadini
traducono
mentalmente
con
la
velocità
di
macchine
elettroniche
la
lingua
italiana
in
un’
antilingua
inesistente
.
Avvocati
e
funzionari
,
gabinetti
ministeriali
e
consigli
d’
amministrazione
,
redazioni
di
giornali
e
di
telegiornali
scrivono
parlano
pensano
nell’
antilingua
.
[2]
Caratteristica
principale
dell’
antilingua
è
quello
che
definirei
il
‘
terrore
semantico’
,
cioè
la
fuga
davanti
a
ogni
vocabolo
che
abbia
di
per
se
stesso
un
significato
,
come
se
‘
fiasco’
‘
stufa’
‘
carbone’
fossero
parole
oscene
,
come
se
‘
andare’
‘
trovare’
‘
sapere’
indicassero
azioni
turpi
.
[3]
Nell’
antilingua
i
significati
sono
costantemente
allontanati
,
relegati
in
fondo
a
una
prospettiva
di
vocaboli
che
di
per
se
stessi
non
vogliono
dire
niente
o
vogliono
dire
qualcosa
di
vago
e
sfuggente
(
.
.
.
)
.
[4]
La
motivazione
psicologica
dell’
antilingua
è
la
mancanza
d’
un
vero
rapporto
con
la
vita
,
ossia
in
fondo
l’
odio
per
se
stessi
.
[5]
La
lingua
invece
vive
solo
d’
un
rapporto
con
la
vita
che
diventa
comunicazione
,
d’
una
pienezza
esistenziale
che
diventa
espressione
.
[6]
Perciò
dove
trionfa
l’
antilingua
-
l’
italiano
di
chi
non
sa
dire
‘
ho
fatto’
ma
deve
dire
‘
ho
effettuato’
-
la
lingua
viene
uccisa
”
.
[7]
Italo
Calvino
,
L’
antilingua
,
1965
.
[8]
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