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Il refuso in copertina

Language columnOpinioni
AuthorGiulia Zoli
Date 04 settembre 2012


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Il mercoledì mattina la copertina di Internazionale viene stampata a colori su un foglio A4 e passa di mano in mano tra i redattori e i grafici: tutti devono vedere che faccia avrà il giornale in edicola quella settimana.
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E tutti possono contribuire a migliorarla, suggerendo una modifica, correggendo un errore, facendo l’ennesima verifica.
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A volte quando torna dove era partito, sulla scrivania del direttore, quel foglio A4 è pieno di scritte a matita.
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Occhio, è rimasta la data del numero scorso, osserva uno.
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Spostare l’accapo, suggerisce un altro.
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Un grafico protesta: Controllare la spaziatura.
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E ancora: Surowiecki con la c, quante volte ve lo devo dire?.
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Una volta inserite le modifiche, la pagina viene controllata dalle correttrici di bozze.
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Al momento della spedizione in tipografia è stata rivista da una trentina di persone.
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Ma tutte e trenta possono farsi sfuggire un errore banale come la grafia di un nome.
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È successo la scorsa settimana: il povero Nick Bilton in copertina è diventato Bolton.
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Una brutta svista che a memoria dei redattori nella storia di Internazionale ha un solo precedente.
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Ma illustre: risale al 10 gennaio 2003 (n. 470), quando il presidente del Venezuela Hugo Chávez venne chiamato in copertina Ugo, come il ragionier Fantozzi.
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