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Maarten Janssen, 2014-
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Il paradosso degli errori
Language column
Opinioni
Author
Giulia Zoli
Date
01
marzo
2012
more header data
[1]
Quando
si
scambiano
l’
Osce
con
l’
Ocse
e
il
nipote
di
Gandhi
con
il
pronipote
,
quando
si
recensisce
un
dvd
senza
citare
il
titolo
,
quando
per
tre
settimane
si
pubblicano
numeri
sbagliati
e
la
casella
di
posta
delle
Correzioni
si
riempie
di
segnalazioni
inviate
dai
lettori
,
allora
può
capitare
di
scoraggiarsi
.
[2]
A
che
serve
riflettere
sui
nostri
errori
?
[3]
Per
fortuna
possiamo
consolarci
con
i
grandi
punti
di
riferimento
del
giornalismo
mondiale
.
[4]
“
Nel
2011
abbiamo
pubblicato
3
.
500
correzioni
nell’
edizione
cartacea
e
3
.
500
online
”
,
ha
scritto
la
settimana
scorsa
Arthur
S
.
[5]
Brisbane
,
il
garante
dei
lettori
del
New
York
Times
.
[6]
Probabilmente
è
solo
la
punta
dell’
iceberg
.
[7]
Uno
studio
del
2005
condotto
su
14
giornali
statunitensi
(
ma
non
sul
New
York
Times
)
ha
rilevato
che
il
60
per
cento
degli
articoli
contiene
errori
perché
non
è
abbastanza
fedele
alle
fonti
.
[8]
“
E
solo
una
fonte
su
dieci
li
contesta
”
.
[9]
Greg
Brock
,
che
dal
2006
si
occupa
delle
correzioni
al
New
York
Times
,
calcola
che
il
giornale
riceve
14mila
segnalazioni
di
errori
all’
anno
.
[10]
Non
tutti
sono
facili
da
correggere
,
osserva
Brisbane
:
“
Spesso
stabilire
se
un
errore
è
veramente
un
errore
è
più
difficile
che
scrivere
senza
errori
”
.
[11]
L’
importante
è
continuare
a
sforzarsi
.
[12]
“
Paradossalmente
,
più
correzioni
ci
sono
e
meglio
è
”
.
[13]
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