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La disciplina della brevità

Language columnOpinioni
AuthorGiulia Zoli
Date 27 ottobre 2011
NewspaperInternazionale
Publication placeRoma
Publication countryItalia
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Non c’è bisogno che tutti gli articoli siano di 1.800 parole. Abbiamo già molti articoli lunghi. A volte quello che manca è un po’ di disciplina. Per esempio un concetto viene ripetuto troppe volte o ci sono tre virgolettati per dire la stessa cosa.
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Il 19 ottobre Jill Abramson, la nuova direttrice del New York Times, ha risposto così a un giornalista che le chiedeva cosa vorrebbe cambiare nel suo giornale.
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Prima di lei Michael Kinsley, il fondatore di Slate, aveva preso spunto dagli articoli del New York Times per denunciare, sull’Atlantic, la verbosità del giornalismo tradizionale (1.800 parole corrispondono a tre pagine di Internazionale).
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Secondo Kinsley la lunghezza è uno dei motivi per cui le persone abbandonano i giornali per internet: l’informazione online va dritta al punto.
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E Abramson, che ha passato l’ultimo anno nella redazione online del New York Times, vuole conquistare lettori online.
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Internet offre molte occasioni per esercitarsi ad andare dritti al punto.
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Il 14 ottobre il direttore del New York Times Magazine, Hugo Lindgren, ha chiesto ai suoi giornalisti di riassumere i loro articoli in un tweet.
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Matt Bai aveva scritto 7.
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300 parole sulla strategia dei repubblicani in vista delle elezioni: Partito repubblicano. Tea party. #Matrimonio riparatore.
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