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Inafferabile Suu Kyi

Language columnOpinioni
AuthorGiulia Zoli
Date 20 ottobre 2011
NewspaperInternazionale
Publication placeRoma
Publication countryItalia
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Column-


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Aung San Suu Kyi è tornata, annuncia il titolo a pagina 36 dello scorso numero.
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Ma ogni tanto leggendo l’articolo si fa fatica a trovarla.
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I dubbi cominciano a pagina 38, quando si legge che il dittatore Than Shwe fa tutto ciò che è in suo potere per riscrivere la storia birmana. Cancellando proprio lei.
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La storia?
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No, la povera Aung San Suu Kyi, dimenticata un paragrafo più indietro.
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Succede di nuovo quando Suu Kyi entra: L’intera stanza si blocca, e macchine fotografiche e cellulari vengono accesi all’istante per catturarne ogni movimento.
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Il ne vorrebbe indicare la leader birmana, ma gli occhi di tutti sono puntati sulla stanza, perché è stata appena nominata (le stanze non fanno movimenti, si dirà, in effetti come mai questa si blocca?).
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A pagina 40 si racconta che da giovane Suu Kyi scriveva di storia birmana, proseguendo lo studio, una costante della sua vita, del movimento di disobbedienza civile di Gandhi.
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La costante in realtà è stata lo studio di Gandhi.
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Sembra inafferrabile Suu Kyi.
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A un certo punto, però, quando ricorda il protagonista della poesia che recitava da bambina e dice che lo trovava stupido, le sue parole sono chiare e sincere.
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Ma si confondono con quelle dell’intervistatrice, perché ci siamo dimenticati le virgolette.

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