Sentence view

Le parole delle donne

Language columnOpinioni
AuthorGiulia Zoli
Date 15 dicembre 2011


[1]
Per la maggior parte dei giornali italiani Elsa Fornero è un ministro.
[2]
Per noi di Internazionale (numero 927, pagine 19 e 20) è una ministra.
[3]
Come darci torto?
[4]
Lo sanno tutti che i nomi in -o formano il femminile in -a.
[5]
Se ministra suona strano, è per una questione di abitudine: in Italia i ministri sono quasi sempre maschi.
[6]
Scegliendo il femminile riconosciamo alle donne un ruolo sociale a cui la lingua si sta ancora adeguando.
[7]
Inoltre, per evitare discriminazioni, evitiamo il suffisso -essa e usiamo la forma unica al maschile e al femminile: la presidente, non la presidentessa.
[8]
Senza mai dimenticare, però, che imporre parole artificiali è impossibile.
[9]
Scrivendo la professora, la studente e la poeta, non faremmo un buon servizio a nessuno.
[10]
Preferiamo procedere senza forzature: rispettando le professoresse, le studentesse e le poetesse, che si sono affermate nella società e nella lingua, e incoraggiando le presidenti e le presidi, che si stanno affermando insieme alle avvocate, alle ministre e alle sindache.
[11]
Ma neanche così riusciamo ad accontentare tutte le donne.
[12]
Molte preferiscono farsi chiamare ministro e avvocato.
[13]
È un modo per sentirsi riconosciute per quello che fanno, a prescindere dal sesso.

Text viewParagraph view