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Straniero plurale

Language columnOpinioni
AuthorGiulia Zoli
Date 15 settembre 2011


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Lo scandalo delle extraordinary renditions fa tremare il governo britannico. E forse ha fatto rabbrividire qualche lettore di Internazionale giustamente preoccupato della coerenza non solo di alcuni governi europei ma anche delle nostre scelte stilistiche.

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Nel numero scorso, infatti, le extraordinary renditions compaiono due volte con la s finale, nell’editoriale di Le Monde a pagina 13, e una volta senza s, nell’articolo del Guardian a pagina 25. Eppure sono sempre al plurale. Quando s’incontra una parola inglese, la diplomazia è importante: se ormai è entrata nell’uso comune, come è successo a drink, manager e baby sitter, aggiungere una s alla fine non è gentile.

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Ma se è rimasta inglese, privarla dei diritti sanciti dalla sua grammatica è un affronto. Omettere la s finale al plurale di extraordinary renditions è stato uno scivolone diplomatico. E dire che abbiamo usato il corsivo per segnalare le sue origini esotiche. L’italiano consegne straordinarie (in rete circola anche restituzioni straordinarie) non gode di grande fortuna. E non c’è niente di male a prendere in prestito dall’estero le cose che funzionano bene.

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Quando le extraordinary renditions saranno entrate nel nostro patrimonio linguistico, ometteremo la s. Ma allora, forse, avremo altro di cui preoccuparci.

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