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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
I bambini ci guardano anche in grammatica
Language column
Come stiamo a lingua
Author
Leo Pestelli
Date
1
maggio
1954
more header data
[1]
Regola
sfortunata
è
quella
dei
raddoppiamenti
-
Perchè
trovar
da
dire
a
soprattutto
?
[2]
-
A
sopralluogo
poi
,
con
due
elle
,
nessuno
crede
[3]
Habent
sua
fata
anche
le
regole
grammaticali
.
[4]
Tali
che
sono
piuttosto
ubbie
che
regole
,
signoreggiano
persino
gli
ignoranti
;
altre
,
ben
fondate
,
logicamente
dedotte
,
non
si
fanno
accettare
nemmeno
dai
dotti
.
[5]
Tra
queste
regole
sfortunate
,
dal
morso
di
pecora
,
è
quella
dei
raddoppiamenti
;
contro
la
quale
la
resistenza
si
conserva
tenace
,
e
furioso
,
dai
tetti
della
patria
letteratura
,
il
«
cecchinaggio
»
.
[6]
Dopo
una
dozzina
di
rassicuranti
soprattutto
,
ecco
uscire
da
penna
autorevole
un
sopra
tutto
,
che
sembra
rimettere
in
discussione
la
corretta
grafia
di
questo
usitatissimo
avverbio
.
[7]
Diciamo
«
sembra
»
perchè
,
quantunque
fioca
,
la
regola
canta
chiaro
:
il
prefisso
sopra
fa
sempre
raddoppiare
la
consonante
iniziale
della
voce
a
cui
viene
premesso
.
[8]
Fu
osservato
che
l´
incertezza
tra
le
due
forme
«
nasce
dal
fatto
che
comunemente
si
pensa
,
nello
scrivere
e
nel
pronunziare
questa
parola
,
alle
due
parti
di
cui
essa
pare
essere
composta
,
sopra
e
tutto
;
in
realtà
la
sua
base
etimologica
consta
,
non
di
due
,
ma
di
tre
elementi
,
fusisi
poi
nell’
esito
italiano
in
una
sola
voce
.
Si
tratta
cioè
non
semplicemente
di
un
supra-totum
,
ma
-di
un
supra
-ad-
totum
;
in
questi
casi
regolarmente
l’
ad
,
fondenosi
con
l´
iniziale
della
parola
che
segue
,
origina
in
italiano
il
raddoppiamento
»
.
[9]
(
Bertoni
e
Ugolini
,
Prontuario
di
pronunzia
e
di
ortografia
)
.
[10]
Se
vanno
lisci
,
nell´
uso
,
soprassoldo
,
soprannumero
,
soprattassa
,
soprannaturale
e
molti
altri
composti
di
sopra
,
perché
trovar
da
dire
a
soprattutto
?
[11]
Anche
soprannome
ha
dei
nemici
;
ma
ciò
è
niente
in
confronto
di
un´
altra
parola
con
quello
stesso
prefisso
,
nella
quale
quasi
tutti
si
rifiutano
di
fare
il
raddoppiamento
,
e
qualcuno
anche
minaccia
,
ove
ci
venisse
costretto
,
di
cambiare
nazionalità
e
lingua
:
sopralluogo
.
[12]
Ammesso
che
sia
qualcosa
di
ostico
in
questa
grafia
,
basterebbe
l´
adottassimo
tutti
perché
di
qui
a
domattina
riuscisse
facile
e
naturale
.
[13]
Del
resto
nessuno
s´
illuda
:
la
regola
di
sopra
che
raddoppia
la
consonante
seguente
,
non
fa
eccezione
neppure
per
questa
parola
;
la
potete
stacciare
in
mille
pezzi
,
da
ciascuno
vi
ripete
:
sopralluogo
sopralluogo
so
pralluogo
…
[14]
E´
poi
da
notare
che
detta
ribellione
va
di
conserva
con
l´
abuso
che
oggi
si
fa
della
voce
sopralluogo
con
forza
di
sostantivo
,
dove
in
buona
lingua
questa
sta
solamente
come
avverbio
,
nel
senso
di
sul
luogo
,
per
l´
appunto
(
le
stime
si
fanno
sopralluogo
)
;
abuso
che
dal
linguaggio
giuridico
(
il
Pretore
ordina
un
sopralluogo
)
è
passato
in
quello
comune
,
dove
di
effettuare
sopralluoghi
son
ormai
capaci
persino
le
moglie
sospettose
.
[15]
Come
sopra
,
così
raddoppia
contra
(
contraddittorio
)
,
ma
non
già
contro
(
controbattere
)
.
[16]
Raddoppiano
le
voci
che
escono
con
vocale
accentata
(
cosiddetto
,
tressette
,
Gesummio
)
,
fatta
eccezione
per
trecento
.
[17]
Maria
raddoppia
dopo
Ave
;
fra
raddoppia
sempre
,
tra
soltanto
in
trattenere
.
[18]
E
raddoppiano
e
(
evviva
)
,
se
(
sennonché
)
,
o
,
da
e
né
.
[19]
Non
raddoppia
un
corno
,
qui
l´
uso
si
lascia
sopraffare
,
di
in
dinanzi
.
[20]
Non
piacciono
questi
appiccicaticci
?
[21]
Si
può
allora
adottare
,
in
molti
casi
,
la
grafia
staccata
(
sopra
tutto
,
così
detto
,
da
poco
,
se
non
che
ecc
.
)
,
la
quale
è
di
rigore
in
se
mai
(
non
semmai
)
e
chi
sa
(
non
chissà
)
.
[22]
Quest’
ultimo
è
duro
da
estirpare
.
[23]
Con
quel
suo
garbo
raziocinante
,
così
Ferdinando
Martini
ne
scriveva
a
Dino
Provenzal
:
«
Mi
dica
perché
anche
Lei
scrive
chissà
tutt´
attaccato
,
e
di
un
pronome
e
di
un
verbo
fa
una
parola
che
non
si
sa
a
quale
delle
parti
del
discorso
appartenga
?
I
lettori
non
fanno
né
la
analisi
grammaticale
né
la
logica
;
ma
gli
alunni
sì
;
e
quando
s´
imbattono
in
questa
parola
,
come
diavolo
si
caveranno
d´
impaccio
,
o
come
faranno
a
svolgere
il
periodo
?
»
Che
è
un´
applicazione
del
principio
,
salutare
in
grammatica
non
meno
che
in
morale
:
«
i
bambini
ci
guardano
»
.
[24]
A
un’
altra
questione
grafica
ci
richiama
il
lettore
torinese
L
.
[25]
G
.
,
di
professione
bancario
.
[26]
Avendo
egli
ben
ferma
in
mente
la
regola
del
plurale
delle
parole
in
cia
e
gia
(
di
cui
toccammo
anche
noi
in
queste
colonne
)
,
le
moltissime
volte
ch´
egli
ha
da
scrivere
alla
Cassa
di
risparmio
delle
Province
lombarde
di
Milano
,
scrive
appunto
province
senza
la
i
,
a
filo
di
essa
regola
.
[27]
La
cosa
dispiace
al
suo
«
superiore
diretto
»
,
che
richiamandosene
alla
grammatica
del
Panzini
e
,
longo
intervallo
,
all´
intestazione
delle
lettere
di
quella
Cassa
di
risparmio
,
sostiene
essere
provincie
il
plurale
esatto
.
[28]
Un
altro
(
sapete
come
è
il
mondo
)
si
sarebbe
precipitato
a
scrivere
provinciiie
pur
di
piacere
;
ma
non
il
nostro
lettore
,
che
continua
,
e
dice
che
continuerà
sempre
,
in
quella
sua
grafia
.
[29]
D´
altra
parte
il
superiore
,
che
è
un
fior
di
galantuomo
,
non
lo
vuole
forzare
:
attende
e
spera
.
[30]
Ma
intanto
si
è
fatto
tra
i
due
un
po’
di
amarume
;
sì
che
il
bancario
,
che
oltra
a
carattere
,
ha
anche
famiglia
,
oggi
scrive
a
noi
.
[31]
E
noi
modestamente
gli
diamo
ragione
:
province
.
[32]
E´
vero
che
i
Classici
,
cominciando
da
Dante
(
«
non
donna
di
provincie
,
ma
bordello
»
)
,
usano
quasi
tutti
l´
altra
grafia
;
ma
si
può
dire
quel
che
il
conte
Attilio
degli
antichi
Romani
:
«
gente
che
,
in
queste
cose
,
era
indietro
,
indietro
»
,
cioè
latineggiavano
.
[33]
L´
uso
moderno
si
tiene
alla
regola
che
il
nostro
lettore
dimostra
di
sapere
così
bene
:
l´
i
nel
plurale
si
perde
,
quando
il
c
e
il
g
sono
preceduti
da
consonante
o
raddoppiati
.
[34]
Sappia
anzi
che
una
«
corrente
oltranzista
»
vorrebbe
sbandita
la
i
anche
dal
plurale
ciliegie
,
valigie
e
sim
.
[35]
(
per
mantenerla
solamente
nei
casi
in
cui
la
sua
mancanza
potrebbe
generare
confusione
con
altre
parole
:
au
dacie
,
camicie
e
altre
pochissime
)
;
e
questo
con
la
bella
scusa
,
sotto
cui
rovinerebbe
mezza
grammatica
,
che
è
una
cosa
inutile
.
[36]
Leo
Pestelli
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•
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