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Maarten Janssen, 2014-
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Parole all´aria aperta
Language column
Come stiamo a lingua
Author
Leo Pestelli
Date
29
maggio
1954
more header data
[1]
Nella
campagna
toscana
-
Disse
una
contadina
:
Ratto
ratto
,
che
il
babbo
non
ti
pigli
;
ed
era
un
verso
di
Dante
-
Il
“
ragguaglio
stradale
„
-
Da
bene
un
bimbo
farà
benezza
;
e
farà
benissimo
[2]
Per
la
maggior
parte
dei
linguisti
del
secolo
scorso
,
non
ci
poteva
esser
dubbio
circa
il
luogo
di
villeggiatura
:
piacesse
o
no
alle
mogli
,
ai
ragazzi
,
che
forse
anche
allora
avrebbero
preferito
altro
,
doveva
essere
la
campagna
toscana
.
[3]
Lì
quei
dotti
si
mettevano
a
scuola
di
contadini
spesso
analfabeti
,
e
con
non
poco
pregiudizio
dei
lavori
campestri
,
li
facevano
parlare
,
empiendone
via
via
quaderni
di
che
poi
vivevano
tutto
l´
inverno
.
[4]
Nel
bel
libro
per
bambini
Le
novelle
della
nonna
di
Emma
Perodi
,
è
rappresentato
un
professore
di
lettere
,
che
venuto
d´
estate
in
Casentino
per
allentare
l´
arco
,
ci
trova
tali
e
tanti
fiori
di
lingua
,
che
la
carta
non
gli
basta
e
la
salute
stessa
gli
pericola
.
[5]
Lo
studio
della
lingua
all´
aria
aperta
,
per
aie
e
greppi
,
fu
uno
dei
«
pallini
»
del
purismo
;
e
si
sa
il
profitto
anche
artistico
che
ne
levarono
l´
Imbriani
,
il
Giuliani
,
Il
Nieri
più
di
tutti
,
e
tanti
altri
.
[6]
Nelle
sue
Ricreazioni
il
Giuliani
mise
insieme
tante
native
bellezze
di
quei
parlari
contadineschi
da
disperare
chiunque
crede
essere
la
lingua
una
cosa
da
impararsi
per
i
libri
.
[7]
Come
!
[8]
Si
sarà
spesa
la
vita
su
Dante
,
e
una
semplice
contadina
di
Capriglia
(
Pietrasanta
)
,
che
lo
avrà
sì
e
no
sentito
nominare
,
dicendo
al
figliuolo
:
Ratto
ratto
,
che
il
babbo
non
ti
pigli
,
lo
rifà
nel
verso
«
Ratto
ratto
,
che
il
tempo
non
si
perda
»
?
[9]
Del
resto
l´
Autore
osserva
che
«
l´
endecasillabo
sottentra
continuo
nel
discorso
del
volgo
,
specialmente
disperso
per
le
montagne
»
;
in
paesucoli
dove
oggi
nessuno
si
potrebbe
in
villeggiatura
,
franchi
da
tassa
di
soggiorno
.
[10]
Ammutolire
,
detto
del
grano
e
delle
viti
che
patiscono
,
sta
nella
Crusca
:
e
una
servuccia
del
contado
di
Siena
,
elegantemente
estendendo
:
«
Oh
sta
a
vedere
che
mi
s´
è
ammutolito
il
fuoco
!
»
.
[11]
Nessuno
più
noioso
del
vecchio
che
descrive
i
propri
acciacchi
;
ma
ecco
un
pastore
casentinese
:
«
Un
di
per
me
dice
tre
:
calo
fuor
di
maniera
.
La
vista
,
ancor
non
è
notte
che
mi
si
abbuja
;
de´
giorni
,
mi
tocca
andare
a
tastoni
;
tanto
,
tanto
mi
reggo
diritto
sulle
gambe
,
ma
se
il
piede
mi
va
in
un
sasso
,
addio
,
mi
trovo
in
terra
bello
e
franto
»
.
[12]
E
quale
suocera
di
città
saprebbe
dire
come
questa
vecchia
del
Volterrano
:
«
La
mai
nuora
ha
una
lingua
che
spazzerebbe
sette
forni
;
le
cose
le
piglia
di
punta
e
non
cede
,
le
vuole
di
lì
,
cascasse
il
mondo
;
prima
ch´
entrasse
in
questa
casa
parea
una
mamm
amia
;
ora
poi
che
gli
è
spuntata
la
cresta
,
noi
poveri
vecchi
ci
ha
piantati
in
un
canto
,
e
non
abbiam
neppure
tanta
balla
da
fiatare
…
»
,
e
tante
altre
bellezze
che
non
si
riportano
,
e
alle
quali
la
nuora
,
entrando
poche
righe
sotto
,
risponde
degnamente
per
le
rime
?
[13]
Ma
il
forte
di
questi
contadini
(
lasciando
le
descrizioni
di
piene
,
carestie
e
altre
calamità
,
che
restano
le
lor
cose
di
maggior
impegno
e
nelle
quali
forse
anche
si
ascoltavano
un
po
´
)
,
sono
il
pronostico
del
tempo
e
l´
indicazione
stradale
,
due
cose
di
cui
i
puristi
campestri
non
si
sarebbero
mai
stancati
,
e
pur
di
fargliele
dire
giravano
senz´
ombrello
e
si
fingevano
smarriti
.
[14]
Bello
questo
parere
meteorologico
di
un
villano
del
Pian
di
Pisa
:
«
Non
c´
è
disegno
di
piovere
;
son
nebbia
che
si
risolvono
in
nulla
;
quand´
è
per
venir
l´
acqua
,
me
la
sento
addosso
»
;
ma
più
memorabile
la
risposta
che
al
Fucini
,
incerto
fra
due
strade
,
diede
una
capraia
dodicenne
dell´
Appennino
pistolese
:
«
Tutt´
e
due
menano
a
Piteglio
.
Si
confrontano
fra
loro
per
circa
un
miglio
,
poi
s
´
accordano
e
fanno
capo
insieme
sulla
via
maestra
»
.
[15]
Semplice
,
naturale
,
e
scelto
al
tempo
stesso
.
[16]
(
Il
ragguaglio
stradale
,
per
bocca
,
è
un
piccolo
componimento
estemporaneo
che
riesce
assai
male
a
noialtri
moderni
.
Su
dieci
cittadini
interrogati
dal
viandante
,
otto
gli
rispondono
lungamente
e
confusamente
con
le
braccia
;
da
che
la
quasi
impossibilità
di
sapere
la
strada
da
colui
che
porta
pacchi
)
.
[17]
Viene
da
domandarsi
se
dalla
bocca
dei
contadini
toscani
d´
oggidì
,
coli
tuttavia
quest´
oro
;
se
il
cinematografo
e
il
rotocalco
non
l´
abbiano
adulterato
,
e
fino
a
che
punto
.
[18]
La
risposta
non
è
facile
e
dovrebbe
venire
dopo
un
lungo
e
faticoso
studio
condotto
sui
luoghi
.
[19]
Qui
si
voleva
soltanto
rilevare
grazia
,
franchezza
e
fantasia
del
linguaggio
campagnolo
,
e
toglierne
qualche
avvertimento
utile
per
il
nostro
.
[20]
A
noi
pare
di
essere
grandi
inventori
di
parole
,
a
motivo
dei
tanti
neologismi
che
continuamente
coniamo
per
comodo
della
vita
moderna
;
ma
in
realtà
non
facciamo
che
appiccicare
insieme
parole
o
pezzi
di
parole
fatte
,
nostrane
e
forestiere
;
e
di
propriamente
inventare
abbiamo
paura
.
[21]
Lo
fanno
talvolta
i
bambini
,
ma
fra
i
sorrisi
scoraggianti
,
o
quel
che
è
peggio
,
fra
le
riprovazioni
degli
adulti
.
[22]
Da
bene
un
bambino
farà
benezza
;
gli
dànno
sulla
voce
;
e
benezza
registra
il
Giuliani
nel
suo
dizionarietto
del
volgare
contadinesco
,
insieme
con
bellore
,
seccore
,
di
s
peramento
e
tante
altre
parole
che
a
noi
paiono
strambe
e
nuove
,
e
che
pur
fanno
al
bisogno
e
già
le
usarono
i
Trecentisti
.
[23]
Occhio
dunque
ai
villici
,
ai
garzoncelli
,
e
in
genere
ai
parlatori
ingenui
;
perchè
,
senza
aver
punto
studiato
,
sono
spesso
in
comunicazione
molto
più
di
noi
,
con
l´
autore
del
Novellino
,
col
Cavalca
,
con
Guittone
e
altri
patriarchi
della
lingua
.
[24]
Leo
Pestelli
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