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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Quello che deve sapere la fidanzata per bene
Language column
Come stiamo a lingua
Author
Leo Pestelli
Date
26
settembre
1953
more header data
[1]
Cocitura
e
cottura
,
guanciale
e
cuscino
:
e
abballinare
il
letto
Soavità
dei
diminutivi
-
Una
beatina
non
è
una
bigotta
-
Il
filologo
e
gli
amori
delle
bellocce
-
Una
“
trasmissione
„
piuttosto
lunghetta
[2]
Per
conoscere
se
la
fidanzata
sia
linguisticamente
in
ordine
,
vediamola
nel
salotto
di
ricevimento
:
se
essa
serva
di
tè
,
di
biscotti
,
di
zucchero
uno
(
la
forma
corretta
)
,
o
se
invece
serva
il
tè
,
i
biscotti
ecc
.
a
uno
(
la
forma
barbara
)
;
e
in
questo
caso
,
che
cosa
facciano
i
genitori
.
[3]
Vediamola
nella
cucina
:
se
distingua
la
cocitura
(
il
tempo
e
l´
atto
di
cuocersi
e
del
cuocere
)
dalla
cottura
(
il
grado
,
la
qualità
della
cocitura
)
,
per
modo
le
sia
chiaro
che
la
prima
essendo
l´
operazione
per
arrivare
alla
seconda
,
dopo
dieci
minuti
di
cocitura
gli
spaghetti
sono
a
cottura
.
[4]
Vediamola
nella
camera
da
letto
:
se
ci
distingua
il
guanciale
(
quello
propriamente
del
letto
)
dal
più
generico
cuscino
;
se
non
dica
nè
pensi
:
letto
a
due
piazze
,
ma
per
due
;
se
inferma
,
italianamente
ci
stia
,
e
non
già
lo
guardi
e
tanto
meno
lo
tenga
;
se
per
quanto
agitata
,
non
cada
mai
nella
ruelle
dei
francesi
,
ma
semmai
nella
stretta
o
fra
letto
e
muro
.
[5]
Nè
sarà
male
darle
una
tastata
intorno
alla
bella
voce
abballinare
oggi
purtroppo
disusata
:
che
è
un
modo
radicale
di
rifare
il
letto
,
avvolgendone
cioè
le
materasse
a
modo
di
balla
.
[6]
Ma
soprattutto
si
vorrà
avere
attenzione
al
suo
modo
di
regolarsi
coi
diminutivi
,
questo
gran
paragone
della
lingua
.
[7]
I
diminutivi
e
in
genere
i
nomi
alterati
sono
un
privilegio
della
lingua
italiana
,
che
mediante
essi
può
far
palla
,
in
una
sola
parola
,
di
parecchie
idee
.
[8]
Ma
noi
moderni
li
abbiamo
resi
così
in
uggia
che
non
c´
è
quasi
nessuno
che
non
preferisca
dire
una
grossa
tazza
anzi
che
una
tazzona
;
e
più
degli
altri
gli
scrittori
toscani
si
guardano
ormai
dai
nomi
alterati
(
per
i
quali
hanno
un
genio
)
come
un
marchio
di
leziosaggine
.
[9]
Oltre
all´
amore
della
semplicità
,
proseguito
sin
dentro
i
confini
dello
squallore
,
ci
muove
un
senso
di
riguardo
verso
le
altre
lingue
che
quel
previlegio
non
hanno
e
per
alterare
i
nomi
devono
ricorrere
ad
aggiunti
o
prefissi
;
sembrandoci
contrario
al
nostro
ideale
d
´
«
internazionalizzazione
»
della
lingua
,
superare
quelle
in
qualche
pur
piccola
cosa
.
[10]
Non
avrebbe
invece
potuto
amarli
di
più
il
Tommaseo
,
come
«
quelli
che
attestano
la
pieghevolezza
e
la
soavità
della
lingua
,
e
quella
ricchezza
che
vorrei
dire
morale
,
cioè
accomodata
ai
delicati
bisogni
del
sentimento
…
»
.
[11]
E
se
si
opponesse
l´
abbondanza
dei
diminutivi
«
essere
indizio
di
piccolezza
,
noi
celiando
diremmo
ch´
è
di
grandezza
,
perchè
le
cose
piccole
non
discerne
,
se
non
chi
è
più
grande
di
loro
»
.
[12]
Verissimo
;
e
anche
nell´
amore
,
dove
per
solito
si
sprecano
,
essi
tirano
spesso
al
grande
:
non
si
vedono
donne
a
forza
di
diminutivi
arrivare
a
farsi
un
magnifico
stato
?
[13]
Certo
vanno
usati
con
discrezione
e
a
proposito
;
nè
si
direbbe
che
la
Tetralogia
di
Wagner
è
carina
o
il
Mosé
di
Michelangelo
un
gioiellino
;
ma
volendo
designare
una
giovane
devota
alle
pratiche
del
culto
ma
non
bigotta
,
in
cui
il
sentimento
religioso
sia
gentilezza
,
ha
ragione
il
De
Amicis
,
che
cosa
meglio
di
beatina
?
[14]
Spesso
il
diminutivo
,
l´
accrescitivo
e
il
peggiorativo
,
stanno
insieme
nella
stessa
parola
,
l´
una
facendo
da
martinicca
all´
altro
:
vivacchiare
,
fratacchione
,
librettucciaccio
;
o
il
peggiorativo
è
attenuato
e
quasi
ingentilito
,
come
donnaccina
e
animacciona
,
che
veramente
dipingono
.
[15]
Giornataccia
,
momentaccio
,
ingegnaccio
sono
rimasti
;
ma
giornaccio
(
uno
di
questi
giornacci
lo
faranno
cavaliere
!
Come
dire
:
una
croce
sprecata
)
è
caduto
;
e
così
bu
i
ccio
e
pauriccia
sono
morti
col
Lasca
.
[16]
La
lingua
dà
,
e
noi
non
prendiamo
.
[17]
Quasi
ogni
parola
italiana
ne
genera
altre
della
stessa
radice
,
che
come
una
famiglia
di
acrobati
si
dispongono
in
piramide
con
la
più
piccina
in
punta
.
[18]
Febbre
,
febbretta
,
febbricella
,
febbruccia
,
febbriciattola
,
febbrina
,
e
quando
tutto
sembrerebbe
finito
,
febbrettolina
.
[19]
Divano
,
divanino
,
divanuccio
,
divanetto
e
,
hop
là
!
,
divanoletto
.
[20]
Bella
,
bellina
,
belluccia
,
belloccia
,
bellona
,
e
ce
ne
starebbe
ancora
.
[21]
Ma
il
più
meraviglioso
è
che
tutte
queste
alterazioni
intacchino
,
sia
pur
di
poco
,
il
significato
.
[22]
Bellona
,
per
esempio
,
è
bellezza
un
po´
volgare
che
tiene
del
tondo
;
belloccia
indica
il
fresco
,
il
pieno
,
il
giovereccio
;
bellina
,
l´
eleganza
,
la
grazia
,
la
venustà
.
[23]
Un
filologo
che
se
ne
intendeva
più
che
non
paresse
,
ci
assicura
che
«
gli
eccitati
dalle
bellocce
sogliono
essere
amori
più
forti
e
meno
trattabili
degli
amori
che
ispirano
le
belline
»
.
[24]
Belloccio
può
essere
anche
l´
uomo
,
e
per
esserlo
gli
ci
vuole
meno
che
alla
donna
,
basta
che
stia
tra
il
bello
e
il
brutto
.
[25]
In
compenso
la
donna
può
durare
belloccia
più
tempo
(
anche
dopo
i
quaranta
)
del
suo
compagno
,
a
cui
la
giovinezza
e
il
belloccio
sfioriscono
a
un
punto
.
[26]
Curioso
è
che
proprio
nei
diminutivi
il
femminile
sia
disgraziato
.
[27]
Non
solo
stanzino
è
più
piccolo
di
stanzina
,
scarpino
di
scarpina
,
taschino
di
taschina
;
ma
donnino
è
più
vezzoso
di
donnina
,
cenino
più
galante
di
cenina
,
casino
(
da
caccia
o
da
gioco
)
più
divertente
di
casina
.
[28]
E
mancano
i
femminili
di
casotto
,
cuffi
otto
e
sportello
.
[29]
Ingiusta
è
anche
la
regola
che
fa
uscire
gli
accrescitivi
sostantivi
femminili
in
one
anzichè
in
ona
:
portone
,
spadone
,
coltrone
;
salvo
quei
molti
casi
dove
cada
equivoco
:
fanciullone
e
fanciullona
,
avarone
e
avarona
,
foglione
e
fogliona
,
testone
e
testona
.
[30]
Ma
l
´
ingiustizia
rimane
,
e
ferocemente
il
Dossi
:
«
al
dispensino
stava
un
biondone
…
»
(
per
grossa
cassiera
bionda
)
.
[31]
Ma
lasciando
queste
ghiottonerie
,
un
lettore
senza
vocabolario
domanda
che
cosa
sia
egida
,
che
sente
tanto
dire
.
[32]
E´
nientemeno
che
il
nome
dello
scudo
di
Giove
e
di
Minerva
,
e
si
può
usare
figuratamente
,
ma
col
riguardo
dovuto
a
tanto
oggetto
,
a
significare
cosa
che
serva
moralmente
di
difesa
:
p
.
es
.
,
sotto
l´
egida
della
coscienza
.
[33]
Oggi
questa
voce
è
purtroppo
diventata
quasi
un
sinonimo
di
grondaia
,
e
persino
i
cani
campano
sotto
l´
egida
della
società
protettrice
degli
animali
.
[34]
Un
altro
domanda
perchè
infrangibile
vuol
dire
che
non
si
può
infrangere
,
mentre
infiammabile
,
che
ha
pure
l´
in
,
vuol
dire
che
si
può
infiammare
.
[35]
Perchè
un
medesimo
prefisso
può
avere
efficacia
diversa
.
[36]
Il
primo
in
è
negativo
,
il
secondo
intensivo
.
[37]
E
perchè
si
accenta
differentemente
pirò
scafo
e
motoscà
fo
.
[38]
Perchè
l´
uso
ha
stabilito
così
.
[39]
Finalmente
un
terzo
lettore
ci
segnala
la
locuzione
in
uso
alla
radio
:
«
trasmettiamo
le
previsioni
del
tempi
sull´
Italia
fino
alle
13
di
domani
»
.
[40]
Anche
il
Davanzati
era
per
gli
scorci
e
le
elissi
,
ma
le
faceva
un
po´
meglio
.
[41]
Interpretato
ad
litteram
quell´
annuncio
minaccia
una
trasmissione
piuttosto
lunghetta
.
[42]
Non
era
una
zeppa
,
no
,
l´
aggettivo
valevoli
;
e
sarà
bene
rimettercelo
:
«
…
le
trasmissioni
del
tempo
sull´
Italia
valevoli
sino
alle
13
di
domani
»
.
[43]
Leo
Pestelli
Text view
•
Paragraph view