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Fortuna della parola «autista»

Language columnCome stiamo a lingua
AuthorLeo Pestelli
Date 26 febbraio 1955
NewspaperLa Nuova Stampa
Publication placeTorino
Publication countryItalia
Page3
Column2-4


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Fu proposta nel 1932 contro l´anacronistico chauffeur - In quanto a «pilota», è termina illustre da serbarsi a chi guida macchine da corsa
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Scrive la signora Maria P., di Genova: «Desidererei spiegata etimologia del vocabolo Autista, che non ha molti anni di vita. Io che ne ho settantasette, rammento che quando fu coniato, sorsero polemiche; si diceva che volesse designare uno che fosse un po´ toccato nel cervello».
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vero; e se oggi la parola Autista ha scosso ogni significato equivoco, ai primi che la udirono dovette richiamare in mente il termine Autismo, designante una forma di demenza per cui il paziente, perduto nel mondo delle proprie idee, non prende più nessun interesse al mondo reale.
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Ma è chiaro che Autista non ha, almeno etimologicamente, niente da spartire coi pazzi, ma che è la contrazione di Automobilista, guidatore di Automobile.
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Proposto nel 1932 in odio al francese Chauffeur, il quale se poteva stare quando le automobili erano ancora a vapore, è divenuto goffo oggi che il guidatore automobili non scalda altro che il sedile, è dei pochi neologismi nostrani che hanno rapidamente trionfato dell´equivalente straniero.
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Ingranò nell´uso con qualche dispetto dei cruscanti che gli avrebbero preferito, come più italiana, la voce Guidante.
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La fortuna di Autista è in quella radice Auto che nel linguaggio corrente basta ormai, da sola, a significare Automobile, voce ibridamente composta di greco e di latino, e, pur già così lunghetta, abbisognante del sottinteso termine italiano vettura; ond´è che venendo a dire auto-vettura-mobile, non c! può esser dubbio sul suo genere, che è femminile.
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Da Auto, non meno che da Cine di cui trattammo che è poco, rampollano continuamente parole nuove: Autocolonna Autobus Autostop Autolinea Autogasogeno Autobruco (chi se ne volesse giovare in luogo dell´inglese Tank) Autoblinda e simili; che aggiunte alle molte altre voci che già sono nella nostra lingua, recanti lo stesso prefisso auto (dal greco autòs), possono generare con quelle qualche confusione; che nella mente dei semplici vengano a prendere un cotal colorito automobilistico parole e concetti che sono sempre andati a piedi, quali Autoctono Autocrata Autodidatta Autarchico Autolatra e via celiando.
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Autista è nell´uso colui che guida automobili per mestiere; e come non vuol essere confuso con Autiere, che conforme ad altri sostantivi in -ere è termine militare e vale soldato addetto ai servizi automobilistici, così è nettamente distinto da Automobilista, il quale rimane per colui che guida automobile propria o anche che la possiede semplicemente.
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A cogliere bene la differenza tra queste voci sinonime, si pensi quanti sono che si conducono a fare gli Autisti appunto e soltanto per la speranza di diventare Automobilisti.
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In quanto a Pilota, è termine illustre, da serbarsi solamente allo sportivo che guida automobili da corsa.
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Ma Autista Autiere Automobilista e Pilota, hanno poi in comune di dover Circolare, volendo menar buono questo verbo tanto inviso ai puristi, come quello da cui si fanno, diceva uno di essi, «certe metafore proprio acce, che si debbono intendere per discrezione».
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Circolano infatti, oggi più che mai, non che uomini e veicoli, fogli notizie petizioni voci dicerie, come se fogli notizie ec., anzichè Diffondersi Spargersi Correre, descrivessero un circolo.
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E si usa ancora, in qualche ufficio, Circolare in senso attivo, per Scrivere o anche Spedire, Mandare: Circolare un questionario; mentre è nota a tutti la fortuna burocratica del sostantivato Circolare, per Lettera officiale, Istruzione.
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Sotto gli stessi fulmini cadono Biblioteche circolanti e Viaggi circolari.
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Il caso della biblioteca richiama quello della Veglia danzante: a quel modo che la veglia non è essa che danza, così la biblioteca non si muove e molto meno circola, cioè gira torno torno.
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Il Fanfani proponeva: Libreria di lettura a nolo, a pago; Libri a nolo; Libreria a prestito, a prestanza.
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Più semplicemente il Rigutini: Libri a lettura.
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In quanto ai Viaggi circolari, poichè con essi si viaggia dall´una all´altra città in opposte direzioni, e non ci è ombra di circolo, è meglio dire Viaggi di piacere a A prezzo ridotto.
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Viene finalmente il modo poliziesco Circolare!
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Circolate!, con cui si disperdono i crocchi.
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Per le cose dette, ogni zelante della lingua è in diritto di non intenderlo e di aspettare la chiosa della randellata.
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Leo Pestelli

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