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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
I baffi del gendarme
Language column
Come stiamo a lingua
Author
Leo Pestelli
Date
22
agosto
1953
more header data
[1]
Un
solecismo
che
vale
una
dote
-
L´
abuso
del
congiuntivo
indizio
di
testa
infruscata
-
Un
“
tempo
„
disgraziato
e
l´
errore
di
Padre
Besciani
-
L´
ingenuo
e
fiero
parlare
delle
madri
[2]
Il
verbo
è
azione
;
e
dal
verbo
,
meglio
che
da
ogni
altra
parte
del
discorso
,
si
conosce
l´
indole
di
chi
parla
.
[3]
Uno
degli
errori
più
perdonabili
,
specie
in
bocca
a
donna
coniugata
;
anzi
un
errore
che
dota
la
sposa
,
è
lo
scambio
del
modo
congiuntivo
col
modo
indicativo
.
[4]
«
Bisogna
che
mi
alzo
…
»
.
[5]
«
Vuoi
che
lo
faccio
?
»
,
sono
solecismi
da
fare
impallidire
in
società
;
ma
pronunziati
fra
le
pareti
domestiche
,
effondono
pace
,
attestano
d´
uno
spirito
sereno
,
innamorato
della
certezza
.
[6]
Ci
sono
donne
,
anche
discretamente
istruite
,
che
al
congiuntivo
usciranno
,
a
far
molto
,
un
paio
di
volte
il
giorno
:
nature
colombine
cui
le
cose
si
presentano
di
faccia
,
contente
al
qui
a
,
che
non
danno
al
marito
altro
pensiero
che
di
procurar
loro
il
becchime
.
[7]
Laddove
l´
abuso
del
congiuntivo
denota
la
pericolosa
disposizione
a
pensarle
proprio
tutte
;
e
si
ricorderà
la
macchietta
di
Carlo
Imbroglia
(
nell´
Idioma
gentile
del
De
Amicis
)
,
che
per
tener
dietro
a
tutte
le
idee
accessorie
che
gli
rampollavano
dalla
principale
,
rendeva
anche
il
più
semplice
discorso
,
fin
la
richiesta
di
un
cerino
,
un
affannoso
guazzabuglio
.
[8]
Indizio
di
testa
infruscata
,
è
desso
il
modo
proprio
delle
persone
infelici
e
infelicitanti
;
delle
donne
calie
,
querule
,
gelose
.
[9]
Più
censurabile
,
perchè
effetto
di
mera
negligenza
,
è
invece
la
confusione
circa
i
tempi
del
verbo
;
segnatamente
del
passato
prossimo
e
dell´
imperfetto
col
passato
remoto
,
quale
oggi
si
continua
a
fare
dal
più
,
e
parlando
e
scrivendo
.
[10]
Forse
non
leggiamo
,
non
solo
in
carte
,
ma
in
marmi
e
bronzi
,
che
Qui
dimorava
-
Qui
scriveva
-
Qui
nasceva
o
moriva
il
tal
personaggio
,
oggi
polvere
o
ombra
?
[11]
Dove
trattandosi
di
azione
o
stato
interamente
passati
.
[12]
Il
retto
italiano
vuole
dimorò
,
scrisse
,
nacque
e
morì
.
[13]
L´
imperfetto
,
secondo
la
bella
definizione
d´
un
grammatico
.
[14]
«
è
il
presente
del
passato
»
:
denota
cioè
un´
azione
o
uno
stato
cominciato
e
non
finito
nel
tempo
che
se
ne
compiva
un´
altra
o
una
altro
.
[15]
«
Tempo
»
proprio
della
descrizione
,
accennante
ad
azioni
d´
una
certa
durata
e
continuità
,
è
oggi
malamente
adoperato
anche
nella
narrazione
,
per
quegli
effetti
istantanei
,
come
esclamare
,
starnutire
e
simili
,
che
´
appunto
richiedendo
un
brevissimo
tempo
di
posa
,
cadono
nel
dominio
del
passato
remoto
.
[16]
Anche
più
frequente
,
specie
nell´
alta
Italia
,
è
lo
scambio
di
questo
disgraziato
«
tempo
»
,
ingiustamente
tacciato
d´
affettazione
,
col
passato
prossimo
;
sull´
esempio
dei
Francesi
che
non
fanno
tra
i
due
punta
differenza
.
[17]
Pazienza
dire
:
ieri
sono
stato
,
trasgredendo
la
regola
che
dopo
le
ventiquattro
ore
s´
ha
da
usare
il
passato
remoto
(
ieri
fui
)
;
cadde
una
volta
in
quest´
errore
anche
il
Padre
Besciani
,
sebbene
non
gli
bastò
poi
la
vita
a
pentirsene
.
[18]
Ma
stampare
in
un
libro
per
scolari
(
!
)
che
a
Canne
Annibale
ha
vinto
i
Romani
,
è
veramente
troppo
.
[19]
Che
cosa
ha
più
che
fare
coi
nostri
interessi
quella
memorabile
battaglia
?
[20]
Il
passato
prossimo
è
«
il
passato
del
presente
»
,
ossia
indica
un´
azione
,
stato
o
modo
di
essere
già
compiuto
,
ma
considerato
in
relazione
col
presente
.
[21]
Quando
non
ci
sia
questa
relazione
,
che
può
aver
luogo
in
più
modi
e
essere
anche
vecchia
di
secoli
,
il
passato
prossimo
ci
sta
a
pigione
.
[22]
Pertanto
:
Dio
ci
ha
creato
a
questi
e
questi
fine
,
è
detto
bene
;
non
così
:
l´
altra
sera
l´
Elvira
mi
ha
detto
così
e
così
.
[23]
Ma
un
altro
esempio
chiarerà
meglio
.
[24]
Io
ho
una
tresca
con
questa
Elvira
,
il
cui
marito
,
giorni
sono
,
m
i
salutò
.
[25]
Ora
costui
informato
da
una
spia
,
mi
apposta
,
ci
azzuffiamo
,
perdo
un
occhio
.
[26]
Io
guercio
non
dico
che
il
marito
dell´
Elvira
mi
accecò
,
ma
campassi
gli
anni
di
Matusalemme
continuerò
a
dire
che
mi
ha
accecato
,
perchè
il
fatto
per
così
dire
rimane
e
mi
accompagna
.
[27]
Ma
anche
questa
delicatissima
materia
dei
verbi
tollera
ardimenti
,
come
dimostrano
le
madri
nel
loro
ingenuo
e
fiero
parlare
.
[28]
Il
gergo
mammesco
,
che
in
questi
giorni
di
villeggiatura
,
riempie
gli
orecchi
,
dà
forza
attiva
al
verbo
uscire
:
il
mio
Gigi
lo
esco
più
che
posso
;
e
rinforza
certi
verbi
elementari
come
mangiare
,
dormire
,
ammalarsi
,
ecc
.
,
mediante
la
particella
pronominale
mi
:
mi
mangia
molto
,
mi
dorme
poco
,
mi
ha
fatto
i
gattoni
:
modi
assai
belli
,
dai
quali
si
capisce
che
madre
e
creatura
sono
veramente
una
cosa
sola
.
[29]
(
Il
mi
cosiddetto
etico
,
l´
usa
anche
qualche
moglie
parlando
del
marito
:
mi
fuma
,
mi
beve
troppo
;
ma
allora
piace
meno
,
lascia
vedere
i
baffi
del
gendarme
…
)
.
[30]
In
quanto
ai
verbi
levati
di
peso
dal
francese
o
usati
a
sproposito
,
gli
esempi
sono
a
barche
.
[31]
Appartengono
alla
lingua
italogallica
oggi
in
fiore
più
che
mai
:
stimmatizzare
(
per
gravemente
censurare
o
biasimare
)
;
regolarizzare
(
per
mettere
in
regola
,
regolare
,
aggiustare
)
;
terrorizzare
(
per
atterrire
,
spaventare
,
incuter
paura
o
terrore
)
,
e
paralizzare
,
che
voce
della
medicina
,
riservata
agli
accidenti
,
è
divenuta
essa
stessa
un
accidente
che
batte
dappertutto
,
e
colpisce
indifferentemente
il
concreto
e
l´
astratto
,
le
gambe
e
le
buone
intenzioni
.
[32]
Ma
più
moderno
e
goffo
è
iniziare
usato
intransitivamente
,
come
neutro
assoluto
in
luogo
di
cominciare
:
lo
spettacolo
inizia
alle
ventuno
.
[33]
Anche
nel
suo
legittimo
significato
transitivo
(
i
comici
iniziano
lo
spettacolo
)
questo
verbo
non
ha
buona
voce
presso
i
puristi
,
che
lo
vorrebbero
lasciare
al
linguaggio
dei
misteri
eleusini
e
sostituire
col
più
semplice
e
schietto
avviare
.
[34]
Peggio
poi
trattano
il
derivato
iniziava
usato
nella
maniera
prendere
l´
iniziativa
,
per
farsi
autore
,
promotore
o
,
far*rmente
,
muovere
il
primo
passo
;
d
i
ritto
d´
iniziativa
,
per
diritto
di
proposta
;
a
iniziativa
del
tale
o
tal
altro
in
luogo
di
:
per
proposta
ecc
.
,
e
uomo
senza
iniziativa
per
timido
,
pusillanime
,
che
affoga
nei
mocci
.
[35]
Ma
il
massimo
dello
spreco
,
in
fatto
di
spropositi
,
è
foccato
dal
verbo
mancare
,
ricalcato
transitivamente
dal
francese
manquer
:
onde
mancare
un
animale
per
non
colpirlo
;
mancare
lo
scopo
per
non
riuscire
al
medesimo
e
simili
;
da
che
la
girandola
delle
varie
cose
mancate
,
delizia
dei
titolai
cinematografici
:
delitto
mancato
per
non
consumato
;
speranza
mancata
in
luogo
di
delusa
e
via
discorrendo
.
[36]
In
italiano
mancare
non
ha
alcun
senso
transitivo
,
e
chi
,
sforzando
la
natura
di
questo
verbo
,
licenzia
a
voce
o
per
iscritto
una
promessa
mancata
,
manca
,
egli
sì
,
alle
promesse
fatte
a
suo
tempo
al
maestro
di
grammatica
.
[37]
Leo
Pestellia
hahhaoiishf
oeihffffffsf
Text view
•
Paragraph view