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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
I raccomandati di ferro
Language column
Come stiamo a lingua
Author
Leo Pestelli
Date
20
ottobre
1954
more header data
[1]
L´
etimologia
della
parola
«
amore
»
-
Origini
di
«
cancan
»
,
il
vorticoso
ballo
che
faceva
rimescolare
i
nostri
nonni
-
Curiosa
spiegazione
di
«
celibe
»
-
“
Calcisticamente
parlando
„
[2]
Caro
ai
verseggiatori
di
canzoni
e
ai
fini
dicitori
che
vi
sdraiano
la
voce
,
caro
ai
titolai
cinematografici
e
,
generalmente
,
alle
anime
romantiche
,
l´
avverbio
qualificato
in
-
mente
è
fastidito
,
perchè
lungo
e
pesante
,
dagli
scrittori
d´
orecchio
fine
;
o
per
meglio
dire
,
essi
ne
dannano
l´
abuso
:
giacchè
(
come
le
parole
,
per
sè
prese
,
non
sono
nè
belle
nè
brutte
)
ci
sono
casi
in
cui
l´
ingombrante
avverbio
in
-
mente
torna
a
capello
,
come
quando
in
Leopardi
«
Olimpo
piove
malinconicamente
e
i
campi
lava
»
.
[3]
Si
sa
che
quest´
avverbio
ci
venne
da
un
costrutto
del
latino
popolare
,
dove
mente
,
che
per
noi
è
una
semplice
particella
avverbiale
,
un
suffisso
appiccicato
alla
forma
femminile
dell´
aggettivo
(
chiaramente
)
,
era
l´
ablativo
del
sostantivo
mens
,
mentis
,
mente
,
animo
,
modo
di
sentire
(
clara
mente
)
.
[4]
E
poichè
detto
sostantivo
è
femminile
,
si
spiega
il
perchè
della
forma
femminile
dell´
aggettivo
o
del
participio
in
funzione
aggettivale
che
sempre
precede
nel
nostro
avverbio
il
suffisso
-
mente
(
freddamente
,
perdutamente
ecc
.
)
;
sempre
,
eccetto
che
nella
forma
discordante
altrimenti
(
che
è
già
in
Dante
)
,
la
quale
ha
dato
e
dà
molti
filo
da
torcere
ai
linguisti
.
[5]
La
comparita
che
sulla
carta
fa
l´
avverbio
in
-
mente
(
e
c´
è
chi
li
versa
a
coppie
e
a
terne
)
ne
spiega
la
fortuna
in
tempi
dove
anche
nelle
cose
di
lingua
si
osserva
la
legge
del
minimo
sforzo
,
ma
non
ne
scusa
certi
usi
impropri
,
certe
arbitrarie
estensioni
,
quali
si
commettono
da
chi
snaturando
l´
avverbio
di
maniera
,
parla
di
acque
batteriologicamente
pure
;
di
lesioni
microscopicamente
visibili
;
di
convenzioni
trattati
o
altro
geograficamente
importanti
,
e
così
via
;
per
non
dir
nulla
nell´
ormai
frase
fatta
«
calcisticamente
parlando
»
.
[6]
Ma
anche
dove
cade
proprio
,
l
´
avverbio
in
-
mente
,
chi
l´
abbia
a
noia
,
può
in
molti
casi
essere
facilmente
sostituito
in
più
modi
.
[7]
O
elegantemente
con
la
sola
forma
maschile
dell´
aggettivo
:
gridare
alto
,
veder
giusto
,
amare
forte
.
[8]
O
coll´
aggettivo
,
sempre
nella
forma
maschile
,
preceduto
dalle
preposizioni
di
o
in
(
di
recente
,
in
breve
)
e
più
raramente
a
e
da
(
a
lungo
,
da
ultimo
)
.
[9]
O
col
mutare
l´
avverbio
qualificativo
in
un
complemento
di
modo
,
ricorrendo
al
sostantivo
corrispondente
con
la
preposizione
con
:
parlare
con
rabbia
,
invece
che
parlare
rabbiosamente
.
[10]
Come
si
vede
,
l´
avverbio
in
-
mente
è
parecchio
insidiato
;
sennonchè
nell´
uso
dei
più
esso
è
di
quei
«
raccomandanti
di
ferro
»
che
non
possono
mai
temere
di
perdere
il
posto
.
[11]
A
un´
altra
e
più
graziosa
questioncella
ci
richiama
la
lettura
di
un
interessante
articolo
di
G
.
[12]
Gougenheim
,
stampato
nell´
ultimo
numero
della
rivista
francese
Le
langage
et
la
vie
.
[13]
Tratta
dell´
uso
delle
preposizioni
nei
complementi
di
luogo
.
[14]
Sanno
anche
gli
scolaretti
che
coi
nomi
geografici
è
di
regola
in
:
sto
in
Francia
;
scappo
in
Egitto
;
ma
che
si
deve
poi
adoperare
a
con
i
nomi
di
città
,
luoghi
piccoli
e
piccole
isole
:
studio
a
Napoli
,
vado
a
Ponza
.
[15]
Il
punto
è
d´
intendersi
su
questa
piccolezza
.
[16]
Come
osserva
il
Gougenheim
,
mentre
nessuno
adoprerebbe
la
preposizione
a
parlando
,
poniamo
della
Corsica
,
moltissimi
di
noi
ci
pigliamo
questa
confidenza
con
Cuba
,
Madagascar
,
Borneo
,
Haiti
,
Costa
Rica
,
Siam
,
Perù
e
altre
isole
e
terre
di
notevole
vastità
.
[17]
La
ragione
datane
dal
linguista
francese
,
non
sarebbe
dispiaciuta
al
Leopardi
.
[18]
La
nostra
mente
non
vuol
considerare
vasti
i
luoghi
remoti
e
li
riduce
come
a
un
punto
sulla
carta
.
[19]
Però
gli
Antichi
,
a
cui
ciò
che
per
noi
è
lontano
era
lontanissimo
,
estendevano
l´
uso
della
preposizione
a
nei
complementi
di
luogo
,
anche
ai
continenti
,
e
il
La
Fontaine
ha
un
«
aller
a
l´
Amerique
»
e
il
Voltaire
un
«
voler
à
la
Chine
»
.
[20]
Alle
allegre
etimologie
.
[21]
Infiniti
ci
si
son
messi
,
ma
nessuno
ha
mai
saputo
dare
un´
etimologia
soddisfacente
per
la
parola
amore
.
[22]
Partì
bene
,
ma
non
passò
oltre
la
radice
,
Giuseppe
Manno
,
per
il
quale
l´
a
di
amore
non
è
altro
che
il
lungo
e
ben
aspirato
Ah
!
pronunziato
da
Adamo
allorchè
fece
la
prima
conoscenza
di
Eva
.
[23]
Un´
altra
etimologia
arrenata
è
quella
di
celibe
,
che
un
etimologista
citato
da
Quintiliano
faceva
derivare
da
celite
,
perchè
la
sola
beatitudine
che
godesi
dagli
Dèi
in
cielo
gli
pareva
sufficiente
ad
esprimere
la
beatitudine
di
chi
non
ha
moglie
.
[24]
Non
ha
invece
più
misteri
l´
origine
della
voce
francese
cancan
,
designante
il
vorticoso
ballo
(
«
french
cancan
»
)
che
faceva
rimescolare
i
nostri
nonni
.
[25]
Presso
gli
studenti
della
Sorbona
,
quamquam
valeva
per
ischerzo
«
orazione
universitaria
in
latino
»
,
certo
dal
quamquam
con
cui
l´
oratore
soleva
esordire
.
[26]
In
progresso
di
tempo
quamquam
,
storpiato
dal
popolino
in
cancan
,
venne
a
significare
genericamente
pappolata
,
discorso
noioso
,
e
,
fatto
ancora
un
passo
,
disputa
chiassosa
su
cose
di
nessuna
importanza
.
[27]
Quindi
è
che
verso
il
1836
quest´
antica
parola
dei
sorbonicoli
potè
passare
a
designare
la
frenetica
danza
.
[28]
E
forse
non
ci
sarà
vocabolo
che
abbia
fatto
più
lungo
e
curioso
viaggio
:
dalle
barbe
professorali
ai
pizzi
delle
ballerine
.
[29]
Leo
Pestelli
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