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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
I puristi che conducono alla nera disperazione
Language column
Come stiamo a lingua
Author
Leo Pestelli
Date
20
marzo
1954
more header data
[1]
Questi
demonii
non
sbagliavano
mai
?
[2]
-
Sbagliavano
certamente
,
e
nell´
amore
pel
Due
e
Trecento
,
davano
in
strani
fuori
-
L´
ombra
severa
del
Ranalli
,
quello
che
per
Descartes
diceva
il
Signor
delle
Carte
[3]
Come
correttivo
all´
odierna
licenza
nelle
cose
di
lingua
non
è
forse
malfatto
d´
andare
a
stuzzicare
,
siccome
promettemmo
,
l´
ombra
severa
di
quel
Ranalli
,
che
per
soverchio
rigore
era
fastidito
dai
più
arrabbiati
pedanti
.
[4]
Condiscepolo
del
De
Sanctis
,
cui
porse
occasione
di
scrivere
il
famoso
saggio
sul
Puoti
,
alla
scuola
del
marchese
della
quale
non
tolse
che
l´
amaro
,
nei
quattro
fitti
libri
dei
suoi
Ammaestramenti
di
lingua
(
oggi
,
per
nostra
buona
sorte
,
introvabili
)
ridusse
per
retorica
lo
scrivere
a
vera
tortura
.
[5]
Viveva
Ferdinando
tutto
nei
primi
secoli
,
in
spirituale
conversazione
coll´
Anonimo
dei
Fioretti
,
col
Cavalca
,
il
Passavanti
,
Guidi
da
Pisa
e
il
poco
noto
alle
folle
Zucchero
Bencivenni
.
[6]
L´
introduzione
d´
una
parola
nuova
gli
cagionava
,
peggio
che
a
Cicerone
,
uno
sconvolgimento
intestino
;
come
fu
quando
vide
l´
odiosa
e
afforestierata
voce
polizia
sostituirsi
a
quella
sì
cara
di
buongoverno
.
[7]
Sosteneva
che
nei
classici
nostri
era
tutto
o
quasi
tutto
di
quel
che
occorre
a
noi
moderni
;
e
che
il
preteso
bisogno
di
parole
nuove
a
cose
nuove
,
era
o
sogno
d´
ignoranti
o
pretesto
ai
maligni
per
guastare
il
patrio
sermone
.
[8]
Si
vuole
che
pronunziasse
il
Voltaire
,
il
Nieburre
,
e
dicesse
il
Signor
delle
Carte
per
il
Descartes
;
che
parlasse
di
Enea
e
dei
primi
tempi
di
Roma
(
sarebbe
l´
unico
suo
tratto
carino
)
«
con
la
stessa
fede
e
sicurezza
che
dei
fatti
del
giorno
avanti
»
.
[9]
Poco
perdonava
ai
moderni
e
niente
all´
autore
dei
Promessi
Sposi
,
cui
trovava
da
dire
quasi
in
ogni
pagina
.
[10]
La
Provvidenza
,
che
manda
il
freddo
secondo
i
panni
,
non
ha
voluto
che
il
Ranalli
nascesse
ai
tempi
nostri
,
dove
non
solamente
corrono
insospettati
umanità
per
universalità
degli
uomini
,
convengono
per
ritrovo
o
posta
,
armata
per
esercito
,
truppe
per
milizie
,
genio
per
ingegno
,
sacrifizio
per
privazione
o
patimento
,
partito
per
fazione
o
setta
o
parte
:
contro
i
quali
scambi
egli
metteva
in
guardia
i
contemporanei
;
ma
non
ha
attecchito
nessuna
delle
sostituzioni
da
lui
proposte
:
erario
per
finanza
,
ufficiali
per
funzionarii
,
perdono
per
amnistia
,
assegnamento
per
appannaggio
,
cattura
per
arresto
,
compilazione
per
redazione
,
riscossioni
per
incassi
,
camerlingo
per
ricevitore
,
e
altre
moltissime
.
[11]
Quel
che
pensasse
dei
gallicismi
,
è
presto
immaginato
;
più
interessante
è
sapere
che
proseguiva
dello
stesso
odio
grecismi
e
latinismi
,
che
noi
moderni
abbiamo
invece
in
delizie
,
quasi
fossero
un
distintivo
di
superiorità
.
[12]
Ora
le
foresterie
,
ci
vengano
da
lingue
madri
o
da
lingue
sorelle
,
son
sempre
foresterie
,
ossia
maniere
fatte
e
non
nate
,
che
guastano
la
naturalezza
,
e
a
lasciarle
fare
riducono
la
parola
a
intelligenza
di
pochi
e
quasi
a
mistero
.
[13]
Qui
il
noiosissimo
Ranalli
e
i
suoi
simili
un
po´
di
ragione
l´
avevano
,
se
pensiamo
alla
tante
tòppe
greche
e
latine
di
che
senza
necessità
,
e
quasi
senz´
accorgersene
,
vestiamo
non
soltanto
il
parlare
scientifico
,
ma
quello
famigliare
e
fin
l´
amoroso
;
se
pensiamo
alla
straordinaria
fortuna
di
parole
come
fo
bia
,
euforia
,
ustione
(
coi
derivati
ustionare
,
ustionamento
)
,
cremare
(
crematojo
,
crematorio
)
,
che
non
ci
riuscirebbe
di
lasciare
per
le
tanto
più
schiette
paura
,
benessere
o
serenità
,
bruciatura
e
bruciare
,
incenerire
o
colombario
.
[14]
Ma
peggio
interviene
quando
grecismi
e
latinismi
«
ci
piovono
come
di
seconda
mano
dalle
oltramontane
favelle
;
che
ridotti
alla
foggia
di
quelle
ancor
meno
all´
eloquio
nostro
tornano
appropriati
;
come
sono
i
seguenti
…
»
e
qui
il
Ranalli
attacca
un
elenco
che
ci
fa
più
paura
d´
un
libro
giallo
perchè
vi
si
trovano
parole
che
per
noi
giornalisti
sono
oro
di
zecca
,
come
catastrofe
,
flagrante
,
simpatia
,
latitante
,
tellurico
,
iniziativa
,
ingente
,
influire
,
dolo
,
proselitismo
,
tecnico
,
categoria
,
incombere
,
ambulanza
,
ubicazione
,
dinastia
e
troppe
altre
su
cui
sarà
meglio
«
stendere
un
velo
»
.
[15]
Quel
rigoroso
ragionava
con
le
teoriche
del
suo
tempo
:
credeva
cioè
che
nella
lingua
ci
fosse
un
bello
(
che
per
noi
è
soltanto
convenienza
pratica
e
consuetudine
d´
orecchio
)
;
e
che
il
bello
proprio
d´
una
lingua
non
si
potesse
portare
in
un´
altra
senza
guastarlo
.
[16]
E
anche
commetteva
l´
errore
di
combattere
l´
uso
con
quel
sicuro
perdente
che
è
la
ragione
;
onde
dava
per
spropositi
massicci
,
la
nostra
economia
pubblica
(
perchè
il
greco
economia
è
propriamente
e
soltanto
il
governo
della
famiglia
,
ossia
l´
amministrazione
domestica
)
e
per
la
stessa
ragione
la
medesima
economia
usata
per
parsimonia
o
masserizia
;
il
nostro
neutralizzare
(
perché
non
rispondente
al
nome
neuter
o
neutralis
latino
,
che
significa
indifferenza
e
non
distribuzione
o
incorporamento
d´
una
sostanza
in
un´
altra
si
che
ognuna
cessi
di
essere
)
;
la
nostra
aulica
corte
(
perché
aulico
da
aula
significa
latinamente
di
corte
)
;
e
aveva
per
goffaggini
,
come
li
usiamo
noi
,
l´
intedescata
recensione
,
il
verbo
redigere
,
che
usato
bene
dai
Latini
per
ridurre
uno
scritto
piuttosto
in
una
forma
che
in
un´
altra
(
redigere
in
versi
ciò
che
era
in
prosa
)
noi
adoperiamo
per
dire
in
significato
assoluto
ogni
compilazione
;
demagoghi
,
che
appo
i
Greci
non
erano
di
necessità
sempre
rei
,
ceto
(
latinamente
congiungimento
,
adunanza
)
per
ordine
,
grado
,
condizione
;
egemonia
e
autonomia
(
inutili
)
e
,
per
chiudere
,
barometro
(
insufficiente
)
.
[17]
Così
,
per
un
verso
o
per
l´
altro
,
i
puristi
conducono
alla
disperazione
.
[18]
E
non
basta
rigettarli
,
bisognerebbe
non
averli
mai
abboccati
;
giacchè
in
lingua
,
come
in
morale
,
la
conoscenza
,
anche
vaga
,
dell´
errore
,
basta
a
disturbare
uno
stato
felice
.
[19]
E
non
si
vede
che
lo
scrivere
è
facile
per
chi
non
sa
e
difficilissimo
per
chi
sa
?
[20]
Sorge
spontanea
una
domanda
:
questi
demonii
non
sbagliavano
mai
?
[21]
A
modo
loro
sbagliavano
anche
loro
.
[22]
Li
buggerava
di
tanto
in
tanto
lo
smoderato
amore
per
il
Due
e
pel
Trecento
.
[23]
E
perché
il
padre
Cesari
fu
dei
più
infiammati
,
fu
anche
quello
,
lui
o
i
suoi
scolari
,
che
prese
più
clamorosamente
fischi
per
fiaschi
.
[24]
Così
,
letto
nella
Cofanaria
dell´
Ambra
:
«
Ma
chi
è
qual
che
viensene
-
In
qua
con
far
del
seco
?
»
,
quel
far
del
seco
,
sviscerato
con
amore
e
quindi
spiegato
come
parlare
da
sé
solo
,
sollucherò
lungamente
l´
abate
.
[25]
Finché
non
saltò
fuori
la
vera
lezione
,
non
svisata
dal
copista
:
fardel
(
e
non
far
del
)
troncamento
di
fardello
.
[26]
Un
altro
atroce
disinganno
lo
procurò
l´
espressione
andar
del
corpo
,
che
dapprima
finemente
intesa
nel
senso
arcaico
di
morire
,
si
trovò
poi
essere
nient´
altro
che
la
volgarissima
operazione
di
sempre
.
[27]
E
finalmente
Ferdinando
Martini
ha
raccontato
da
par
suo
l´
abbaglio
di
quel
canonico
purista
,
che
imbattutosi
in
un
ormare
,
riempì
Toscana
delle
sue
discettazioni
,
finché
mutata
in
i
la
prima
gambetta
dell´
emme
e
questo
mutato
in
enne
,
dal
restauro
risultò
un
altro
acerbo
vero
.
[28]
Così
le
cantonate
ci
son
per
tutti
,
a
nostra
umana
consolazione
.
[29]
Leo
Pestelli
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