Chair
Contact
Login
TEITOK
Digital Corpus Library
TEITOK
CronIT
Available Corpora
CronIT
Home
Search
Browse
Powered by
<TEI:TOK>
Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Quando si mette l´accento
Language column
Come stiamo a lingua
Author
Leo Pestelli
Date
19
febbraio
1955
more header data
[1]
Alla
“
posa
„
della
voce
nessun
parlante
sfugge
,
ma
molti
scrivendo
trascurano
di
indicarla
coscienziosamente
con
il
segno
opportuno
[2]
Se
all´
accento
propriamente
detto
,
ossia
alla
posa
della
voce
,
nessun
parlante
sfugge
,
al
segno
dell´
accento
,
all´
accento
grafico
,
può
lo
scrivente
mancare
di
rispetto
mettendolo
o
no
mettendolo
secondo
che
gli
pare
;
come
appunto
si
vede
fare
oggi
,
che
non
avendo
i
Grammatici
dato
una
soluzione
,
al
problema
dell´
accento
nell´
ortografia
italiana
,
ognuno
è
per
così
dire
licenziato
a
fare
di
testa
propria
,
juxta
illud
,
«
dove
non
c´
è
regola
no
c´
è
frati
»
.
[3]
Ma
che
cosa
statuirono
a
proposito
dell´
accento
grafico
i
vecchi
grammatici
o
almeno
quello
di
loro
,
il
Fornaciari
,
che
merita
la
palma
del
senno
?
[4]
Che
l´
accento
si
scrive
:
sulla
vocale
finale
dei
polisillabi
quando
sopra
di
essa
cade
l´
appoggiatura
della
voce
(
Bontà
,
Amò
,
Finirà
)
;
sui
monosillabi
che
finiscono
in
dittongo
raccolto
e
che
potrebbero
parere
due
sillabe
(
Ciò
,
Già
,
Può
)
:
sui
monosillabi
che
potrebbero
scambiarsi
con
altri
uguali
ma
di
senso
diverso
(
Ché
per
Poiché
,
Dá
3°
sing
.
da
Dare
,
Dì
per
Giorno
.
E´
da
Essere
,
Fè
per
Fede
,
Là
e
Lì
avv
.
di
luogo
,
Né
negazione
,
Sé
pronome
,
Si
avverbio
)
;
sui
monosillabi
attaccati
ad
altra
parola
o
prefisso
quando
conservano
l´
appoggiatura
della
voce
(
Ri-stà
,
Vice-ré
,
Venti-tré
,
Per-ché
)
;
sull´
ultima
sillaba
dei
passati
remoti
poetici
in
-
ar
,
-
er
,
-
ir
(
Amàr
,
Temèr
,
Nutrìr
)
,
per
non
confonderli
coll´
infinito
troncato
;
e
finalmente
,
per
amor
di
chiarezza
,
in
mezzo
di
alcune
parole
,
ma
solo
quando
possono
facilmente
scambiarsi
con
altre
d´
uso
più
frequente
,
che
ne
differiscono
per
l´
accento
:
Bellico
(
ombelico
)
e
Bellico
(
guerresco
)
;
Ancora
(
anche
)
e
Ancora
(
strumento
per
tener
le
navi
)
,
e
moltissime
altre
.
[5]
Venne
poi
chi
,
a
contemplazione
degli
stranieri
che
amano
leggere
e
parlare
italiano
,
propose
di
segnare
l´
accento
anche
su
tutte
le
parole
sdrucciole
e
le
poche
bisdrucciole
,
e
su
quelle
,
delle
piane
,
che
possono
presentare
ambiguità
nella
pronuncia
,
come
l´
intera
serie
delle
voci
plurisillabe
terminanti
in
-io
e
-
ia
:
Oblio
,
Restìo
,
Pendìo
,
Manìa
,
Fobìa
,
Grafìa
,
Genìa
,
Regìa
e
simili
.
[6]
Ma
,
come
dice
il
Panzini
,
i
varii
tentativi
di
dotare
l´
italiano
d´
un
sistema
stabile
di
accenti
hanno
sempre
incontrato
resistenza
e
dei
molti
finora
proposti
come
i
migliori
di
tutti
,
nessuno
ha
trionfato
.
[7]
Onde
consiglieremmo
il
lettore
di
attenersi
,
anche
per
gli
accenti
,
al
sempre
classicamente
sobrio
Fornaciari
.
[8]
Vi
è
poi
la
questione
dell´
accento
grave
e
dell´
acuto
,
cioè
dell´
accento
grafico
riguardato
nella
sua
funzione
d´
indicare
la
retta
pronuncia
fonica
d´
una
parola
.
[9]
Qui
la
confusione
è
anche
maggiore
che
circa
l´
accento
con
valore
tonico
,
e
quelli
che
ancora
osservano
la
differenza
dall´
accento
grave
all´
acuto
,
ponendo
il
primo
sulle
vocali
di
pronuncia
aperta
e
il
secondo
sulle
vocali
di
pronuncia
chiusa
,
oltreché
si
possono
contare
,
non
vanno
poi
d´
accordo
tra
loro
sull´
i
e
sull´
u
.
[10]
Il
primo
Fornaciari
,
quello
dell´
edizione
principe
,
le
vuole
segnate
coll´
accento
acuto
(
Udí
,
Piú
)
;
il
secondo
,
riveduto
e
corretto
dal
Gigli
,
col
grave
.
[11]
Generalmente
si
può
dire
che
corrono
tempi
tristissimi
per
l´
accento
acuto
,
e
che
gli
manca
poco
a
far
la
fine
dell´
accento
circonflesso
.
[12]
Ai
tipografi
è
fumo
agli
occhi
,
e
le
tastiere
delle
macchine
per
scrivere
non
se
ne
degnano
che
per
la
sola
vocale
e
.
[13]
Ma
quanti
ancora
battono
il
tasto
é
?
[14]
Non
leggiamo
forse
,
sempre
più
spesso
,
Mercè
,
Nè
,
Sé
,
Perchè
,
Giacchè
,
come
se
il
suono
di
quella
e
finale
sia
il
medesimo
che
in
Ahimè
,
Cioè
,
Caffè
e
Scimpanzè
?
[15]
Vige
il
comodo
principio
,
che
,
purché
accento
ci
sia
,
l´
uno
vale
l´
altro
;
ed
essendo
che
il
grave
,
andando
da
sinistra
a
destra
,
vien
più
facile
,
il
grave
impera
.
[16]
Ma
se
oltreché
alla
propria
,
si
pensasse
anche
alla
salute
della
lingua
e
a
quanta
parte
vi
abbia
la
retta
pronuncia
,
non
solamente
l´
accento
acuto
tornerebbe
in
onore
,
cadendo
nei
luoghi
in
cui
deve
,
ma
non
parrebbe
ridicola
la
proposta
altre
volte
fatta
d´
introdurre
un
segno
anche
a
distinguere
,
fin
dove
almeno
pronuncia
fiorentina
e
toscana
vanno
d´
accordo
,
s
e
z
aspri
da
s
e
z
dolci
.
[17]
Che
so
,
un
apice
,
un
baffettino
che
ci
insegnasse
a
pronunciare
giusto
:
Zozza
,
Zucchero
,
Zuzzurellone
,
Zoppo
;
che
ricordasse
ai
tanti
che
ne
hanno
bisogno
,
doversi
la
voce
Disegno
pronunciare
con
l´
esse
aspro
(
conforme
al
latino
signum
)
e
non
col
dolce
.
[18]
Leo
Pestelli
Text view
•
Paragraph view