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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
I nomi restaurati
Language column
Come stiamo a lingua
Author
Leo Pestelli
Date
12
giugno
1954
more header data
[1]
Disgrazie
che
si
voltano
in
fortune
:
da
Cleofe
,
vien
fuori
un
modernissimo
e
invidiatissimo
Cleo
,
da
Petronilla
,
Nilla
-
Tre
forme
che
indicano
il
progresso
della
famigliarità
:
dove
comincia
l´
articolo
finisce
il
mistero
-
Quando
il
nome
promette
troppo
[2]
La
difficoltà
di
rendere
felici
i
figliuoli
comincia
dal
battesimo
,
con
la
scelta
del
nome
.
[3]
O
per
corto
o
per
lungo
,
si
sbaglia
quasi
sempre
:
Marie
e
Giorgi
ci
rimprovereranno
il
vietume
;
Reginaldi
e
Tecle
,
l´
affettazione
.
[4]
Coi
figli
buoni
preserva
dai
rinfacci
l´
aver
loro
messo
un
nome
di
famiglia
,
destinato
a
ricordare
cari
defunti
:
dai
rinfacci
;
ma
quanta
melanconia
nelle
tante
Giuseppine
che
stridono
pel
mondo
!
[5]
Guai
poi
al
genitore
che
si
fosse
tenuto
sull´
ala
inclinata
della
politica
(
Benito
)
,
o
su
una
caldana
letteraria
(
D´
Annunzio
,
i
russi
e
sim
.
)
,
passata
la
quale
,
desse
a
noia
a
lui
per
il
primo
avere
tra
i
piedi
degli
Aligi
e
delle
Natasce
.
[6]
(
E
anche
in
questo
Giosue
ci
è
maestro
,
che
volendo
battezzare
le
figliuole
con
nomi
di
predilezione
,
si
tenne
altissimo
:
Beatrice
,
Laura
e
Libertà
)
.
[7]
Un´
altra
cosa
da
badare
è
che
il
nome
non
prometta
troppo
né
quanto
al
fisico
(
Bella
)
né
quanto
al
morale
(
Onesto
)
;
che
non
si
presti
a
facili
ironie
,
doppi
sensi
,
consonanze
pericolose
(
Fortunato
,
Cornelio
,
Taddeo
)
:
che
non
disdica
al
soggetto
quando
non
sarà
più
tanto
giovane
ed
olezzante
(
Fior
di
Loto
)
.
[8]
Del
resto
,
lasciando
che
nomi
di
questa
sorta
oggi
non
si
mettono
quasi
più
a
che
il
gusto
dei
genitori
si
è
straordinariamente
affinato
,
anche
l´
arte
del
restauro
ha
fatto
tali
progressi
negli
interessati
,
che
persino
in
questa
faccenda
dei
nomi
proprii
di
persona
si
deve
parlare
di
disgrazie
che
si
voltano
in
fortune
.
[9]
Il
nome
di
Cleofe
nessuna
donna
moderna
se
lo
darebbe
;
ma
avendolo
avuto
,
le
basta
di
apocoparlo
per
levarne
un
modernissimo
e
invidiatissimo
Cleo
.
[10]
E
così
un
Camilla
,
usando
dell´
aferesi
,
si
salva
in
un
ghiotto
Milla
;
Petronilla
in
Nilla
;
Dorotea
in
Tea
.
[11]
Anche
per
i
nomi
troppo
comuni
,
la
vanità
trova
rimedio
.
[12]
Spesso
basta
un
niente
perché
cambino
facci
.
[13]
La
Paola
,
cui
la
soverchia
compagnia
offende
,
con
un
semplice
cambiamento
di
vocale
,
si
tira
fuori
dal
paolame
:
Paula
,
e
la
contrazione
della
doppia
esse
in
x
fa
la
peregrina
Alexandra
.
[14]
Lidia
e
Ugo
non
hanno
che
consolazioni
grafiche
:
Lydia
e
Hugo
;
ma
Caterina
svaria
in
Cate
Rina
e
Rita
;
Rosa
in
Rosi
e
Rosée
,
e
Maria
ha
arricchito
la
lunga
collana
delle
sue
varianti
col
nuovo
chicco
di
Marilina
.
[15]
L´
esotico
entra
per
molto
in
questa
gara
a
distinguersi
;
e
tali
che
al
fonte
battesimale
s´
erano
presentati
per
Maddalena
,
Rodolfo
e
Giovanna
,
si
sono
poi
cambiati
per
istrada
in
Magda
,
R
aoul
e
Jenny
.
[16]
Ma
a
proposito
dei
nomi
proprii
d´
individuo
femminile
,
un
lettore
ci
domanda
se
sia
ben
fatto
usarli
coll´
articolo
determinativo
:
la
Piera
,
la
Gemma
;
e
,
se
è
ben
fatto
,
perché
allora
non
sia
anche
lecito
dire
il
Giovanni
,
l´
Andrea
ecc
.
[17]
Si
tratta
di
un´
eccezione
,
fatta
per
i
nomi
di
donna
soltanto
,
alla
regola
per
cui
i
nomi
proprii
d´
individuo
umano
o
di
animale
o
di
cosa
inanimata
,
quando
sono
in
numero
singolare
e
non
preceduti
da
un
aggettivo
,
rifiutando
l´
articolo
.
[18]
Ed
è
un´
eccezione
che
non
si
applica
a
tutte
indifferentemente
le
donne
,
ma
a
quelle
di
non
troppo
elevata
condizione
,
con
cui
e
di
cui
si
parli
in
confidenza
.
[19]
La
signorina
Francesca
,
Francesca
,
la
Francesca
:
le
tre
forme
dicono
il
progresso
della
famigliarità
,
e
dove
comincia
l´
articolo
finisce
il
mistero
francescano
.
[20]
Anche
Renzo
,
una
volta
sposato
,
avrà
forse
detto
la
Lucia
.
[21]
A
Firenze
si
largheggia
nell´
uso
dell´
articolo
innanzi
al
nome
di
donna
,
che
quando
comincia
per
labiale
ne
riceve
addolcimento
:
la
Bice
,
la
Peppa
;
mentre
le
province
settentrionali
ci
fanno
non
poca
resistenza
,
serbandolo
a
casi
di
confidenza
eccessiva
(
E´
occupata
la
Lisetta
?
)
e
quasi
soltanto
a
nomi
di
battaglia
(
la
Tosca
,
la
Fanny
)
.
[22]
Bisogna
poi
aver
sempre
presente
l´
avvertimento
del
Fornaciari
,
che
codesto
uso
non
s´
adatta
assolutamente
alle
donne
illustri
,
alle
donne
della
storia
per
cui
al
minimo
segno
che
la
donna
che
trattiamo
sia
per
diventare
storica
,
la
prima
cosa
è
di
levarle
l´
articolo
.
[23]
Il
Boccaccio
,
fine
in
tutto
,
dà
l´
articolo
alla
Giannetta
,
ma
non
mai
a
Pampinea
,
a
Filomena
,
a
Neifile
;
non
alla
stessa
Griselda
,
che
pure
era
una
stracciona
,
ma
aveva
lo
splendore
dei
costumi
.
[24]
Debbono
però
tutti
i
nomi
proprii
prendere
l´
articolo
,
quando
stanno
in
senso
traslato
,
come
il
Dante
per
l´
opera
di
Dante
,
un
Raffaello
per
un
quadro
di
Raffaello
,
l´
Amleto
per
il
personaggio
rappresentato
dallo
Shakespeare
.
[25]
Un
coi
nomi
proprii
fa
doppio
gioco
.
[26]
«
Un
Giovanni
non
mi
doveva
fare
questo
»
,
importa
che
di
questo
Giovanni
noi
facciamo
gran
conto
.
[27]
Viceversa
,
«
ha
sposato
un
Giovanni
»
viene
a
dire
che
ha
sposato
un
tali
di
cui
non
sappiamo
che
il
nome
.
[28]
Leo
Pestelli
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