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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Va esclusa la pedanteria dalle tenerezze famigliari
Language column
Come stiamo a lingua
Author
Leo Pestelli
Date
11
dicembre
1954
more header data
[1]
Mammà
sa
di
lezioso
,
ma
si
dica
pure
Papà
e
Mamma
che
vengon
dal
cuore
-
I
nomi
di
parentela
e
l´
articolo
determinato
-
Si
può
dire
“
Mia
suocera
„
ma
sempre
s´
ha
da
dire
“
La
mia
socerina
„
[2]
Babbo
e
Mamma
,
Papà
e
Mammà
:
vecchia
questione
intorno
alla
quale
si
è
tanto
disputato
.
[3]
Da
una
parte
il
Fanfani
e
l´
Arlia
,
cerberi
della
pura
italianità
,
e
lo
stesso
Tommaseo
che
non
le
ha
volute
nel
suo
Dizionario
,
affermano
Papà
e
Mammà
essere
voci
scimmiottate
dal
francese
in
cambio
delle
tanto
più
nostre
e
care
e
affettuose
di
Babbo
e
Mamma
;
dall´
altra
il
Pascoli
,
con
quella
sua
passione
per
le
onomatopee
,
in
una
nota
del
Fior
da
Fiore
,
ha
licenziato
tutti
i
bambini
d´
Italia
a
dire
Papà
e
Mammà
,
«
voci
della
lingua
universale
»
.
[4]
In
mezzo
sta
il
conciliativo
Panzini
,
che
nel
Dizionario
moderno
:
«
Mammà
e
Papà
non
piacciono
ad
alcuni
puristi
e
sono
ritenuti
per
gallicismi
.
Storicamente
ciò
è
sicuro
;
ma
queste
voci
hanno
tal
valore
onomatopeico
da
diventare
accettabili
dappertutto
»
.
[5]
E
ancora
,
sotto
Papà
:
«
probabilmente
suggerito
dal
francese
papa
;
ma
il
confronto
col
greco
pappas
,
voce
infantile
per
padre
,
mostra
che
può
esser
spontanea
dei
bambini
,
fiorita
su
le
loro
labbra
per
semplice
duplicazione
di
una
facile
sillaba
»
.
[6]
Di
qui
il
tendersi
dei
puristi
quando
i
loro
nati
scandiscono
le
prime
sillabe
,
e
loro
dispetto
o
esultanza
seconde
che
esse
siano
pa
…
pa
…
[7]
(
radicale
di
Papà
)
o
ba
…
ba
…
[8]
(
radicale
di
Babbo
)
.
[9]
Anche
a
recarla
sul
terreno
della
toscanità
,
non
se
n´
esce
chiari
.
[10]
Perché
è
vero
che
Pinocchio
,
il
bambino
nazionale
,
ha
sempre
Babbo
e
non
mai
Papà
;
ma
è
altrettanto
vero
che
Pappà
affettuosamente
addimandano
nella
Lucchesia
il
genitore
.
[11]
A
nostro
modesto
avviso
,
i
puristi
hanno
ragione
in
quanto
a
Mammà
(
che
anche
l´
uso
moderno
lascia
ai
leziosi
)
,
ma
si
devono
dichiarare
sconfitti
in
quanto
a
Papà
,
accettando
di
conseguenza
,
per
quanto
sia
duro
.
[12]
Paparino
Papalino
Papalotto
e
i
più
recenti
Papino
e
Papi
,
tutti
quanti
coperti
dal
greco
pappas
.
[13]
Del
resto
nella
lingua
delle
tenerezze
famigliari
dispiace
vedersi
levare
la
bacchetta
del
pedante
.
[14]
Molti
,
parlando
dei
proprii
genitori
,
usano
dire
assolutamente
Mamma
Babbo
Papà
,
senza
premetterci
né
l´
articolo
né
il
possessivo
.
[15]
La
cosa
è
secondo
grammatica
;
ma
sa
un
po´
di
prepotente
se
le
persone
con
cui
parliamo
non
son
intimi
nostri
.
[16]
Abusano
di
questa
forma
snella
specialmente
le
signorine
di
buona
famiglia
.
[17]
L´
uso
del
possessivo
porta
con
sé
quello
dell´
articolo
:
la
mia
mamma
,
il
suo
papà
:
chi
l´
omettesse
(
mia
mamma
,
suo
papà
)
gallicizzerebbe
.
[18]
Eppure
diciamo
,
senza
gallicizzare
:
mio
padre
,
sua
madre
,
mio
nonno
,
tua
cognata
,
suo
zio
ecc
.
,
né
si
vorrà
dire
che
gallicizzi
Dante
al
verso
:
«
Mio
figlio
ov´
è
,
o
perché
non
è
teco
?
»
[19]
Da
quante
perplessità
s´
uscirebbe
se
si
entrasse
un
po´
più
spesso
nelle
grammatiche
!
[20]
Esse
ci
dicono
che
Padre
e
Madre
sono
i
soli
nomi
di
parentela
che
nel
numero
singolare
rifiutano
rigorosamente
l´
articolo
determinato
davanti
al
pronome
possessivo
:
che
Figlio
Figlia
Nonno
Nonna
Fratello
Sorella
Zio
Zia
Nipote
Marito
Moglia
Cognato
Cognata
Cugino
Cugina
Suocero
Suocera
Genero
e
Nuora
,
hanno
facoltà
di
ricusarlo
o
di
conservarlo
;
che
tutti
quanti
,
quando
siano
alterati
o
seguiti
da
un
aggettivo
,
e
così
pire
le
forme
più
tenere
Figliuolo
Figliuola
Babbo
Papà
Mamma
,
lo
conservano
.
[21]
Esemplificando
,
diremo
dunque
:
Mio
padre
,
Il
mio
padre
amoroso
;
Mia
suocera
o
La
mia
suocera
(
a
piacere
)
;
La
mia
socerina
,
sempre
(
caduto
l´
u
per
la
legge
del
dittongo
mobile
)
:
e
sempre
Il
mio
babbo
e
La
mia
mamma
.
[22]
Un´
altra
regola
che
può
esser
utile
rinfrescare
,
specie
per
gli
uomini
d´
affari
che
sogliono
scrivere
affollato
,
è
quello
della
concordanza
del
predicato
con
più
soggetti
di
persona
o
di
genere
diverso
.
[23]
Nel
primo
caso
(
soggetti
di
persone
diverse
)
,
il
predicato
regolarmente
si
accorda
colla
prima
persona
a
preferenza
della
seconda
,
e
colla
seconda
a
preferenza
della
terza
.
[24]
Tre
esempii
di
classici
,
allegati
dal
Fornaciari
,
spiegano
molto
bene
:
«
Lo
duca
ed
io
per
quel
cammino
ascoso
Entrammo
»
(
Dante
)
;
«
Né
tu
né
io
non
possiamo
intender
la
cagione
»
(
Leopardi
)
:
«
Tu
dall´
un
lato
e
Stecchi
dall´
altro
mi
verrete
sostenendo
»
(
Boccaccio
)
.
[25]
Se
per
altro
i
soggetti
fossero
separati
da
né
od
o
,
e
la
terza
persona
fosse
messa
in
ultimo
,
il
predicato
può
concordare
con
questa
:
«
Me
degno
a
ciò
né
io
né
altri
crede
»
(
Dante
)
.
[26]
In
quanto
al
caso
dei
soggetti
di
genere
diverso
,
o
essi
consistono
in
uomini
,
cose
personificate
od
animali
,
e
allora
il
predicato
nominale
si
accorda
sempre
col
maschile
anziché
col
femminile
(
Il
conte
e
la
contessa
rimasero
soli
)
,
o
i
soggetti
sono
cose
inanimate
od
astratte
ed
anche
allora
si
dà
per
lo
più
la
preferenza
al
maschile
(
il
giglio
e
la
rosa
sono
odorosi
)
.
[27]
Facile
,
nevvero
?
[28]
Peraltro
se
i
soggetti
significassero
cose
affini
tra
loro
o
riguardate
come
tali
(
per
esempio
,
pianti
e
lagrime
)
,
oppure
se
un
soggetto
fosse
nettamente
separato
e
distinto
dagli
altri
,
anche
qui
,
come
nel
caso
precedente
,
si
può
addivenire
a
quello
che
i
grammatici
francesi
chiamano
accord
de
proximité
,
cioè
,
l´
accordo
del
predicato
col
soggetto
più
vicino
.
[29]
Leo
Pestelli
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