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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Le brutte figure
Language column
Come stiamo a lingua
Author
Leo Pestelli
Date
9
ottobre
1954
more header data
[1]
Abuso
moderno
delle
metafore
e
degli
astratti
-
Iperboli
a
sangue
freddo
e
luoghi
comuni
-
L´
aggettivo
purgativo
«
drastico
»
-
Può
una
donna
«
ridere
sotto
i
baffi
»
?
[2]
Tra
il
linguaggio
proprio
e
il
figurato
è
la
stessa
differenza
che
dalle
cose
che
ci
stanno
continuamente
su
gli
occhi
e
le
straordinarie
e
pellegrine
;
e
a
quel
modo
che
una
semplice
servetta
,
mettendosi
in
maschera
,
ci
intriga
,
così
una
parola
della
quale
uno
appena
si
accorgerebbe
adoperata
nel
senso
suo
proprio
,
acquista
insolita
vaghezza
passando
al
figurato
.
[3]
La
parola
sera
,
che
nella
locuzione
“
buona
sera
”
ci
entra
in
un
orecchio
ed
esce
dall´
altro
,
diventa
peregrina
nel
bellissimo
traslato
:
«
Questi
non
vide
mai
l
´
ultima
sera
»
,
e
la
parola
vedovo
,
che
nel
significato
di
uomo
che
ha
avuto
la
disgrazia
di
perdere
la
moglie
non
sarà
forse
afferrata
che
da
una
zitella
,
come
s´
imprime
così
trasportata
:
«
O
settentrional
vedovo
sito
…
»
!
[4]
E
lo
stesso
si
potrebbe
dire
di
tutte
le
parole
,
anche
le
più
basse
,
qualora
toccate
dalla
verghetta
del
linguaggio
figurato
.
[5]
Ma
come
i
vecchi
retori
(
un
tempo
troppo
,
oggi
troppo
poco
ascoltati
)
non
si
stancavano
d´
inculcare
,
è
una
verghetta
che
vuole
operare
soltanto
a
certe
condizioni
:
guai
a
chi
la
usa
a
freddo
e
fuor
di
necessità
.
[6]
Perché
«
il
parlar
figurato
,
diceva
uno
di
quei
barbassori
,
lungi
dall´
essere
un
capriccioso
ornamento
,
o
una
arbitraria
ricerca
di
novità
,
è
il
mezzo
col
quale
naturalmente
la
lingua
supplisce
alle
necessità
proprie
,
ogniqualvolta
i
vocaboli
presi
nel
loro
originario
significato
,
e
le
costruzioni
riguardate
come
più
rigorosamente
regolari
,
non
bastano
alla
adeguata
significazione
di
taluni
concetti
,
o
all´
efficace
manifestazione
di
taluni
sentimenti
»
.
[7]
Così
Dante
,
supremo
artefice
di
forme
figurate
(
benché
quei
retori
non
gliele
menassero
buone
proprio
tutte
)
,
se
a
proposito
dei
giganti
,
in
cambio
di
:
«
Torreggiavan
di
mezzo
la
persona
…
»
avesse
detto
:
«
S´
innalzavan
di
mezzo
la
persona
»
,
sarebbe
andato
una
linea
sotto
alla
sua
solita
evidenza
;
né
,
per
dire
dell´
ostinazione
propria
degli
uomini
d´
insistere
dove
meno
è
il
caso
,
le
parole
proprie
gli
avrebbero
reso
lo
stesso
fulmineo
servizio
che
l´
immagine
del
«
Che
giova
nelle
fata
dar
di
cozzo
?
»
,
nella
quale
è
presentato
subito
in
vista
ciò
che
all´
intelletto
si
manifesta
per
successione
di
idee
.
[8]
Venendo
a
no
,
è
curioso
che
un´
età
così
positiva
come
la
nostra
faccia
tanto
spreco
,
nel
parlare
comune
,
di
figure
;
mentre
non
fa
meraviglia
che
essendo
così
sprecate
,
siano
anche
brutte
,
cioè
sconvenienti
.
[9]
Il
fondamentale
precetto
che
tra
il
figurante
e
il
figurato
sia
analogia
o
somiglianza
reale
,
costante
e
manifesta
,
vi
sarà
sì
e
no
osservato
due
volte
su
dieci
;
e
poiché
l´
abuso
delle
metafore
va
oggi
di
conserva
con
quello
degli
astratti
,
il
primo
dei
vantaggi
del
parlar
figurato
,
che
è
di
mettere
sotto
gli
occhi
l´
idea
,
si
perde
:
e
hai
le
«
particolarità
che
saltano
agli
occhi
»
;
«
il
comitato
in
seno
al
consiglio
»
;
«
una
manifestazione
entrante
nel
quadro
di
altre
»
;
«
il
fornire
gli
estremi
»
;
«
l´
esulare
degli
elementi
»
;
«
il
ribadire
una
o
più
correnti
»
;
«
le
voci
che
additano
le
vie
del
dovere
»
;
«
il
brillare
per
assenza
»
;
«
i
colloqui
cu
un
piede
di
semplicità
»
;
«
gli
affari
o
altro
su
larga
,
vasta
o
piccola
scala
»
,
e
altre
innumeri
goffaggini
delle
quali
molte
furono
già
infilzate
dal
De
Amicis
nell´
Idioma
gentile
,
e
che
non
par
vero
come
fra
tante
cose
che
giornalmente
passano
di
moda
si
siano
conservate
sino
ad
oggi
.
[10]
Ma
le
preserva
l´
essere
divenute
frasi
fatte
,
formule
,
luoghi
comuni
.
[11]
Oltre
alle
figure
per
così
dire
cieche
,
hanno
poi
gran
fortuna
nello
stile
moderno
,
le
improprie
ed
esagerate
;
lasciando
di
quelle
“
iperboli
a
sangue
freddo
”
come
le
dice
l´
Alfieri
,
che
sono
continuamente
nutrite
dall´
imitazione
dei
Francesi
,
quali
gli
aggettivi
Superbo
,
Fantastico
,
Smagliante
,
Travolgente
,
Elettrizzante
e
simili
,
c´
è
lo
Scoppiare
degli
attriti
,
lo
Scatenarsi
delle
tempeste
,
l´
Ammazzare
il
tempo
,
e
alle
prime
modeste
rinfrescate
,
da
qualunque
paesucolo
,
l´
Esodo
dei
villeggianti
.
[12]
C´
è
l´
aggettivo
purgativo
Drastico
,
senza
del
quale
nessun
provvedimento
,
per
quanto
meschino
,
non
si
sente
più
energico
,
e
il
dinamico
Slanciato
,
che
ha
fatto
dimenticare
come
sia
fatta
una
donna
semplicemente
di
alta
e
svelta
persona
.
[13]
Talora
la
figura
è
così
riposta
,
che
siamo
scusati
se
la
usiamo
a
sproposito
.
[14]
Già
il
Tommaseo
avvertiva
che
del
verbo
Cavare
il
linguaggio
moderno
fa
uso
e
abuso
come
se
qualsiasi
cosa
spirituale
da
cui
possa
trarsi
o
dedursi
o
aversi
cosa
,
si
debba
concepire
come
una
cavità
,
una
buca
.
[15]
E
terribilmente
soggiungeva
:
«
non
so
se
tale
traslato
indichi
menti
più
profonde
che
bùgie
,
più
capaci
che
cupe
»
.
[16]
Anche
Approfondire
,
detto
dell´
intelligenza
per
Penetrare
,
è
oggi
in
gran
fortuna
.
[17]
Lasciando
che
è
un
francesismo
(
meglio
,
se
mai
,
Approfondare
)
,
lo
stesso
Tommaseo
lo
dice
brutto
,
perché
lungo
,
perché
l´
uscita
in
-
ire
men
propria
,
perché
par
che
dica
non
andare
a
fondo
ma
far
più
profondo
.
[18]
Quanto
meglio
la
femminetta
toscana
che
di
un
leggiero
nei
suoi
discorsi
e
di
mente
e
di
lingua
dirà
che
non
isfonda
!
[19]
E
Dante
:
«
Color
che
ragionando
andaro
al
fondo
»
.
[20]
Ma
circa
le
“
brutte
figure
”
,
in
cui
,
come
si
vede
,
è
facilissimo
cadere
,
fu
lungamente
disputato
dai
linguisti
se
nel
novero
di
esse
fosse
da
mettere
anche
il
modo
famigliare
Ridere
sotto
i
baffi
,
applicato
a
donna
.
[21]
La
questione
non
fu
mai
scientificamente
decisa
,
e
in
pratica
va
rimessa
volta
per
volta
al
parere
delle
donne
singole
.
[22]
Leo
Pestelli
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