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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Wandissima e altri issimi
Language column
Come stiamo a lingua
Author
Leo Pestelli
Date
9
gennaio
1954
more header data
[1]
L´
avversione
per
il
superlativo
assoluto
-
Una
cosa
è
l´
uso
,
un´
altra
l´
abuso
Molto
altissimo
,
diceva
il
Cavalca
-
La
moglie
,
col
marito
,
risolvette
,
è
modo
realistico
-
Se
proprio
si
vuol
far
credere
che
anche
l´
uomo
contò
nella
deliberazione
,
si
può
dire
:
risolvettero
[2]
Una
cosa
è
l´
uso
,
un´
altra
l´
abuso
.
[3]
Nella
loro
avversione
per
il
superlativo
assoluto
,
per
l´
issimo
,
i
moralisti
della
lingua
non
sempre
osservano
questa
distinzione
;
e
sciorinatoci
l´
esempio
del
Seiscento
coi
suoi
padroni
colendissimi
e
servitori
umilissimi
,
dimenticano
poi
di
dire
che
l´
uso
di
questa
forma
è
assai
gagliardo
presso
tutti
i
Classici
,
cominciando
dai
Verecondi
Trecentisti
.
[4]
Questo
è
anzi
il
punto
in
cui
la
lingua
viva
si
è
presa
nei
secoli
più
gioco
della
Grammatica
,
aggiungendo
l´
issimo
,
non
solo
all´
aggettivo
,
ma
a
un
avverbio
,
a
un
nome
,
a
un
pronome
e
persino
a
una
voce
di
verbo
;
e
usandolo
,
nonostante
il
divieto
di
quella
,
in
compagnia
ora
di
complementi
(
«
La
natura
umana
è
perfe
t
tissima
di
tutte
l´
altre
nature
di
qua
giù
»
,
Dante
)
,
ora
di
avverbi
di
accrescimento
(
«
Un
monte
molt
o
altissimo
»
,
Cavalca
;
«
Così
ottimo
parlatore
»
,
Boccaccio
)
.
[5]
Coloro
che
spiritano
udendo
poltronissima
(
la
poltrona
insatirita
delle
prime
file
negli
spettacoli
di
rivista
)
;
Wandissima
;
compionissimo
e
altre
moderne
forme
coatte
di
superlativo
,
sappiano
che
ben
altre
capestrerie
(
o
«
errori
con
ragione
»
come
li
chiamava
il
Tommaseo
)
si
trovano
presso
i
buoni
scrittori
.
[6]
L´
austero
Davanzati
ha
giureconsultissim
o
;
Iacopo
Nelli
,
nella
commedia
«
La
moglie
in
calzoni
»
:
lui
,
luissimo
.
[7]
Nella
Bucchereide
dell
Bellini
troviamo
:
«
poema
arcif
attapposissimo
»
,
nell´
Arlecchino
del
Guerazzi
:
«
lo
vogliam
dire
,
dirissimo
»
.
[8]
Dove
appare
veramente
che
la
lingua
è
fantasia
.
[9]
Del
resto
i
nemici
dell´
issimo
hanno
molte
maniere
d´
evitarlo
.
[10]
La
più
piana
è
d´
usare
l´
aggettivo
semplice
accompagnato
da
un
avverbio
di
accrescimento
:
molto
bello
,
invece
di
bellissimo
.
[11]
Ma
possono
anche
ripetere
due
volte
l´
aggettivo
stesso
:
bello
bello
.
[12]
O
usare
due
aggettivi
sinonimi
:
sano
e
salvo
;
ubriaco
fradicio
.
[13]
O
servirsi
di
brevi
similitudini
:
bello
come
un
angelo
,
pulito
come
una
mosca
.
[14]
E
anche
si
può
premettere
alla
qualificazione
di´
,
dite
o
dica
:
un
pezzo
di
giovanotto
ma
dite
bello
!
;
o
il
semplice
articolo
uno
,
una
:
un
appetito
,
una
polvere
!
[15]
(
sull´
innanzi
del
dantesco
:
«
facevano
un
tumulto
,
il
qual
s´
aggira
…
»
)
;
e
buone
scappatoie
sono
anche
:
me
ne
impipo
:
una
donna
che
me
ne
impipo
,
e
più
modernamente
che
lévati
,
cioè
bellissima
;
non
vedersene
un
altro
(
una
suocera
cattiva
come
quella
,
non
se
n´
è
vista
un´
altra
)
;
bisogna
veder
come
(
uno
scenario
bisognava
veder
come
)
;
numero
uno
;
un
pozzo
;
un
gran
(
un
gran
brutta
cera
)
;
che
mai
(
più
ciuco
che
mai
)
;
a
buono
;
l´
ottocentesco
bada
davanti
(
una
camicetta
bada
davanti
)
e
altressimili
locuzioni
esaltatrici
del
parlare
famigliare
.
[16]
Come
non
bisogna
spaventarsi
dell´
issimo
(
dove
casca
,
casca
)
così
quel
lettore
che
scrive
di
stare
dubitoso
tra
le
forme
cotesto
e
codesto
;
temendoci
una
gran
differenza
,
si
rassicuri
,
e
canti
come
il
Duca
di
Mantova
del
Rigoletto
«
questa
o
quella
per
me
pari
sono
»
.
[17]
La
prima
forma
è
appena
un
po´
meno
popolare
e
toscana
della
seconda
.
[18]
Lo
stesso
faccia
con
la
questione
,
soltanto
in
apparenza
spinosa
,
della
concordanza
del
predicato
con
due
soggetti
,
di
cui
il
primo
,
singolare
,
sia
unito
al
secondo
per
mezzo
della
congiunzione
con
;
se
cioè
sia
da
dire
:
il
capitano
,
coi
soldati
si
mosse
,
o
non
invece
si
mossero
.
[19]
Molte
penne
vi
rimangono
sospese
;
e
accade
che
chiedendo
lume
ai
prossimi
,
questi
facilmente
s´
accapigliano
,
non
trovandosi
d´
accordo
sulla
soluzione
.
[20]
Ma
è
anche
questo
un
casi
in
cui
la
Grammatica
si
lascia
cogliere
in
un
momento
di
buonumore
,
e
concede
sia
l´
una
sia
l´
altra
forma
.
[21]
La
differenza
se
mai
la
trova
l´
orecchio
,
o
più
l´
animus
dello
scrivente
.
[22]
La
moglie
,
col
marito
,
risolvette
…
è
modo
realistico
,
veridico
.
[23]
Ma
non
si
dimentichi
che
se
anche
in
codesta
deliberazione
l´
uomo
ha
contato
quanto
il
due
a
briscola
,
egli
ha
pur
sempre
diritto
grammaticale
d´
entrare
nel
predicato
,
e
di
farci
dire
:
la
moglie
col
marito
,
risolvettero
…
[24]
Cauto
invece
ha
da
essere
lo
scambio
di
figlio
con
figliuolo
,
due
voci
che
l´
uso
odierno
ha
indebitamente
promiscuato
.
[25]
E´
notabile
,
e
assai
bello
,
che
le
voci
che
in
italiano
significano
i
vincoli
e
la
carità
del
sangue
,
siano
,
chi
ben
guardi
,
dei
diminutivi
.
[26]
Mentre
il
francese
ha
frère
e
lo
spagnolo
hermano
,
dal
latino
frater
e
germanus
,
nomi
positivi
,
la
nostra
lingua
per
maggior
tenerezza
d´
affetto
ha
derivato
fratello
dal
diminutivo
e
vezzeggiativo
fratereulus
,
e
medesimamente
sorella
da
soro
rc
ula
,
lasciando
,
come
dice
il
Rigutini
,
il
frate
e
la
suora
ai
poeti
a
ai
conventi
.
[27]
Così
figliuolo
e
figliuola
ci
vengono
dai
teneri
filiolus
e
filiola
,
e
dette
forme
,
come
sono
più
affettuose
,
così
sono
anche
più
italiane
di
figlio
e
figlia
,
le
quali
per
molti
secoli
si
trovano
soltanto
in
poesia
.
[28]
Senz´
arrivare
a
dire
che
sia
male
usare
in
prosa
figlio
per
figliuolo
,
è
certo
che
questa
parola
ha
sopra
l´
altra
il
vantaggio
dell´
affetto
,
e
pertanto
,
dove
affetto
sia
,
è
da
preferire
.
[29]
Chi
non
sente
che
il
famoso
Et
tu
,
Brute
,
fili
mi
?
[30]
E
per
converso
che
non
si
potrebbe
mutare
la
secca
lezione
:
figlio
d´
un
cane
?
[31]
Leo
Pestelli
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