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Maarten Janssen, 2014-
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Giornalismo e giornalisti proprio come i cani in chiesa
Language column
Come stiamo a lingua
Author
Leo Pestelli
Date
7
agosto
1954
more header data
[1]
Cominciò
il
Rigutini
a
non
menarci
buono
neppure
il
nome
.
[2]
«
Giornalismo
,
Giornalista
,
Giornalaio
.
Sono
tre
neologismi
,
i
primi
due
presi
dal
francese
,
il
terzo
coniato
dal
popolo
.
Giornalismo
può
voler
dire
la
professione
di
scrivere
per
giornali
,
come
(
ah
Giuseppe
!
)
:
Fu
schiacciato
alla
licenza
ginnasiale
e
si
dette
al
giornalismo
;
oppure
,
tutti
insieme
i
giornali
:
il
giornalismo
inglese
,
francese
ecc
.
,
nel
qual
senso
potrebbesi
più
schiettamente
dire
:
i
Giornali
.
In
quanto
a
Giornalista
è
necessario
accettarlo
per
colui
che
suole
scrivere
nei
giornali
…
»
continua
con
la
malavoglia
che
sentite
,
il
filologo
toscano
;
per
concludere
che
sull´
autorità
dell´
uso
,
tutt´
e
tre
quelle
voci
passarono
a
scapaccione
nel
nuovo
Vocabolario
della
Crusca
.
[3]
Ricevuti
così
di
traverso
,
come
cani
in
chiesa
,
divenimmo
poi
utilissima
materia
alle
esercitazioni
dei
puristi
,
i
quali
cogliendoci
in
fallo
si
può
dire
a
ogni
parola
,
ci
venivano
addosso
sdegnosi
,
mordaci
,
spiritosi
e
divertenti
,
affatto
fuori
della
loro
natura
e
costume
.
[4]
La
terra
sia
leggera
a
quei
nostri
progenitori
che
primi
si
esposero
agli
attacchi
dei
linguaioli
e
crudelmente
passati
per
grammatica
,
per
sintassi
e
persino
per
ortografia
,
fatti
in
quarti
ogni
mattina
(
per
solito
al
caffè
,
tra
amici
e
discepoli
)
,
avuti
per
i
principali
corruttori
,
subito
dopo
i
traduttori
,
del
patrio
sermone
,
quando
non
riconosciuti
ironicamente
in
possesso
d´
una
loro
lingua
particolare
,
detta
appunto
«
giornalistica
»
,
nella
cui
spumante
mistura
di
francese
,
di
inglese
,
di
neozelandese
e
fin
di
papuasico
,
soltanto
l´
italiano
non
compariva
mai
,
nulla
rispondendo
,
tutto
sopportando
,
pigliano
onorevole
posto
nel
martirologio
di
coloro
che
patirono
personalmente
per
la
lingua
,
propiziandone
quello
studio
spicciolato
e
divagante
che
è
anche
di
tutti
il
più
utile
e
dilettevole
.
[5]
Ed
ecco
il
ricordato
Rigutini
,
ecco
il
Fanfani
e
l´
Arlia
,
ecco
Zanobi
Bicchierai
e
infiniti
altri
che
menarono
duramente
il
flagello
su
quotidiani
e
periodici
:
personaggi
che
i
giornali
si
davan
l´
aria
di
guardarli
appena
di
schifo
,
ma
che
in
effetto
li
succiavano
,
fors´
anche
prima
della
mattinale
abluzione
dantesca
,
con
la
stessa
avidità
delle
donnicciole
,
salvo
che
il
loro
interesse
era
meramente
formale
.
[6]
La
loro
pignoleria
cacciava
punte
così
acute
,
che
qualcuna
di
esse
può
ancora
scalfire
il
giornalismo
moderno
,
pur
di
tanto
linguisticamente
migliorato
rispetto
al
vecchio
che
non
solo
ci
vanno
militando
tutti
o
quasi
i
migliori
scrittori
,
ma
molti
linguisti
stessi
ci
tengono
ambulatorio
e
dispensario
.
[7]
Per
modo
che
il
giornale
è
oggi
in
condizioni
di
leccarsi
le
ferite
da
sé
,
e
somiglia
alla
mitica
lancia
che
faceva
il
male
e
lo
sanava
.
[8]
Quei
vecchi
linguai
ci
potrebbero
ancora
rimproverare
l´
abuso
della
voce
paese
,
tanto
fortunata
che
si
sostiene
nell´
uso
anche
senza
la
doverosa
iniziale
maiuscola
,
e
tanto
temeraria
da
dare
nei
più
strani
cozzi
(
le
città
del
paese
)
.
[9]
Per
essa
abbiamo
dimenticato
che
parole
quali
Nazione
,
Stato
,
Popolo
,
Patria
e
simili
,
sono
pure
nella
nostra
lingua
con
gli
stessi
e
speso
maggiori
diritti
di
paese
.
[10]
Dove
si
parla
politico-amministrativo
,
Nazione
e
Stato
cadono
più
proprie
;
trattandosi
di
accoglienze
,
Popolo
e
Popolazione
fanno
meglio
sentire
l´
entusiasmo
.
[11]
In
quanto
a
Patria
,
il
cattivo
uso
che
ne
ha
fatto
certa
politica
,
l´
ha
resa
sospetta
.
[12]
Ad
ogni
modo
amor
di
Patria
,
sarà
meglio
detto
di
amor
del
paese
,
che
è
un
altro
e
più
circoscritto
amore
.
[13]
E
ancora
ci
potrebbero
rimproverare
intervista
,
barbarismo
inutile
per
Abboccamento
,
Colloquio
,
Incontro
;
dove
la
voce
Vista
perde
il
suo
significato
proprio
e
prende
quello
di
Parlare
,
Discorrere
;
e
l´
asinismo
,
come
dice
l´
Arlia
,
intervistare
,
verbo
dedotto
,
«
in
modo
ridicolo
e
contrario
all´
analogia
di
nostra
lingua
»
,
dal
nome
Vista
.
[14]
Viene
poi
lo
scambio
,
nel
quale
perfidiamo
,
di
dédalo
con
laberinto
;
per
cui
figuratamente
chiamiamo
d
è
dalo
(
che
à
il
nome
del
leggendario
architetto
)
quel
che
invece
è
da
dire
laberinto
(
l´
edifizio
costruito
da
Dè
dalo
)
,
intendono
un
imbroglio
,
un
intrigo
,
una
cosa
avviluppata
che
nulla
ci
si
raccapezza
;
il
quale
scambio
(
un
dè
dalo
di
romanzesche
avventure
)
sarebbe
lo
stesso
che
chiamare
«
il
Sommeiller
»
il
traforo
del
Cenisio
.
[15]
Altri
farfalloni
che
di
quando
in
quando
ancora
si
colgono
su
pei
colonnati
giornalistici
,
e
ai
quali
di
sotterra
brontola
la
voce
die
pedanti
:
il
famigerato
aver
luogo
per
Accadere
,
Succeder
,
Farsi
;
fare
i
nomi
per
dirli
;
e
l´
aggiunto
pànico
(
timor
pànico
)
usato
da
sé
solo
in
forza
di
sostantivo
,
e
per
di
più
anche
quando
la
causa
dello
sgomento
non
ha
nulla
di
veramente
pànico
,
procedente
in
modo
misterioso
dall´
intimo
nostro
,
ma
è
esterna
e
reale
,
come
la
poltrona
del
dentista
,
l´
ora
dell´
esame
,
la
vista
della
suocera
,
e
cosiffatti
comunissimi
accidenti
.
[16]
Leo
Pestelli
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