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E´ quella capace di “soffrire con il marito„ - Una nobile parola usata male
Questa Simpatia, che coi suoi derivati tanto dilaga nel parlare comune, punto d´appoggio in quasi tutti i discorsi di benevolenza, i nostri padri puristi l´avevano per una patacca; e il loro poeta, Giuseppe Giusti, canterellava: «Il gran vocabolo - Di Simpatia, - E´ tutta gallica - Mercatanzia…». S´intende che il biasimo andava all´abuso che si fa di questa voce e non alla voce in sè, la quale, come ognun sa, è di altissimi natali.
Simpatia è il greco sym-pateia, corrispondente a compassione, soffrire insieme; e sarebbe un altro discorso enumerare le moltissime altre parole nostre nate a un parto da questa benedetta radice path (passione pazienza, paturna, passivo, impassibile, apatico, antipatico, patito ecc.): tanta è la parte che il nostro vivere fa all´idea di sofferenza. Ma quei galantuomini non volevano che a furia di estensioni questa voce, che secondo l´etimologia è di dolore, venisse applicata a qualsivoglia moto, fosse pur leggero o giocondo, dell´animo affettivo, come da chi, per esempio, dicesse: Quella bambina è la mia simpatia, in luogo di: a quella bambina voglio tanto bene, o Amo tanto quella bambina, o più alla buona. Quella bambina è il mio coricino; Il deputato X ha la simpatia della Camera, in luogo di: E´ il Beniamino, è il cucco della Camera. I nostri vecchi non conobbero la voce Simpatia, e per significare quella che con essa noi intendiamo, adoperavano, all´italiana. Attrattiva, Affezione, Benevolenza.
Ma che cosa dire dell´uso di Simpatia nel plurale? Il tale ha destato le mie simpatie, o addirittura, per non ne avanzare al gatto, tutte le mie simpatie. Di chi, potendo scegliere fra Attraente, Gradevole, Favorevole, Piacente, Cortese ecc., non vede che Simpatico, e quest´aggettivo abbassa fino alle cose, onde gli diventano Simpatici i gesti, le iniziative, le occasioni, le feste, le cravatte, e quant´altro, per dirla con l´Arlia, può benedire il prete? Usava spesso Pietro Pancrazi quest´aggettivo; ma come quegli che sapeva molto bene dove il diavolo della lingua tiene la coda, quando diceva, poniamo d´un critico, troppo simpatico, non intendeva già che quel critico fosse un piacevolone da dovergli buttare le braccia al collo (che succede di rado), ma che si sposava troppo della materia e dello stile dell´autore da lui esaminato.
Dopochè in psicologia, col significato di com-passione, la parola Simpatia è menata buona anche in medicina, dove si ha il fenomeno che delle cose che portiamo a paja, come le orecchie, gli occhi e i reni, ammalata che se ne sia una, molte volte s´ammala anche l´altra; e ciò per simpatia. Così, sempre estendendo, ma non mai dimenticando del tutto quel che di fisiologicamente doloroso è all´origine di questa parola, è concesso, almeno dal Rigutini, il potersene servire a designare quel primo e ancora confuso sentimento onde ci sentiamo attratti verso una persona. Dopodichè, volendosi esprimere un fatto tutto morale. Simpatia e Simpatico (come pure i correlativi Antipatia e Antipatico), divengono termini viziosi.
Molti che hanno moglie simpatica, cioè capace di soffrire con loro, non lo sanno: tanto importa conoscere il vero significato delle parole! E come una virtù spesso tira l´altra, moglie simpatica è molte volte anche telepatica: soffre perchè il marito assente soffre. Ma si badi: non è telepatia, come volgarmente si dice, quella per cui il coniuge di sensibilità paranormale ha la quasi visione di ciò che d´illecito si commette in lontananza dall´altro coniuge (fondamento di questa voce essendo che si soffra da tutte e due le parti), ma propriamente telestesia, cioè un conoscere quello che avviene lontano da noi.
Resta che avere moglie simpatica, telepatica e telestesica, è troppa grazia in una volta.
Leo Pestelli
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