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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Molti amori cominciano da una cattiva pronuncia
Language column
Come stiamo a lingua
Author
Leo Pestelli
Date
5
giugno
1954
more header data
[1]
“
Ba
baciami
piccina
„
è
a
volte
affascinante
-
Non
per
nulla
l´
uomo
arrota
l´
erre
-
Consigli
a
signorina
di
bella
presenza
che
si
tiri
su
per
dicitrice
alla
televisione
-
Le
papere
:
Sto
coll´
orto
e
zappo
i
f
rati
[2]
C´
è
una
lingua
,
per
così
dire
tessuta
di
mancamenti
di
pronunzia
,
di
alterazioni
e
formazioni
strane
,
di
giri
,
uscite
,
sensi
occasionali
;
una
lingua
sconsacrata
e
amena
,
viva
come
la
vita
,
della
quale
ragionò
squisitamente
e
con
senso
d´
arte
Idelfonso
Nieri
(
«
Dei
fatti
transitori
proprii
delle
lingue
nell´
atto
che
sono
parlate
»
)
,
in
quella
stessa
Reale
Accademia
lucchese
dove
già
era
risonato
il
senno
linguistico
di
Luigi
Fornaciari
.
[3]
Per
guarire
dei
difetti
di
pronunzia
o
darsene
pace
,
importa
conoscerli
e
distinguerli
bene
.
[4]
La
signorina
di
bella
presenza
che
si
tira
su
per
dicitrice
alla
televisione
,
si
ponga
davanti
allo
specchio
,
e
dicendo
forte
:
«
Sùscipe
!
»
e
subito
dopo
:
«
Ti
piace
la
pasta
coi
ceci
?
»
,
osservi
bene
che
cosa
le
fa
il
mento
;
se
balla
,
vorrà
anche
dire
ch´
ella
ha
pronunciato
male
la
sci
e
le
ci
di
quelle
proposizioni
,
cioè
che
è
affetta
da
bazza
o
baciorina
,
il
primo
e
più
grave
e
immedicabile
dei
difetti
di
pronunzia
.
[5]
Ma
grave
è
anche
la
lisca
,
che
il
Nieri
mirabilmente
spiega
come
quella
pronunzia
per
cui
la
cosidetta
esse
impura
,
invece
di
essere
pronunziata
fra
il
palato
,
la
punta
della
lingua
e
i
denti
davanti
superiori
,
è
pronunziata
fra
la
guancia
e
un
lato
della
lingua
nel
preciso
luogo
delle
caramelle
:
Quella
ll
oria
è
una
brutta
ll
oria
;
dalle
quale
con
la
forza
di
volontà
e
l´
esercizio
si
potrebbe
anche
guarire
.
[6]
Vi
hanno
poi
il
bleso
;
l´
erre
in
gola
o
erre
grassa
,
simile
piuttosto
a
una
ga
ghe
ghi
go
gu
che
a
un
erre
;
la
pronunzia
nasin
a
,
che
per
impedimento
che
trova
la
voce
a
passare
dalla
gola
alle
fosse
nasali
,
sciupa
l´
enne
e
altri
suoni
;
l´
insaponatura
,
che
si
ha
quando
non
si
battono
o
scolpiscono
convenientemente
le
sillabe
,
sì
che
la
lingua
,
non
collocata
ai
suoi
posti
,
scorre
via
come
insaponata
,
notando
solamente
le
vocali
quasi
in
iscivolo
;
e
finalmente
la
speciale
pronunzia
degli
ubriachi
,
a
pallottola
,
transitoria
ma
tanto
frequente
e
diffusa
che
da
molti
si
può
studiare
anche
in
famiglia
.
[7]
E
basti
delle
pronunzie
cattive
,
delle
quali
va
però
ricordato
che
nella
vita
possono
anche
piacere
,
molti
amori
cominciando
di
lì
,
e
qualcuno
persino
da
forme
leggiere
di
balbuzie
,
come
l´
intaccare
o
incheccare
(
Ba
-baciamo
piccina
)
.
[8]
Ciò
è
tanto
vero
che
ci
sono
difetti
di
pronunzia
che
l´
uomo
si
procura
ad
arte
,
per
affettazione
:
il
famoso
erre
arrotato
,
l´
esse
dolce
dove
andrebbe
aspra
,
il
ci
e
il
gi
fatti
«
esplosivi
e
istantanei
»
invece
che
«
fricativi
e
continui
»
(
dicce
e
Luiggi
per
dice
e
Luigi
)
,
e
presso
i
toscaneggianti
senza
discrezione
il
ci
duro
bruciato
,
che
gli
stessi
toscani
canzonano
col
motto
:
«
Un
è
mia
mia
,
è
d´
un´
amia
d´
una
mi´
amia
»
.
[9]
Venendo
ad
altri
accidenti
delle
parole
,
una
delle
più
frequenti
alterazione
è
la
metatesi
,
o
trasposizione
di
lettere
.
[10]
Oltre
a
quelle
che
sono
entrate
in
lingua
(
fradicio
fracido
,
palude
padule
,
spegnere
e
spengere
,
e
altre
moltissime
)
,
la
cieca
fretta
tuttavia
ne
produce
di
nuove
e
più
estese
;
e
talune
prese
a
volo
dal
vigilantissimo
Nieri
sono
surrealisticamente
assai
belle
:
a
Pagiri
!
grido
degli
amanti
inebriati
;
mio
matiro
!
lo
scossone
dell´
adultera
sorpresa
;
e
cunigio
per
cugino
e
va
purci
per
vacci
pure
.
[11]
Dalle
metatesi
alle
papere
,
di
cui
son
pieni
i
libri
di
aneddotica
teatrale
,
il
passo
è
breve
;
si
tratta
sempre
di
scambi
e
trasposizioni
,
talvolta
di
grand´
effetto
:
Via
da
me
larvide
palle
!
[12]
Sto
coll´
orto
e
zappo
i
frati
.
[13]
O
Lume
,
accendete
un
altro
Gigi
.
[14]
E
gli
scerpelloni
a
cui
le
false
analogie
conducono
chi
non
sa
?
[15]
Bozzettisti
e
macchiaioli
ci
trovavano
il
loro
spasso
,
e
sovente
nel
fulgore
d´
uno
sproposito
,
incidevano
un
profilo
,
un
carattere
,
ch´
era
il
burlesco
contrapposto
del
contadino
toscano
boccadoro
,
di
cui
parlammo
la
volta
scorsa
.
[16]
Antille
per
tonsille
;
plenilunio
per
pediluvio
;
un
uomo
di
fibbia
(
per
fibra
)
forte
.
[17]
Assessori
e
preti
del
Fucini
parlano
di
misticismo
di
maschi
e
femmine
nelle
scuole
miste
,
di
fiori
estatici
,
di
vaiolo
che
si
promulga
.
[18]
Ma
più
care
al
Nieri
e
a
noi
che
lo
leggiamo
,
sono
quelle
capestrerie
di
lingua
che
commettiamo
non
per
imperfezione
di
organo
o
per
ignoranza
,
ma
per
il
bisogno
d´
una
parola
che
ci
abbia
a
servire
una
volta
sola
,
con
un
significato
da
intendersi
lì
per
il
ricavato
dall´
insieme
di
tutto
il
discorso
.
[19]
Qui
,
chi
ha
più
estro
,
più
ce
ne
mette
;
e
il
popolo
vince
quasi
sempre
.
[20]
Ora
appiccica
a
una
parola
la
stessa
desinenza
di
quella
che
vuol
ribattere
.
[21]
Così
un
ragazzo
dice
a
un
altro
:
«
Domani
c´
è
la
premiazione
»
,
e
quello
,
per
negarlo
,
gli
risponde
:
«
Domani
c´
è
la
citrullazione
»
.
[22]
Ora
formerà
nuovi
verbi
efficacissimi
da
nomi
proprii
,
sull´
esempio
del
bergolinare
,
da
Bergolino
,
inventato
dal
Sacchetti
.
[23]
Il
Nieri
ricorda
di
aver
sentito
dire
di
un
certo
Gioretti
ch´
era
morto
:
«
Povero
Gioretti
,
non
gioretta
più
!
»
,
splendido
epicedio
che
a
pensarci
bene
racchiude
il
mistero
della
vita
.
[24]
E´
dunque
da
parlare
sbrigliati
;
perché
molto
di
nuovo
,
di
fantastico
e
di
bello
,
ne
può
improvvisamente
nascere
.
[25]
La
Lingua
«
ha
sì
gran
braccia
»
che
raccoglie
anche
quello
che
si
forma
fuori
delle
grammatiche
e
dei
dizionari
;
anzi
di
quello
soprattutto
si
nutre
e
avanza
.
[26]
E
difettosi
nella
pronunzia
e
«
paperisti
»
essa
prende
in
cura
con
gli
scioglilingua
,
un
rimedio
che
come
tutti
i
vecchi
non
promette
miracoli
,
ma
almeno
costa
poco
e
male
non
fa
.
[27]
Scioglilingua
per
casi
leggieri
:
«
O
San
Cristofanuccin
che
stai
nel
muro
,
perchè
quando
t´
insancristofanuccinasti
te
,
non
m´
insancristofanuccinasti
anche
me
?
»
.
[28]
Per
casi
più
serii
:
«
Baston
pontuto
,
foglion
cottuto
;
cottuto
foglione
,
pontuto
bastone
»
.
[29]
Leo
Pestelli
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•
Paragraph view