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Maarten Janssen, 2014-
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L´uso delle parole straniere se necessario, si scusa da sé
Language column
Come stiamo a lingua
Author
Leo Pestelli
Date
4
dicembre
1954
more header data
[1]
L´
uso
delle
parole
straniere
,
quando
è
necessario
,
si
scusa
da
sé
;
quando
non
è
,
bisogna
riconoscere
che
molte
volte
aiuta
l´
uomo
a
farsi
capire
meglio
e
prima
che
se
egli
andasse
pescando
nei
fondi
dei
vocabolari
più
o
meno
corrispondenti
voci
nostrane
.
[2]
Non
ci
sentano
i
puristi
:
ma
chi
in
trattoria
ordina
una
omelette
,
aspetta
meno
di
colui
che
avesse
ordinato
un
pesceduovo
,
che
pur
trovarsi
nel
«
Malmantile
»
di
Lorenzo
Lippi
.
[3]
E
non
di
meno
chi
intarsia
parole
straniere
nel
discorso
,
appunto
perché
intarsia
,
dà
sovente
in
una
non
piccola
difficoltà
:
quella
di
regolare
il
loro
genere
.
[4]
La
questione
del
genere
delle
parole
straniere
non
è
di
facile
soluzione
:
tanto
che
qualcuno
ci
vuol
cedere
un
accidente
mandato
dai
puristi
e
concretato
.
[5]
A
essa
dedicò
una
delle
sue
limpide
“
conversazioni
”
linguistiche
il
compianto
filologo
Giorgio
Pasquali
.
[6]
Difficoltà
non
c´
è
per
parole
di
quelle
lingue
che
a
noi
Italiani
non
dànno
soggezione
,
come
la
francese
,
che
tutti
o
sanno
o
s´
illudono
di
sapere
,
la
spagnola
e
la
portoghese
,
che
molti
intendicchiano
.
[7]
Qui
è
tacitamente
stabilito
che
si
debba
lasciare
immutato
il
genere
della
lingua
originale
.
[8]
I
dubbi
sorgono
per
lingue
meno
note
,
per
esempio
il
tedesco
.
[9]
C´
è
chi
si
regola
secondo
analogia
:
la
Pallplatz
,
perché
si
dice
la
piazza
al
femminile
;
il
Potsdamer-Brücke
perché
si
dice
il
ponte
;
il
Frankfurter
Zeitung
,
perché
si
dice
il
giornale
.
[10]
Ma
questo
sistema
fu
giudicato
arbitrario
e
dal
nostro
filologo
e
da
un
altro
studioso
della
questione
,
il
francese
Albert
Dauzat
;
i
quali
entrambi
proposero
doversi
lasciare
anche
alle
parole
tedeschi
il
genere
della
lingua
originale
,
considerando
ben
inteso
i
neutri
quali
maschili
.
[11]
«
Più
difficili
–
osserva
il
Pasquali
–
è
la
situazione
di
fronte
a
lingue
che
non
hanno
più
genere
se
non
quale
resto
fossile
,
o
a
lingue
che
nei
sostantivi
hanno
fuso
insieme
il
maschile
e
il
femminile
,
lasciando
sussistere
per
sé
solo
il
neutro
,
come
le
nordiche
.
Qui
converrà
saper
distinguere
:
per
sostantivi
che
hanno
un
sesso
o
genere
neutrale
non
c´
è
difficoltà
;
nessuno
dirà
un
miss
;
io
del
resto
esiterei
a
raccomandare
un
Zimmermädchen
e
sarei
disposto
ad
ammettere
per
questo
caso
una
eccezione
anche
per
le
parole
tedesche
.
Manterrei
anche
,
citando
dall´
inglese
,
il
femminile
delle
navi
,
dal
momento
che
per
esse
l´
inglese
ha
qualcosa
di
simile
al
genere
.
Per
le
altre
parole
seguirei
le
analogie
di
parole
affini
o
identiche
etimologicamente
,
latine
,
francesi
,
tedesche
.
Farei
isto
huhhhsaoifhsoif
hdsoifh
history
e
story
e
novel
femminili
anche
in
italiano
,
come
in
latino
e
in
francese
;
e
ardirei
far
maschile
il
work
e
il
word
,
femminile
la
world
secondo
l´
analogia
di
das
Werk
,
das
Wort
,
die
Welt
,
ma
devo
confessare
che
il
metodo
almeno
per
quel
che
riguarda
le
analogie
tedesche
è
un
po´
complicato
.
E
allora
non
rimarrebbe
che
scrivere
la
work
e
la
word
e
il
world
secondo
i
vocaboli
italiani
corrispondenti
.
E
per
molte
,
moltissime
parole
che
non
hanno
affinità
evidenti
né
con
vocaboli
latini
,
né
con
francesi
,
né
con
tedeschi
,
e
le
hanno
caso
mai
soltanto
con
vocaboli
nordici
,
che
suscitano
quanto
al
genere
quasi
la
stessa
difficoltà
,
non
rimarrebbe
che
seguire
questo
metodo
arbitrarissimo
della
voce
italiana
nel
medesimo
significato
»
.
[12]
Metodo
da
applicare
con
giudizio
,
senza
per
esso
spingersi
a
scrivere
«
i
“
Times
”
asseriscono
»
(
come
pur
fanno
i
giornali
tedeschi
;
«
die
“
Times
”
behaupten
»
)
,
o
gli
études
,
solo
perché
la
parola
italiana
corrispondente
è
maschile
(
da
che
si
verrebbe
allo
sconcio
:
i
nouvelles
études
)
,
o
la
flirt
,
solo
perché
,
secondo
una
divulgata
ma
non
certa
etimologia
,
flirt
verrebbe
da
fleurette
(
fleurete
r
,
conter
fleurettes
,
dire
paroline
dolci
,
far
complimenti
)
.
[13]
La
strada
delle
voci
straniere
è
dunque
larga
e
comoda
,
ma
fino
a
un
certo
punto
;
né
sempre
mette
conto
d´
abbandonare
per
essa
quella
stretta
e
disagiata
della
purezza
.
[14]
Flirt
e
flirtare
fanno
comodo
,
ma
sono
veramente
voci
insostituibili
?
[15]
Bisogna
riconoscere
che
delle
moltissime
italiane
che
furono
proposte
,
nessuna
coglie
perfettamente
nel
segno
.
[16]
Amoreggiamento
Amoretto
Capriccio
Civetteria
Corteggiamento
Inclinazione
Mezza
cotta
Passioncella
ecc
.
sono
e
non
sono
il
flirt
.
[17]
E
per
flirtare
,
Amoreggiare
Dameggiare
(
ma
più
per
arte
,
ozio
e
desiderio
di
piacere
che
per
amore
)
Civettare
Frascheggiare
Fiorellare
Tubare
Vagheggiare
e
altri
verbi
,
tengono
tutti
del
difettivo
.
[18]
Meglio
forse
degli
studiosi
ha
trovato
il
popolo
:
il
lombardo
Limonare
;
il
bolognese
Filare
e
Filarino
;
il
napoletano
Fare
´
u
farenelle
;
il
romano
Fare
il
patiral
,
e
il
toscano
e
più
conveniente
di
tutti
,
Fare
l´
olio
.
[19]
Leo
Pestelli
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