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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
I vespisti coi loro crepiti sono nati senza levatrice
Language column
Come stiamo a lingua
Author
Leo Pestelli
Date
1
agosto
1953
more header data
[1]
Industria
e
tecnica
,
le
parole
nuove
se
le
fabbricano
da
sè
-
Rifinitura
meglio
di
finissaggio
;
e
invece
di
pistone
diciamo
stantuffo
-
Le
regole
non
sono
che
licenze
cristallizzate
-
Il
poeta
inventa
,
il
grammatico
annota
-
Problema
del
Lei
:
maschio
o
femmina
?
[2]
Dai
Classici
si
può
imparare
non
soltanto
l´
osservanza
delle
regole
grammaticali
,
ma
anche
e
soprattutto
la
violazione
di
esse
;
imparare
quel
che
il
De
Amicis
,
nel
suo
bel
libro
sulla
lingua
,
chiama
«
gli
ardiri
»
e
poi
spiega
,
umoristicamente
,
come
«
la
cravatta
per
traverso
»
.
[3]
Alle
regole
si
deve
il
rispetto
che
alle
vecchie
zitelle
,
condito
d´
un
interno
risolino
circa
le
loro
virtù
supposte
.
[4]
Ad
affissarle
troppo
,
scoprono
mille
incertezze
,
contradizioni
,
sbavature
;
e
il
disgraziato
che
vi
prosciughi
su
il
cervello
,
vede
alla
fine
un
teschio
che
gli
ride
.
[5]
Che
cosa
sono
finalmente
le
regole
,
con
tutto
il
loro
strascico
di
sottoregole
,
restrizioni
,
riserve
,
eccezioni
,
se
non
licenze
cristallizzate
?
[6]
Prima
viene
il
poeta
e
fa
quello
che
vuole
;
appresso
entra
il
grammatico
,
a
rappiccicare
i
cocci
.
[7]
Quando
Dante
scrisse
:
«
parlare
e
lagrimar
vedrai
insieme
…
»
,
non
fece
grammaticalmente
una
buona
figura
:
ma
i
retori
,
con
una
controfigura
,
quello
dello
zeugma
o
aggiogamento
,
consistente
nel
riferire
un
verbo
a
più
parole
diverse
mentre
per
il
senso
non
converrebbe
propriamente
che
a
una
di
esse
,
ci
misero
prontamente
una
toppa
.
[8]
Ci
sono
persone
delicate
che
alla
prima
difficoltà
si
scoraggiano
;
e
dovendo
putacaso
scrivere
una
lettera
a
personaggio
maschile
di
riguardo
,
da
trattarsi
col
lei
e
fin
con
l´
ella
,
per
non
sapere
come
concordare
a
questi
pronomi
femminili
,
gli
aggettivi
,
lasciano
di
scrivere
,
spesso
con
pregiudizio
e
del
loro
buon
nome
e
dei
loro
interessi
.
[9]
Questo
fanno
non
perchè
veramente
non
sappiano
(
il
buon
senso
ha
già
parlato
)
,
ma
perchè
col
buon
senso
soltanto
non
si
sentono
abbastanza
sicuri
,
temono
alle
spalle
la
pugnalata
della
regola
.
[10]
Si
mettano
pure
tranquilli
,
e
sull´
esempio
degli
antichi
che
saltavano
coll´
asta
ben
altri
ostacoli
di
questo
,
scrivano
:
Lei
che
è
tanto
buono
…
[11]
Lei
è
fortunato
.
[12]
Sa
Ella
che
è
curioso
?
.
.
.
e
via
dicendo
,
concordando
l´
aggettivo
sempre
col
sesso
.
[13]
Del
resto
c´
è
una
figura
retorica
(
s´
è
pensato
a
tutto
)
anche
per
questa
discordanza
:
si
chiama
sillessi
o
costruzione
di
pensiero
;
e
permette
di
dire
:
Vossignoria
è
malato
;
la
maggior
parte
scesero
in
piazza
,
e
altre
ardite
piacevolezze
.
[14]
La
regola
di
quando
si
debba
usare
suo
e
quando
di
lui
è
delle
meno
torbide
;
eppure
a
starci
troppo
su
,
può
condurre
a
rendere
il
facile
,
difficile
.
[15]
L
´
importante
è
di
evitare
,
ora
con
l´
una
ora
con
l´
altra
forma
,
equivoci
e
oscurità
.
[16]
«
Tizio
sorprese
Caio
con
sua
moglie
e
lo
maciullò
»
.
[17]
La
regola
che
vuole
il
pronome
suo
riferito
al
soggetto
della
proposizione
,
è
qui
perfettamente
osservata
e
s´
accorda
col
buon
senso
,
giacché
non
può
trattarsi
che
della
moglie
di
Tizio
nessuno
è
maciullato
da
terzi
per
farsi
trovare
con
la
propria
moglie
:
è
questo
il
suo
diritto
(
e
troppo
più
spesso
il
suo
dovere
)
.
[18]
Ma
ecco
:
«
Caio
fu
maciullato
da
Tizio
perchè
sorpreso
con
sua
moglie
»
.
[19]
Qui
,
anche
se
la
grammatica
fa
il
viso
brutto
e
vorrebbe
:
«
con
la
moglie
di
lui
»
,
il
senso
tuttavia
ci
rassicura
trattarsi
della
stessa
signora
di
prima
:
invertito
il
costrutto
,
la
situazione
è
rimasta
.
[20]
L´
equivoco
,
dove
può
cadere
,
chi
parla
e
scrive
attento
,
lo
avverte
subito
;
e
non
si
scriverà
:
«
Raffaello
…
a
Bindo
Altoviti
fece
il
ritratto
suo
»
,
perché
quel
suo
,
chi
lo
riferisse
al
pittore
,
potrebbe
esser
cagione
che
si
credesse
ritratto
di
Raffaello
,
e
come
tale
divulgato
,
quello
che
invece
è
ritratto
dell`
Altoviti
:
come
per
l´
appunto
è
avvenuto
,
secondo
narra
il
Fornaciari
padre
,
e
chi
scrisse
così
non
era
un
imbrattacarte
,
ma
un
grande
artista
anche
della
penna
,
il
Vasari
:
per
dire
come
i
grandi
scrittori
antichi
ci
andavano
disinvolti
.
[21]
Gli
«
ardiri
»
,
oltrechè
dai
Classici
,
anche
si
possono
più
modestamente
imparare
dagli
industriali
.
[22]
L´
industria
,
e
quella
sua
maggior
sorella
che
è
la
tecnica
,
hanno
continuamente
bisogno
di
parole
nuove
.
[23]
Come
devono
fare
,
mandarle
a
chiedere
alla
Crusca
?
[24]
Se
le
fabbricano
da
sè
,
secondo
le
occorrenze
;
memori
(
o
come
se
lo
fossero
)
del
monito
del
Tommaseo
:
«
mettersi
alla
testa
,
non
alla
coda
dell´
uso
»
.
[25]
Ora
però
alcuni
industriali
,
deputati
a
compilare
un
Vocabolario
tecnico
dell´
automobile
,
sono
colti
da
perplessità
,
dubbi
,
non
diciamo
rimorsi
;
qualunque
materia
tratti
,
un
dizionario
è
sempre
,
come
diceva
il
Petrocchi
,
una
camiciata
,
cioè
un´
aspra
fatica
,
anche
perchè
riduce
all´
incontentabilità
le
più
facili
nature
d´
uomo
.
[26]
E´
il
momento
dei
nodi
al
pettine
;
e
quel
che
li
fa
inquieti
sono
le
troppe
voci
terminanti
in
aggio
,
un
suffisso
che
ha
sempre
puzzato
forte
di
francese
.
[27]
D´
altra
parte
li
rincora
che
Dante
abbia
usato
vi
s
aggio
,
e
che
vadano
tra
le
meno
sospettabili
parole
della
nostra
lingua
:
formaggio
,
maggio
,
viaggio
,
selvaggio
,
servaggio
e
molte
altre
…
[28]
Per
quel
che
può
pesare
il
nostro
debole
parere
,
potendo
scegliere
,
la
terminazione
ura
è
però
sempre
da
preferire
come
più
italiana
Centratura
,
meno
male
di
centraggio
;
montatura
(
che
non
potrebbe
seriamente
confondersi
con
quella
degli
occhiali
)
,
di
montaggio
;
finitura
e
più
ancora
rifinitura
,
assolutamente
meglio
,
dioneliberi
,
di
finissaggio
.
[29]
Troppo
radicato
ormai
nell´
uso
dei
tecnici
è
invece
alesaggio
(
e
a
cambiarlo
in
alesatura
non
si
guadagnerebbe
molto
)
;
mentre
i
suoi
derivati
alesare
e
alesatrice
potrebbero
,
senza
troppo
sbiadimento
di
senso
,
sostituirsi
con
levigare
e
levigatrice
.
[30]
Il
francese
pistone
non
ha
ragione
di
prevalere
sull´
italiano
e
onomatopeico
stantuffo
;
mentre
per
perno
di
stantuffo
(
tre
parole
)
c´
è
chi
,
con
ragione
,
propone
un
semplice
spinotto
.
[31]
Ma
fuori
di
questo
lezzo
,
anche
sui
termini
meno
ostici
si
fanno
questioni
.
[32]
Lampada
o
lampadina
?
[33]
Nel
linguaggio
comune
,
il
secondo
termine
designa
o
una
lampada
piccola
o
quella
parte
di
essa
,
perina
o
palla
,
che
manda
la
luce
.
[34]
Ma
quella
dei
proiettori
dell´
automobile
potrebbe
dirsi
propriamente
lampadina
,
quando
confrontata
con
quella
dell´
otorinolaringoiatra
,
fa
figura
di
lampadona
?
[35]
E
più
generalmente
:
si
affanno
i
diminuitivi
al
ferrigno
linguaggio
tecnico-industriale
?
[36]
Circa
volante
,
cruscotto
,
radiatore
,
cofano
e
quelle
tante
altre
voci
che
sono
l´
unica
parte
dell´
automobile
posseduta
anche
dai
pedoni
,
è
probabile
che
una
per
una
possano
essere
tacciate
di
impure
e
improprie
,
si
che
un
pedante
della
lingua
,
capitandoci
in
mezzo
,
ne
farebbe
quel
governo
che
un
leone
degli
agnelli
.
[37]
Ma
l´
ultimo
di
loro
è
andato
in
rimessa
coll´
ultima
carrozza
a
cavalli
;
e
l´
automobile
,
con
tutti
i
suoi
neologismi
bene
avvitati
,
non
si
lascia
più
toccare
da
nessuno
.
[38]
Ape
regina
del
motore
ha
seco
un
corteggio
di
insetti
che
hanno
diversi
nomi
,
ma
che
l´
uso
ormai
raggruppa
sotto
quello
di
vespe
,
vittorioso
anche
all´
estero
.
[39]
Ed
ecco
nati
da
sè
,
senza
levatrice
,
i
vespisti
,
coi
loro
crepiti
,
le
loro
amichette
di
scorta
,
i
loro
clubs
(
uno
anche
nella
Francia
dell´
ovest
,
e
ne
dà
notizia
il
Figaro
)
motoculturali
.
[40]
Leo
Pestelli
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