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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
L’onore degli altri
Language column
Come stiamo a lingua
Author
Leo Pestelli
Date
1
gennaio
1954
more header data
[1]
La
signora
X
ha
“
degli
„
amanti
o
appena
tre
o
quattro
?
-
Risparmio
di
tempo
e
d’
inchiostro
-
Due
forme
per
tenere
il
marito
in
casa
–
L’
ultimo
spiraglio
[2]
Fra
i
buoni
proposti
per
l´
anno
nuovo
ci
sia
di
smettere
,
anzi
di
dismettere
che
significa
abbandono
più
intero
,
tre
abusi
contrari
all´
indole
di
nostra
mamma
Lingua
,
venutici
per
una
delle
solite
inframmettenze
della
zia
di
Francia
.
[3]
Il
primo
è
l’
abuso
degli
articoli
partitivi
del
della
,
dei
delle
;
che
il
cadente
anno
ha
lasciato
correre
come
e
forse
più
dei
precedenti
.
[4]
Codesti
articoli
,
che
al
singolare
si
tolgono
per
significare
una
parte
o
quantità
indeterminata
d´
una
cosa
(
«
cominciò
ad
aspettare
che
le
giovani
gli
gettassero
del
pesce
»
,
Boccaccio
)
,
al
plurale
un
numero
indeterminato
di
cose
separatamente
prese
da
un
dato
genere
(
«
Lo
zelo
fa
dei
nemici
»
,
Manzoni
)
;
che
,
sebben
di
rado
,
pur
si
trovano
usati
anche
dopo
le
preposizioni
con
,
a
e
per
(
«
con
tal
parole
e
dell
´
altre
assai
»
.
Berni
;
«
Diede
di
piglio
a
de´
sassi
»
,
S
.
Gregorio
;
«
Son
venuto
per
del
pane
»
,
Caro
)
,
differiscono
dai
pronomi
un
poco
,
qualche
,
alcuni
e
sim
,
perché
sono
più
indeterminati
;
e
appunto
nel
non
tener
conto
di
questa
differenza
,
consiste
il
moderno
abuso
»
.
[5]
Lasciamo
il
marchiano
:
«
la
tale
ha
dei
begli
occhi
»
,
quasi
non
si
sapesse
che
ne
ha
due
;
ma
con
la
leggerezza
e
facendo
a
palla
dell´
onore
altrui
,
affermiamo
che
la
signora
X
ha
degli
amanti
,
ove
si
sappia
che
ne
ha
appena
tre
o
quattro
,
cioè
qualche
,
alcuni
.
[6]
Più
lo
scrittore
è
buono
,
più
è
parsimonioso
di
questi
partitivi
;
e
le
moltissime
volte
che
sono
inutili
,
lo
sente
,
e
applicando
la
buona
regola
suggerita
dal
Migliorini
,
li
salta
.
[7]
Ma
per
il
francese
che
romba
negli
orecchi
,
la
maggioranza
li
semina
nuocendo
alla
snellezza
del
dire
.
[8]
E
niente
più
di
questi
inutili
partitivi
(
«
…
predicare
come
dei
doveri
quelli
che
sono
dei
semplici
istinti
»
)
fa
segno
di
un
italiano
infrancesato
.
[9]
Il
secondo
abuso
è
quello
dell’
egli
,
dell
’
io
e
di
altro
pronome
personale
innanzi
alle
persone
del
verbo
,
quasi
che
la
lingua
italiana
,
più
conforme
in
questo
al
greco
e
al
latino
che
al
francese
,
all´
inglese
e
al
tedesco
,
non
si
possa
sottrarre
a
questa
servitù
.
[10]
Il
pronome
innanzi
alla
persona
del
verbo
è
un’
arma
da
serbarsi
a
certe
circostanze
,
a
certe
sfumature
;
un´
arma
che
si
spunta
a
usarla
troppo
.
[11]
La
moglie
italiana
ha
due
forme
per
tenere
il
marito
in
casa
:
«
Ti
proibisco
d´
uscir
e
»
,
e
«
Io
ti
proibisco
d´
uscire
»
.
[12]
Chi
non
sente
che
la
seconda
proposizione
,
sebbene
di
giro
più
agiato
,
è
più
stringente
,
perentoria
della
prima
?
che
rampolla
più
dal
fondo
della
volontà
?
che
chiude
anche
l´
ultimo
spiraglio
?
[13]
Parimente
,
dovendo
mettere
in
contrasto
due
proposizioni
,
l´
uso
del
pronome
è
sacrosanto
:
Io
piangevo
ed
ella
rideva
.
[14]
Ma
in
tutti
gli
altri
casi
,
sempre
che
il
senso
soccorra
,
si
può
far
di
meno
del
pronome
personale
con
risparmio
di
tempo
e
d´
inchiostro
.
[15]
Terzo
abuso
è
quello
dei
possessivi
dichiarati
superflui
dal
senso
della
frase
,
i
molti
mio
,
suo
,
nostro
,
loro
ecc
.
di
che
imbottiamo
,
sempre
per
simpatia
col
francese
,
discorsi
e
scritti
,
«
Dionigi
,
non
trovando
il
suo
cappello
,
bastonò
sua
sorella
»
.
[16]
Ecco
due
possessivi
che
non
fanno
nè
ficcano
.
[17]
Cappello
e
sorella
sono
cose
personali
,
che
ricadono
naturalmente
al
soggetto
;
onde
:
«
D
.
,
non
trovando
il
cappello
,
bastonò
la
sorella
»
è
anche
troppo
chiaro
.
[18]
Da
questi
ripieni
ci
guarderemo
,
e
per
converso
integreremo
certe
lacune
che
la
nostra
lingua
sopporta
male
.
[19]
Sono
falsi
risparmi
:
successo
,
usato
in
senso
assoluto
per
buono
,
lieto
,
felice
successo
,
e
non
avere
successo
per
averlo
cattivo
,
tristo
,
infelice
;
tipo
(
è
un
tipo
!
)
senza
specificare
se
bello
,
brutto
o
come
;
e
così
qualità
,
classe
,
gusto
e
altrettali
parole
che
hanno
bisogno
di
determinazione
e
alle
quali
si
vuol
dare
per
forza
un
senso
determinato
.
[20]
Non
scusa
quest´
abuso
agli
occhi
dei
puristi
il
fatto
che
quando
diciamo
:
un
barbiere
di
qualità
,
un
artista
di
classe
,
un
critico
di
gusto
,
tutti
capiscono
perfettamente
quello
che
vogliamo
dire
:
persino
loro
!
[21]
Ai
lettori
.
[22]
Tale
che
ci
ha
letto
sul
plurale
dei
nomi
composti
vorrebbe
sapere
come
regolarsi
coi
nomi
proprii
di
persona
risultati
dall´
accoppiamento
di
due
nomi
.
[23]
Dovendoli
per
enfasi
o
altro
(
tutto
può
accadere
)
voltare
al
plurale
,
ci
pare
debbasi
,
per
analogia
coi
nomi
composti
di
due
sostantivi
dello
stesso
genere
,
mutare
la
desinenza
soltanto
del
secondo
,
e
pertanto
dire
:
le
Annamarie
mi
rimasero
sempre
indigeste
;
alla
larga
dai
Gia
npaoli
;
morte
alle
Rosalbe
,
e
così
via
.
[24]
Un
altro
sarcasticamente
domanda
se
in
Italia
esistano
ancora
i
sudditi
,
parola
da
lui
letta
su
certi
cartelli
d´
una
Mostra
«
allestita
per
istruire
gli
Italiani
»
.
[25]
Se
suddito
vale
sottoposto
ad
autorità
sovrana
,
temiamo
che
la
parola
si
mantenga
anche
in
repubblica
.
[26]
Il
più
lusinghevole
cittadino
urta
nella
difficoltà
di
doversi
estendere
anche
ai
campagnoli
.
[27]
Del
resto
il
Tommaseo
toglie
tutte
le
illusioni
:
«
Suddito
:
quegli
che
è
sottoposto
a
signoria
di
Principi
o
di
Repubbliche
o
di
Signori
»
.
[28]
Bisogna
striderci
.
[29]
(
Anno
che
passa
,
neologismo
che
resta
:
netturbino
,
per
addetto
al
servizio
della
nettezza
urbana
,
sbocciato
a
Roma
)
.
[30]
Leo
Pestelli
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