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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Perché è morta la “salvanza”?
Language column
Parole in corso
Author
Gian Luigi Beccaria
Date
21
aprile
2012
more header data
[1]
Media
,
invenzioni
d’
autore
,
anglismi
[2]
hanno
cambiato
il
“
neoitaliano
”
[3]
Nel
suo
ultimo
libro
(
Eccessi
di
parole
,
Cesati
ed
.
,
2012
)
Vittorio
Coletti
colloca
nella
seconda
parte
pagine
impegnate
con
passione
e
alta
competenza
intorno
agli
eccessi
di
lingua
che
la
società
condanna
e
la
politica
ha
negli
ultimi
anni
esaltato
e
manipolato
.
[4]
Il
libro
comprende
anche
,
nella
prima
parte
,
un
«
Museo
di
parole
perdute
»
,
capitolo
dedicato
alle
parole
che
l’
italiano
ha
perso
per
strada
lungo
il
suo
lungo
cammino
.
[5]
Un’
infinita
teoria
di
condannati
,
o
di
abortiti
:
dal
verbo
«
salvare
»
s’
è
perduto
salvanza
,
da
«
scappare
»
la
scappatura
cinquecentesca
,
e
si
sono
perduti
tan-
[6]
Il
70%
dei
neologismi
della
nostra
lingua
sono
prodotti
della
seconda
metà
del
Novecento
[7]
tissimi
doppioni
fonologici
(
ufficio
e
non
più
uffizio
,
giovane
e
non
più
giovine
)
.
[8]
Se
aprite
un
grande
dizionario
potrete
notare
la
quantità
di
forme
comatose
,
ivi
indicate
come
«
obsolete
»
,
arcaiche
,
e
non
più
in
uso
.
[9]
Ma
ben
più
grande
il
numero
delle
decedute
.
[10]
Basterebbe
pensare
a
come
,
con
la
perdita
del
prestigio
che
nei
primi
secoli
aveva
il
provenzale
,
sia
stata
falcidiata
la
bella
famiglia
dei
sostantivi
in
-anza
(
accordanza
,
allegranza
,
perdonanza
ecc
.
)
che
popolava
le
nostre
prose
e
i
nostri
versi
.
[11]
Al
capitolo
dedicato
alla
morte
Coletti
fa
immediatamente
seguire
un
capitolo
sulla
vita
,
sul
rinnovo
.
[12]
A
parte
il
ricco
apporto
dei
secoli
passati
,
è
dal
Novecento
,
in
particolare
a
partire
dagli
anni
sessanta
che
in
Italia
tutto
cambia
,
esplode
il
«
neoitaliano
»
che
dispiaceva
a
Pasolini
,
e
negli
anni
ottanta
il
fenomeno
si
fa
vistosissimo
.
[13]
Molte
le
parole
occasionali
,
moltissime
le
effimere
,
invenzioni
d’
autore
,
e
le
parole
straniere
,
soprattutto
anglismi
.
[14]
Comunque
,
nella
enorme
banca
dati
del
Grande
dizionario
italiano
dell’
uso
di
Tullio
De
Mauro
,
circa
la
metà
(
esattamente
il
48
,
43%
)
del
totale
,
sono
acquisizioni
del
XX
secolo
e
nella
banca
dati
del
Sabatini-Coletti
quasi
il
70%
dei
neologismi
sono
prodotti
del
secondo
Novecento
.
[15]
Molti
dei
neologismi
non
hanno
però
avuto
futuro
,
e
per
varie
ragioni
(
per
esempio
,
il
terreno
politico
fu
più
propizio
a
pacifismo
,
che
cacciò
disarmismo
)
.
[16]
Alle
voci
azzardate
Coletti
dedica
ancora
il
capitolo
«
Parole
senza
fortuna
»
.
[17]
Tra
esse
naturalmente
quelle
legate
a
precisi
momenti
storici
(
come
glasnost
,
perestrojka
)
o
inventate
sul
momento
ma
rifiutate
dall’
uso
(
per
esempio
il
bellissimo
vidiota
,
sull’
inglese
vidiot
,
riferito
all’
idiota
che
consuma
il
suo
cervello
davanti
al
televisore
,
oppure
rompiscatolismo
,
menopausico
,
mezzacalzetteria
,
battutiero
,
blablare
,
incavolabile
,
invenzioni
di
giornalisti
vivaci
)
.
[18]
Tutte
parole
«
esodate
»
,
per
dirla
con
neologismo
dell’
ultima
ora
.
[19]
A
proposito
,
speriamo
che
quest’
ultimo
rientri
presto
nell’
«
Ospizio
di
parole
perdute
»
(
rubrica
di
«
Lingua
nostra
»
)
o
nel
ricco
capitolo
sesto
del
libro
di
Coletti
,
«
Un
secolo
di
parole
mancate
»
,
le
parole
precocemente
venute
meno
al
punto
da
non
essere
mai
entrate
nei
dizionari
.
[20]
gianluigi
.
beccaria@unito
.
it
[21]
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