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Maarten Janssen, 2014-
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Non è tutto oro quel che è “basic”
Language column
Parole in corso
Author
Gian Luigi Beccaria
Date
7
aprile
2012
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[1]
Sulla
proposta
del
ministro
[2]
di
favorire
corsi
universitari
in
lingua
[3]
Oggi
l'
inglese
è
la
lingua
egemone
,
è
il
«
latino
»
che
si
adottò
sin
dal
Medioevo
nelle
università
d'
Europa
come
lingua
universale
,
la
lingua
che
i
dotti
devono
sapere
.
[4]
Vedo
che
nella
valutazione
dei
«
prodotti
»
scientifici
vale
il
principio
(
inaccettabile
)
che
una
pubblicazione
scritta
in
inglese
,
non
dico
ovviamente
di
fisica
o
di
medicina
ma
sull'
Ariosto
o
su
Primo
Levi
poniamo
,
vale
molto
di
più
di
quella
scritta
in
italiano
.
[5]
Ma
veniamo
all'
oggetto
del
contendere
.
[6]
Il
ministro
Francesco
Profumo
ha
deciso
di
favorire
in
Italia
corsi
universitari
in
inglese
.
[7]
In
risposta
a
un
intervento
negativo
(
quanto
alla
scelta
anglofona
)
di
[8]
Puntare
su
una
lingua
sola
della
scienza
può
portare
a
un
declino
dei
saperi
diffusi
[9]
Tullio
Gregory
,
Giovanni
Azzone
,
rettore
del
Politecnico
di
Milano
,
ha
annunciato
sul
«
Corriere
della
Sera
»
che
nel
2013
i
corsi
del
suo
Ateneo
per
la
laurea
magistrale
e
per
il
dottorato
saranno
tenuti
esclusivamente
in
inglese
.
[10]
Del
tema
si
discute
moltissimo
in
questi
giorni
.
[11]
Se
ne
discuterà
all'
«
Accademia
della
Crusca
»
,
e
ne
discutono
gli
storici
della
lingua
.
[12]
I
difensori
dell'
inglese
sostengono
che
la
lingua
non
è
un
fine
,
ma
un
mezzo
,
che
l'
inglese
,
in
un
ambiente
«
globale
»
,
serve
a
formare
professionisti
in
grado
di
trovare
un
lavoro
in
Europa
o
fuori
Europa
,
di
lavorare
senza
difficoltà
di
comunicazione
a
contatto
con
persone
di
differenti
culture
e
lingua
,
e
che
con
l'
inglese
gli
scambi
si
fanno
sempre
più
fluidi
,
si
facilita
di
molto
la
mobilità
degli
studenti
e
dei
ricercatori
.
[13]
Tutto
verissimo
,
e
sacrosanto
.
[14]
Ma
i
difensori
dell'
italiano
(
già
seriamente
preoccupati
del
fatto
che
nelle
nostre
scuole
la
capacità
di
capire
un
testo
scritto
è
sempre
più
ridotta
)
osservano
intanto
che
il
problema
non
è
linguistico
soltanto
,
bensì
politico-culturale
.
[15]
Il
nostro
mondo
non
è
fatto
soltanto
di
bravissimi
e
benemeriti
«
bocconiani
»
e
«
normalisti
»
.
[16]
La
cultura
che
una
università
trasmette
non
deve
limitarsi
a
valorizzare
e
generare
soltanto
le
positive
«
eccellenze
»
tecniche
.
[17]
La
«
crescita
»
di
un
paese
è
ancora
come
sempre
legata
alla
creatività
,
all'
educazione
della
persona
e
del
cittadino
anche
meno
fortunato
.
[18]
Trascurare
l'
insegnamento
della
nostra
lingua
nazionale
separerà
sempre
più
il
contenuto
dei
saperi
dalla
lingua
materna
,
da
rottamare
tra
le
cose
inservibili
.
[19]
Se
nel
volgere
di
pochi
decenni
la
lingua
italiana
si
troverà
mutilata
e
inadatta
alla
trasmissione
della
scienza
e
della
tecnica
,
ci
saranno
delle
conseguenze
negative
sulla
possibilità
pubblica
di
comprensione
del
sapere
.
[20]
Se
puntiamo
su
una
lingua
sola
come
lingua
della
scienza
,
assisteremo
a
un
declino
rapido
dei
saperi
diffusi
.
[21]
Non
vorremmo
proprio
che
mancassero
all'
italiano
le
parole
per
parlare
di
scienza
.
[22]
Pochi
«
duci
»
validissimi
,
preparatissimi
,
privilegiati
(
ma
sradicati
)
guiderebbero
col
loro
inglese
basic
«
legioni
»
di
sprovveduti
.
[23]
La
massa
degli
«
sfigati
»
andrà
aumentando
a
dismisura
.
[24]
gianluigi
.
beccaria@unito
.
it
[25]
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