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Maarten Janssen, 2014-
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Manzoni, la bella lavanderina
Language column
Parole in corso
Author
Gian Luigi Beccaria
Date
24
marzo
2012
more header data
[1]
Cari
studenti
:
quando
il
divertimento
[2]
nasce
dall’
inconsapevolezza
[3]
La
barzelletta
è
un
vero
e
proprio
racconto
.
[4]
L’
arguzia
invece
non
ha
struttura
narrativa
,
è
un’
asserzione
il
cui
effetto
dipende
dall’
efficacia
della
sorpresa
,
secondo
un
gioco
che
consiste
nel
far
deragliare
a
un
certo
punto
gli
elementi
verbali
o
concettuali
,
farli
arrivare
a
un
punto
di
divaricazione
nettamente
bipartito
,
per
cui
appena
vengono
associate
due
matrici
abitualmente
incompatibili
,
scatta
l’
intelligenza
della
trovata
spiritosa
.
[5]
Cesare
Segre
raccontava
del
grande
linguista
russo
Roman
Jakobson
,
perennemente
in
viaggio
tra
Europa
e
America
,
il
quale
per
giocosità
verbale
e
senso
polemico
contro
i
formulari
che
ogni
volta
gli
toccava
compilare
al
ritorno
negli
Stati
Uniti
,
alla
domanda
sullo
«
stato
civile
»
attestava
il
suo
essere
«
poligamo
diacronico
e
monogamo
sincronico
»
.
[6]
Ma
talvolta
il
divertimento
nasce
dall’
inconsapevolezza
.
[7]
Mi
scuso
in
anticipo
con
chi
si
dovesse
eventualmente
riconoscere
nella
citazione
(
assicuro
che
per
par
condicio
rimanderò
in
una
prossima
occasione
a
siti
vari
che
raccolgono
gli
strafalcioni
dei
professori
)
,
ma
non
posso
nascondere
l’
ilarità
di
quando
a
un
esame
,
alla
domanda
chi
fosse
nel
verso
di
Gozzano
quel
«
Loreto
impagliato
»
messo
lì
nel
salotto
tra
le
cose
di
pessimo
gusto
,
lo
sventurato
rispose
che
doveva
essere
«
il
santuario
di
Loreto
»
;
o
quando
al
«
che
cosa
sono
le
comunicazioni
di
massa
»
lo
sciagurato
rispose
.
.
.
[8]
«
il
treno
»
.
[9]
In
altra
occasione
toccò
a
Manzoni
,
le
cose
non
andavano
nel
verso
giusto
,
e
allora
ci
stavamo
accontentando
di
un
«
mi
dica
quello
che
sa
sui
Promessi
Sposi
»
,
ma
all’
esordio
«
Manzoni
sciacquò
i
panni
in
Arno
»
,
non
mi
trattenni
dallo
sbottare
«
E
che
è
,
la
bella
lavanderina
?
»
.
[10]
Me
ne
scuso
,
alla
distanza
,
ma
addio
davvero
a
ogni
ludismo
verbale
,
o
motto
di
spirito
!
[11]
Dell’
ignoranza
non
si
dovrebbe
ridere
,
ma
come
si
fa
quando
uno
studente
(
è
capitata
anche
questa
,
a
una
collega
romana
)
ti
comincia
a
parlare
dell’
«
elsiuone
»
di
D’
Annunzio
(
che
sarebbe
poi
l’
Alcyone
)
,
o
quando
un
buon
giovane
dei
nostri
esordì
parlando
del
«
lessico
sopraelevato
»
di
Petrarca
(
e
che
!
lo
elaborava
in
soppalco
?
)
.
[12]
Petrarca
,
chissà
perché
,
attiva
negli
studenti
la
più
scatenata
fantasia
combinatoria
:
c’
è
stato
un
giovane
che
a
domanda
rispose
che
la
lingua
del
Nostro
è
«
piena
di
euforismi
»
(
espressione
tecnica
assolutamente
corretta
)
,
e
alla
richiesta
di
spiegare
che
cosa
fossero
aggiunse
che
li
usava
«
perché
era
contento
di
essere
tanto
innamorato
di
Laura
,
e
quindi
la
sua
lingua
diventava
euforica
»
.
[13]
Ce
n’
è
stato
un
altro
che
venuto
a
discorrere
a
proposito
di
un
testo
,
non
ricordo
quale
,
dove
compariva
la
forma
«
in
Ispagna
»
prese
a
dire
che
trattavasi
«
della
famosa
i
prostatica
»
.
[14]
Ancora
sulla
lingua
italiana
e
le
sue
varietà
un
altro
(
non
sto
inventando
)
prese
a
parlare
con
disinvoltura
della
«
varietà
diamesica
»
(
benissimo
)
,
della
«
diastratica
»
(
bene
)
,
e
concluse
che
la
più
importante
però
era
l’
«
afasica
»
.
[15]
Non
so
invece
se
sia
vera
quella
risposta
che
da
un
po’
gira
per
l’
Italia
,
sull’
esaminando
che
alla
richiesta
di
qualche
indicazione
bibliografica
su
Manzoni
rispose
che
non
esisteva
nulla
!
[16]
Aveva
letto
sul
manuale
che
«
la
bibliografia
è
sterminata
»
.
[17]
Distrutta
,
forse
tra
le
fiamme
di
biblioteche
andate
a
fuoco
.
[18]
gianluigi
.
beccaria@unito
.
it
[19]
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