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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Com’è noioso quel filósico
Language column
Parole in corso
Author
Gian Luigi Beccaria
Date
10
marzo
2012
more header data
[1]
Come
si
trasformano
le
parole
dotte
[2]
quando
vengono
adottate
dai
dialetti
[3]
Latino
»
significa
nei
nostri
dialetti
scorrevole
,
o
irriguardoso
(
in
Lombardia
e
nel
Veneto
ladin
de
boca
,
a
Bologna
ladein
‘
d
lengua
)
,
oppure
manesco
(
ladin
de
man
ancora
in
Lombardia
e
nel
Veneto
)
o
spendaccione
(
a
Como
ladin
de
borsa
)
.
Leggo
poi
in
un
dizionario
dialettale
che
nelle
campagne
di
Avellino
filósico
«
filosofo
»
indica
la
persona
bizzarra
o
noiosa
.
Questa
è
la
sorte
che
tocca
a
molta
parte
delle
parole
dotte
quando
sono
adottate
dai
dialetti
.
[4]
Tra
gli
incolti
molte
delle
parole
che
designano
attività
intellettuali
assumono
un
significato
negativo
.
[5]
Il
calabrese
litraru
,
letterato
alla
lettera
,
significa
poltrone
,
vagabondo
,
goloso
,
sporco
,
attaccabrighe
;
il
laziale
depegne
,
dipingere
alla
lettera
,
significa
condurre
una
vita
oziosa
,
secondo
una
considerazione
popolare
dell’
arte
della
pittura
.
[6]
Basti
ancora
vedere
i
significati
che
popolarmente
sono
stati
conferiti
a
«
poeta
»
,
richiamati
del
resto
in
un
notissimo
passo
del
cap
.
[7]
XIV
dei
Promessi
sposi
(
«
”
To
”
disse
Renzo
:
“
è
un
poeta
costui
”
»
;
«
presso
il
volgo
di
Milano
,
e
del
contado
ancora
più
»
,
continua
Manzoni
,
poeta
«
vuol
dire
un
cervello
bizzarro
e
un
po’
balzano
,
che
,
né
discorsi
e
né
fatti
,
abbia
più
dell’
arguto
e
del
singolare
che
del
ragionevole
»
.
A
Milano
vess
on
poeta
vuol
dire
essere
un
tipo
singolare
,
in
piacentino
pueta
è
la
persona
strana
,
saccente
,
presuntuosa
,
idem
tanto
a
Parma
come
in
Irpinia
come
a
Messina
.
Si
tratta
di
slittamenti
di
significato
che
sottolineano
con
la
diversità
di
cultura
la
diversità
del
punto
di
vista
.
Si
vedano
i
significati
negativi
che
ha
la
voce
«
grammatico
»
in
vari
dialetti
.
E
si
potrebbe
continuare
,
osservando
i
significati
dialettali
di
«
retorica
»
,
di
«
logico
»
,
di
«
teologo
»
,
e
anche
di
«
geometra
»
(
il
sic
.
gimitriari
,
denominale
di
geometra
,
indica
il
farneticare
,
il
macchinare
qualcosa
di
strano
.
.
.
)
.
[8]
Vedo
che
a
Milano
nel
secondo
Ottocento
italian
aveva
un
significato
metaforico
di
astuto
,
drittone
,
furbacchione
.
[9]
Ancora
un
«
punto
di
vista
»
,
ma
in
questo
caso
frutto
di
ostilità
e
delusione
nei
confronti
dell’
appena
fondato
Stato
nazionale
.
[10]
Dobbiamo
qui
trasferirci
in
un
contesto
antirisorgimentale
particolarmente
vivace
nell’
Ottocento
nel
Lombardo-Veneto
,
spesso
[11]
Il
calabrese
litraru
,
letterato
alla
lettera
,
significa
poltrone
,
pueta
,
poeta
,
sta
per
strano
in
piacentino
[12]
per
il
tramite
anche
di
patrioti
delusi
.
[13]
E
ad
un
tempo
pensare
alla
storia
secolare
di
estraneità
tra
regione
e
regione
.
[14]
Molto
istruttiva
al
riguardo
è
la
storia
di
«
italiano
»
e
derivati
ripercorsa
nei
minimi
particolari
da
Lorenzo
Tomasin
nel
recente
libro
Italiano
.
[15]
Storia
di
una
parola
,
Carocci
editore
.
[16]
Nel
libro
di
Tomasin
vediamo
che
il
verbo
«
italianizzare
»
nei
vocabolari
dialettali
del
secondo
Ottocento
,
dal
Piemonte
alla
Sicilia
,
allude
regolarmente
a
un’
affettazione
di
modi
«
italiani
»
percepiti
come
estranei
,
innaturali
,
dando
così
voce
a
un
sentimento
negativo
dell’
identità
nazionale
,
quella
che
ha
percorso
spesso
la
cultura
del
tempo
.
[17]
gianluigi
.
beccaria@unito
.
it
[18]
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