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Maarten Janssen, 2014-
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Quanti pregiudizi sui critici-scrittori
Language column
Parole in corso
Author
Gian Luigi Beccaria
Date
28
gennaio
2012
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[1]
Ammiro
chi
sa
fare
più
di
un
mestiere
[2]
lo
studioso
che
diventa
poeta
[3]
C’
è
un
pregiudizio
su
critici
,
filologi
,
linguisti
,
sui
professori
insomma
che
a
un
certo
punto
della
loro
vita
pubblicano
un
romanzo
o
una
raccolta
di
versi
.
[4]
Tralascerebbero
il
loro
mestiere
per
farne
uno
che
non
sanno
!
[5]
Io
non
ho
come
tanti
di
questi
pregiudizi
.
[6]
Anzi
,
sono
persuaso
che
chi
scrive
abbia
il
dovere
intrinseco
di
non
essere
autore
di
un
solo
genere
,
ma
che
sia
opportuno
che
in
quanto
persona
che
lavora
su
e
con
le
parole
debba
cimentarsi
con
qualche
altra
forma
di
scrittura
.
[7]
Può
così
dimostrare
,
se
vuole
,
la
maestria
che
ha
di
misurarsi
nell'
usare
in
proprio
i
ferri
del
suo
mestiere
,
le
parole
.
[8]
Quei
professori
non
scriveranno
magari
un
capolavoro
di
romanzo
o
di
poesia
,
ma
intanto
la
loro
sfida
,
se
non
sarà
di
valore
assoluto
,
lo
sarà
certamente
di
esperienza
,
perché
ogni
variazione
di
forma
giova
oltre
che
all'
autore
,
spesso
anche
al
lettore
.
[9]
Faccio
il
caso
di
due
tra
miei
amici
più
cari
e
stimati
.
[10]
Uno
è
Magris
.
[11]
È
un
critico
o
uno
scrittore
?
[12]
Col
tempo
è
diventato
scrittore
,
soprattutto
.
[13]
Ma
forse
non
si
sente
etichettabile
come
tale
.
[14]
Anche
perché
,
quando
fa
il
critico
,
si
comporta
da
scrittore
:
trovo
che
come
critico
gli
importi
di
più
farci
trovare
negli
autori
che
commenta
le
figure
cangianti
dei
sentimenti
e
della
vita
,
della
nostra
felicità
o
della
nostra
malinconia
,
della
nostra
fedeltà
o
del
nostro
disordine
,
così
come
cerca
di
fare
(
e
ci
riesce
)
coi
personaggi
dei
suoi
romanzi
.
[15]
Altro
amico
che
io
ammiro
moltissimo
è
Enzo
Mengaldo
,
storico
della
lingua
,
filologo
,
critico
letterario
,
ma
insieme
uno
di
quei
rari
studiosi
che
sanno
muoversi
con
singolare
efficacia
in
terre
non
loro
,
abbandonando
i
criteri
(
gli
impacci
?
)
di
una
stringente
professionalità
.
[16]
Penso
alle
sue
incursioni
nel
campo
della
letteratura
francese
,
o
della
storia
dell'
arte
.
[17]
O
penso
a
una
sua
intervista
(
uscita
quasi
alla
macchia
:
ed
.
I
nuovi
Samizdat
n
.
43
,
2006
)
,
nella
quale
le
pagine
più
belle
sono
a
mio
avviso
non
quelle
che
egli
dedica
alla
lingua
e
ai
poeti
,
ma
a
Verdi
e
a
Mozart
.
[18]
Da
ultimo
,
quando
ho
letto
La
vendetta
,
racconto
,
testimonianze
e
riflessioni
sulla
Shoah
,
ho
pensato
che
il
filologo
Mengaldo
non
sia
da
meno
come
storico
.
[19]
Insomma
,
ammiro
chi
si
fare
più
di
un
mestiere
.
[20]
È
il
caso
di
Raffaele
Simone
,
notissimo
linguista
,
rivelatosi
negli
anni
passati
profondo
conoscitore
della
realtà
politica
e
sociale
contemporanea
,
e
ora
svelatosi
raffinato
narratore
nel
suo
romanzo
Le
passioni
dell'
anima
(
Garzanti
editore
)
dedicato
agli
ultimi
mesi
di
vita
di
Cartesio
;
ed
è
anche
il
caso
di
Natale
Tedesco
,
critico
letterario
di
professione
,
ed
ora
autore
di
una
raccolta
di
versi
assai
belli
(
In
viaggio
,
Aragno
editore
)
:
lungo
la
«
discreta
insistenza
degli
anni
»
Tedesco
ha
continuato
a
fare
il
mestier
suo
,
a
svelare
il
suo
tenacissimo
amore
per
la
parola
.
[21]
gianluigi
.
beccaria@unito
.
it
[22]
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