Sentence view

Il letterato è fannullone e un po’ attaccabrighe

Language columnParole in corso
AuthorGian Luigi Beccaria
Date 03 settembre 2005
NewspaperLa Stampa
Publication placeTorino
Publication countryItalia
Page8
Column1


[1]
Così lo si immagina nel dialetto calabrese con il termine «litraru»:
[2]
è un esempio di come il punto di vista condizioni il significato
[3]
IL punto di vista condiziona una lingua, le parole, le locuzioni, gli stessi proverbi, che rappresentavano nel mondo popolare un sapere largamente condiviso.
[4]
Se l’incolto ha sempre guardato con un certo sospetto chi ha studiato e sa maneggiare bene la lingua, ciò ha generato quella gran quantità di proverbi sul non parlare troppo e sulla sua inutilità (Le chiacchiere non fanno farina, A star zitti non si sbaglia mai, Chi assai ciarla spesso falla, Meno si parla, meno si sbaglia, Chi parla rado, è tenuto a grado, Una parola è poca e due sono troppe, Acqua e chiacchiere non impastan frittelle, La miglior parola è quelle che non si dice, e via seguitando).
[5]
E vedi i significati di grammatico nei vari dialetti, oppure di letterato (come indica G. Rohlfs nel Dizionario delle tre Calabrie, il calabr. litraru significa poltrone, fannullone, goloso, sporco, attaccabrighe. In questo caso si tratta del punto di vista degli scolari.
[6]
C’è una visione del mondo che caratterizza una lingua o una famiglia di lingue.
[7]
Il mondo circostante è interpretato attraverso il linguaggio.
[8]
In genere, quando adottiamo una parola nuova per designare un nuovo oggetto, noi o la prendiamo tal quale dalla lingua che ce la presta, oppure l’adottiamo con modificazioni fonetiche più o meno accentuate.
[9]
Quando scoprimmo il Muovo Mondo incorporammo nel nostro lessico mais, tabacco, canoa, ecc.
[10]
Gli indigeni americani invece per designare un nuovo oggetto di solito inventano parole descrittive.
[11]
Franz Boas ci ricorda che gli Tsimshian della Columbia Britannica indicavano il riso con un termine che significava simile alle larve, i Kwakiutl il battello a vapore con fuoco dietro che si muove sull’acqua, gli eschimesi il tabacco trinciato con ciò su cui si soffia sopra.
[12]
Sono ambiti di studio molto interessati quelli cui sto accennando in modo cursorio.
[13]
Per esempio, è particolarmente istruttivo esaminare le classificazioni generali, le tassonomie, elaborate da ogni cultura nei diversi settori dell’esperienza.
[14]
Provate a pensare alla cosiddetta deissi spaziale, vale a dire alla strutturazione dello spazio e la sua denominazione nelle lingue più diverse: alto/basso, destra/sinistra, a monte/a valle, e così via.
[15]
gianluigi.beccaria@unito.it
[16]

Text viewParagraph view