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Strafalcioni. Domanda: era famoso quello di Dedalo, con la «L».
Risposta: «lungomare». Furono dieci quelle d'Egitto: le piramidi...
LE giornate estive sono ideali per sbrigare la posta, adatte per soddisfare la curiosità dei lettori. Uno di loro, Giovanni Pensa, mi chiede in una sua e-mail perché mai un tipo originale, bizzarro lo si chiama “macchietta”. Viene da “figura accessoria”, e il termine lo diffondono i vedutisti veneziani del sec. XVIII, coi loro quadri popolati di piccoli personaggi, appena accennati con qualche macchia di colore, con rapido colpo di pennello, dai pittori chiamati macchiette.
Un lettore astigiano, scandalizzato del basso livello culturale dei partecipanti ai quiz televisivi, mi dice che un tale, nella trasmissione “Passa parola” condotta da Gerry Scotti, alla domanda “Manzoni li sciacquò in Arno, con la P”, rispose “i piedi”. Non si allarmi, c’è di peggio, e un bel po’ di strafalcioni sono stati raccolti dagli autori stessi della trasmissione: “L’anno di riposo dei docenti universitari, con la S”, risposta “scolastico”; “era famoso quello di Dedalo con la L”, “lungomare”; “spada romana piccola e larga, con la D”, “Damocle” (avremmo voluto “daga”); “furono dieci quelle d’Egitto, con la P”, “piramidi”; “la porta sulle spalle la befana, con la G”, “giberna” ahimè e non “gerla”; “la regione spagnola di Almodóvar e di Don Chisciotte, con la M”, “Manciuria”; “regione spagnola con Saragozza, con la A”, “Aragosta” anziché “Aragona”; “animale che bramisce con la C”, “cinghiale”.
Il signor Gianni Pistarino, lettore di Genova, che ama i dialetti, mi chiede perché mai a Milano l'impigrirsi si dice ciapà la cagna, e a Genova l’oa da cagna è l’ora della siesta. Aggiungo, in pisano-livornese, avé la hagna “sentirsi fiacchi”, ma non vado oltre. Perciò per ora non gli so rispondere. Per venire a capo occorrerebbe promuovere una più larga inchiesta. Ci proverò.
A proposito di dialetti: il mio amico lucano Alberto Pierri mi diceva l’altra sera di trovare un po’ dissacrante e sconfortante per l’amore il detto piemontese l’amur al é pí fort del bruss, quel tipico formaggio locale: gli facevo notare che forse ha una sua efficacia, anche per l’ambiguità sul fort, forte e insieme piccante.
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