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Maarten Janssen, 2014-
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Intenso tono d’ombra, lieve estensione opaca
Language column
Parole in corso
Author
Gian Luigi Beccaria
Date
09
luglio
2005
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[1]
Esempi
di
un
uso
vago
e
ambiguo
dell’
aggettivo
,
evidente
e
pericoloso
nei
referti
medici
:
[2]
è
meglio
non
eccedere
con
le
coloriture
[3]
PER
chi
scrive
,
l’
uso
dell’
aggettivo
costituisce
sempre
un
problema
.
[4]
Anche
nel
suo
aspetto
“
amichevole
”
presenta
talvolta
un
forte
tasso
di
eventuale
polisemia
e
quindi
può
essere
esposto
a
banalizzazioni
e
fraintendimenti
.
[5]
E
allora
potarlo
,
zac
,
come
fa
il
giardiniere
con
le
cesoie
quando
un
rametto
superfluo
sta
spuntando
!
[6]
Come
se
fosse
un
di
più
,
una
ridondanza
.
[7]
In
realtà
,
assai
spesso
,
per
quanto
vago
e
relativo
,
dell’
aggettivo
(
e
così
dell’
avverbio
)
non
se
ne
può
fare
a
meno
.
[8]
Non
ne
può
fare
a
meno
lo
scrittore
.
[9]
Non
ne
può
fare
a
meno
il
tecnico
e
lo
scienziato
.
[10]
Ma
come
dosare
gli
aggettivi
e
gli
avverbi
in
un
referto
medico
?
[11]
Come
regolarsi
per
l’
uso
di
“
molto
”
,
“
poco
”
,
“
relativamente
”
,
“
esteso
”
,
“
poco
esteso
”
,
“
lieve
”
,
“
notevole
”
,
“
sensibile
”
ecc
.
[12]
Se
sono
un
radiologo
,
che
senso
preciso
darò
a
espressioni
del
tipo
“
lieve
estensione
dell'
opacità
neoplastica
”
,
“
lieve
riduzione
di
estensione
dell’
addensamento
”
,
“
limitata
opacità
”
,
“
occupa
buona
parte
del
campo
polmonare
”
,
“
appare
intensamente
opacato
”
,
“
tono
d’
ombra
piuttosto
intenso
”
,
“
esteso
addensamento
parenchimale
”
,
“
ilo
alquanto
ingrandito
”
?
[13]
Se
scrivo
“
sensibile
riduzione
”
,
“
sensibile
rinforzo
del
disegno
broncovascolare
”
,
quel
“
sensibile
”
funziona
soltanto
come
termine
di
confronto
,
se
per
la
stessa
persona
,
visitata
un
mese
dopo
dallo
stesso
radiologo
,
il
citato
aggettivo
dovrà
essere
sostituito
con
un
“
molto
”
o
con
un
“
meno
intenso
”
;
ma
se
quel
“
molto
”
o
quel
“
meno
”
è
di
altra
mano
,
giudizio
di
altro
medico
,
come
si
potranno
oggettivare
?
[14]
Credo
siano
problemi
irrisolvibili
,
finché
il
mezzo
per
comunicare
è
soltanto
affidato
al
linguaggio
.
[15]
Certo
,
sono
molto
meno
gravi
le
manchevolezze
verbali
delle
manchevolezze
professionali
:
meglio
un
referto
di
radiologo
con
aggettivi
di
per
sé
vaghi
che
un
referto
di
radiologo
che
non
disponga
,
come
deve
disporre
,
di
un
ricco
vocabolario
di
immagini
(
cio
dipende
dalla
sua
cultura
,
e
dalla
capacità
personale
di
memorizzare
il
maggior
numero
possibile
di
immagini
conosciute
)
.
[16]
E
anche
meno
grave
è
la
povertà
della
lingua
:
meglio
referti
“
poveri
”
,
attenti
a
non
eccedere
,
perché
l’
eccesso
di
coloriture
potrebbe
far
ricadere
nell’
ambiguità
e
nel
vago
,
che
per
uno
scienziato
è
il
peggiore
dei
peccati
.
[17]
gianluigi
.
beccaria@unito
.
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