Chair
Contact
Login
TEITOK
Digital Corpus Library
TEITOK
CronIT
Available Corpora
CronIT
Home
Search
Browse
Powered by
<TEI:TOK>
Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Elogio della patria in tempi euroscettici
Language column
Parole in corso
Author
Gian Luigi Beccaria
Date
02
luglio
2005
more header data
[1]
La
nostra
è
una
lunga
storia
comunale
e
regionale
,
e
ancora
se
ne
sentono
i
riflessi
,
ma
almeno
la
lingua
è
un
forte
collante
[2]
NEI
Giornali
giacobini
del
Settecento
(
Milano
1962
)
a
cura
di
Renzo
De
Felice
si
legge
questo
passo
di
un
giornalista
ligure
(
1798
)
:
«
Quando
io
parlo
della
nostra
penisola
,
che
“
Appennin
parte
e
il
mar
circonda
e
l’
Alpe
”
,
io
parlo
di
una
divisione
geografica
,
e
non
già
di
una
nazione
.
Gli
abitanti
di
questa
penisola
non
sono
altrimenti
un
popolo
,
sono
molti
popoli
,
che
non
hanno
altro
di
comune
che
il
clima
e
la
lingua
.
Il
loro
governo
è
diverso
,
diverso
lo
spirito
,
e
diversi
i
costumi
,
e
per
quanto
abbiano
tutti
una
stessa
relazione
,
pure
le
pratiche
esteriori
,
che
sono
la
religione
del
popolo
,
hanno
anche
diversificato
,
ne’
diversi
paesi
,
la
relazione
medesima
(
…
)
.
Quali
interessi
comuni
ci
tengono
legati
coi
Piemontesi
,
coi
Lombardi
,
coi
Toscani
,
piuttosto
che
coi
Francesi
?
»
.
[3]
Da
allora
sono
stati
compiuti
grandissimi
passi
:
il
Risorgimento
ha
fatto
l’
Italia
,
e
se
ancora
non
si
sono
fatti
gli
italiani
,
e
c’
è
chi
blatera
di
devolution
,
o
blaterò
di
«
secessione
»
,
almeno
possiamo
dire
che
finalmente
esiste
una
lingua
media
comune
nota
e
praticata
dalla
quasi
totalità
dei
parlanti
,
che
fa
da
collante
e
segna
fortemente
l’
identità
della
nazione
.
[4]
Una
nazione
infine
ben
integrata
in
una
Unione
Europea
ora
popolata
da
tanti
«
euroscettici
»
.
[5]
Intanto
,
anche
tra
gli
italiani
,
si
sente
spessa
di
più
la
«
piccola
»
che
la
«
grande
»
patria
.
[6]
La
nostra
è
una
storia
comunale
e
regionale
,
e
ancora
se
ne
sentono
i
riflessi
.
[7]
Tant’
è
che
,
anche
quando
(
pensiamo
all’
Ottocento
)
oratori
e
scrittori
hanno
scritto
della
patria
,
nessuno
l’
ha
mai
detto
con
parole
intense
,
appassionate
come
quelle
che
Shakespeare
ha
messo
in
bocca
a
Gaunt
nel
Riccardo
II
,
a
II
,
sc
.
[8]
I
:
«
Questo
meraviglioso
trono
di
re
,
quest’
isola
scettrata
,
questa
maestosa
terra
,
questo
seggio
di
Marte
,
questo
secondo
Eden
,
quasi
un
nuovo
paradiso
terrestre
,
questa
fortezza
costruita
dalla
natura
per
difendere
se
stessa
dall’
infetta
mano
della
guerra
,
questa
felice
stirpe
d’
uomini
,
questo
piccolo
mondo
,
questa
pietra
preziosa
incastonata
nel
mare
d’
argento
,
che
la
protegge
come
una
muraglia
,
o
una
fossa
scavata
a
difesa
d’
un
castello
,
dalla
turpe
invidia
di
altre
terre
meno
felici
di
lei
,
questo
luogo
benedetto
,
questo
paese
,
questo
regno
,
quest’
Inghilterra
,
questa
nutrice
,
questo
grembo
fecondo
di
re
superbi
»
.
[9]
gianluigi
.
beccaria@unito
.
it
Text view
•
Paragraph view