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Maarten Janssen, 2014-
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Il carmen e lo charme, un magico incantesimo
Language column
Parole in corso
Author
Gian Luigi Beccaria
Date
21
maggio
2005
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[1]
L’
esempio
di
una
parola
che
dal
latino
e
dal
francese
antico
è
trasmigrata
nei
nostri
dialetti
,
indicando
prima
un
sortilegio
,
poi
la
seduzione
femminile
[2]
A
volte
raffiorano
,
come
dei
flash
verbali
,
improvvisi
ricordi
di
voce
che
vengono
da
lontano
,
e
di
cui
ignori
totalmente
l’
origine
.
[3]
M’
è
venuto
a
mente
l’
altro
giorno
quel
misterioso
verbo
piemontese
che
non
ho
mai
ben
capito
,
e
che
mia
nonna
usava
ogni
tanto
:
diceva
tütt
‘
ngiarmá
di
chi
le
compariva
davanti
vestito
in
modo
eccessivamente
vistoso
,
insuale
,
quasi
come
per
stupire
,
incantare
.
[4]
Ho
provato
a
ricostruire
la
storia
,
e
certamente
s’
ha
da
partire
dal
lat
.
carmen
nel
senso
di
«
formula
religiosa
,
magica
,
incantesimo
»
,
presente
anche
come
verbo
nel
latino
postclassico
,
carminare
«
incantare
»
(
lo
usa
per
esempio
Agostino
)
.
[5]
Carmen
passa
poi
all’
antico
francese
charme
(
sec
.
XII
)
col
significato
di
«
influenza
magica
,
sortilegio
,
incantamento
»
,
charmer
,
e
di
qui
(
non
dimentichiamo
che
nel
Meridione
ci
sono
stati
i
Normanni
)
ai
dialetti
italiani
del
Sud
.
[6]
Ma
lo
trovi
nel
piem
.
anciarmé
«
stregare
»
(
vedi
il
dizionario
etimologico
del
Levi
)
,
nel
milanese
ingermá
«
incantare
»
,
in
Corsica
è
ingiarmatu
«
stregato
»
,
a
Genova
‘
ngiarmá
,
nel
perugino
‘
ncialmé
«
incantare
con
parole
»
,
nel
romanesco
inciarmare
,
in
Irpinia
es
a
Napoli
‘
nciarme
è
un
«
incanto
»
,
una
«
stregomeria
»
,
in
Calabria
cermatu
«
fatato
»
,
in
Sicilia
ciarmari
«
incantare
»
,
e
ciarmu
significa
«
incanto
»
,
«
malìa
»
.
In
Abruzzo
e
Molise
ciarm
ë
indica
il
parlare
insinuante
,
premuroso
,
quando
si
vuole
trarre
ai
propri
fini
l'
interlocutore
,
insomma
abbindolare
,
raggirare
,
suggestionare
,
accalappiare
con
chiacchiere
e
astuzie
.
[7]
Il
carmen
,
come
l’
antico
francese
charme
,
era
appunto
in
origine
la
formula
ritmica
che
serve
per
produrre
un
incantesimo
.
[8]
Solo
più
tardi
(
nel
sec
.
XVII
)
charm
ë
comincia
ad
essere
riferito
alla
bellezza
femminile
che
esercita
un
forza
magica
sugli
uomini
.
[9]
È
in
sostanza
la
stessa
storia
semantica
delle
parole
incanto
,
incantare
,
incantevole
,
incantesimo
che
anche
in
italiano
,
tra
Sei
e
Settecento
,
allargano
il
proprio
significato
,
seguendo
in
definitiva
la
stessa
vicenda
di
fascino
,
che
prima
voleva
dire
«
malocchioۛ
»
.
[10]
Lo
stesso
capita
a
malìa
,
malioso
.
[11]
Ed
è
capitato
all’
inglese
glamour
,
che
dall’
idea
di
formula
magica
è
passato
a
quella
di
«
bellezza
che
incanta
,
fascino
»
.
[12]
gianluigi
.
beccaria@unito
.
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